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Fidanzate low cost

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Nell’amore la donna è più barbara dell’uomo. Friedrich Nietzsche
Nell’amore la donna è più barbara dell’uomo.
Friedrich Nietzsche

La pubblicità della MasterCard, una nota carta di credito, rischia di diventare la più realistica e fedele fotografia della nostra epoca fatta di consumi e spese. La pubblicità elenca tutti i costi di un progetto, una vacanza o un sogno. Ad esempio se ci si volesse dedicare al tiro con l’arco la pubblicità si chiederebbe per rispondersi subito: un arco da tre metri e mezzo? 80 euro; una faretra piena di frecce in carbonio? 70 euro; un corso di mira? 120 euro; un bersaglio di paglia? 30 euro. E così via. Solitamente l’odiosa pubblicità finisce con qualcosa, un qualcosa sempre più raro, conseguenza di tutti i dispendiosi acquisti, che è o sembra gratis. Visto che il risultato di tutta una serie di spese è la somma di queste, viene da chiedersi se in questo mondo esista ancora la gratuità. La rispota è no e, perdonatemi la brutalità, neanche l’”amore” è gratis. Proprio l’universo dei sentimenti, quanto di più intangibile e misterioso nel passato, è diventato oggetto di quantificazioni monetarie nel nuovo millennio come fosse un campo d’affari delle borse mondiali. Dopo che la “felicità” è diventata oggetto di un corso universitario, anche l’”amore” merita di essere appaiato a qualsiasi indice di commerciabilità economica. E chi determina i capricciosi innalzamenti, l’imprevedibile aumento di costo, le vere e proprie crisi finanziare dell’amore? Ovviamente le donne, vere e proprie brooker del cuore. Non serve più la poesia, non bastano più imprese eroiche o pseudo- tali, l’unico strumento per la conquista della donna amata è il portafoglio. Allora rifacciamo il gioco dell’inizio, percorrendo tutte le fasi del corteggiamento amoroso con una climax onerosa: un cinema per rompere il ghiaccio dopo che ci sia stato il primo bacio? 20 euro; una cena fuori per conoscersi in un ristorantino chic? 70 euro; un bouquet di fiori di stagione da lasciarle sulla porta di casa alle 5 di mattina? 30 euro; una collana e degli orecchini in argento e smeraldo? 100 euro; una gita fuori in campagna? 150 euro; una vacanza in un’isola del Mediterraneo? 1500 euro. E le spese non finiscono qui: una donna richiede attenzioni costanti fatte di regali occasionali come libri, dischi di musica e vestiti e contatti telefonici regolari. Impossibile quantificare il costo di una relazione, ma molti ormai rischiano di rovinarsi per soddisfare i desideri delle loro amate. Una cosa è chiara: l’amore, nella sua trasformazione più attuale, è una cosa per ricchi o, almeno, per benestanti. Alla luce di tutti i dati qui riportati, per un povero è praticamente impossibile raggiungere l’agognato desiderio amoroso. Ma ancora una piccola speranza c’è. Da qualche tempo un nuovo fenomeno si sta diffondendo nelle nostre opulenti società occidentali: quello delle “fidanzate low cost”. Sull’onda dei voli Ryanair, che rispondevano all’aumento folle delle tariffe aeree, la moda low cost sta invadendo tutti i campi del nostro vivere e non passa giorno che le superficiali riviste patinate affrontino i nuovi fenomeni: si legge di “case low cost”, di “autovetture low cost” e addirittura di “vite low cost”. Ma di “fidanzate low cost”, forse perché fenomeno minoritario, ancora nessuno ne ha parlato. Quindi come pioniere di questo argomento devo essere abbastanza chiaro e bisogna andare con ordine. Per prima cosa le “fidanzate low cost” non sono d’estrazione sociale bassa, cioè non sono povere. Esse appartengono alla media borghesia, hanno meno di trent’anni e col tempo maturano una coscienza critica verso il loro stile e modello di vita consumistico. Non per questo sono delle scialacquatrici di risorse pentite o delle ribelli al sistema vigente. Solitamente sono delle donne che si responsabilizzano nei confronti dei consumi. La scintilla che fa scattare l’attegiamento “low cost” in queste ragazze è un profondo senso di colpa provocato dall’inutilità degli oggetti di consumo in una società massificata. Da ciò nasce in loro il desiderio di una vita che privilegi lo strettamente necessario al futile, l’economico al costoso, il semplice al complesso. Le “fidanzate low cost” sono delle formiche in un mondo di cicale, un risparmio incredibile per tutti quegli uomini che hanno la fortuna di conquistarle. Ma dove si trovano? Come si fa a incontrare una ragazza “low cost”? In genere le “ragazze low cost” si possono trovare nei luoghi pubblici (strade, piazze, parchi, musei), luoghi cioè esclusivamente gratuiti. Non bisogna pagare costosi ingressi di discoteche o pesanti biglietti di eventi mondani per intercettarle. Il loro corteggiamento deve essere assolutamente oculato, perché basta poco (come lo sfoggio di qualche banconota) a farle scappare via verso pretendenti più spiantati. In breve possiamo enucleare alcune loro caratteristiche: a) bisogna portarle raramente fuori a cena e evitano piatti costosi (carne e pesce) prediligendo le verdure; b) non bisogna mai offrire, al massimo si divide; c) non accettano mai regali costosi; d) fanno acquisti solo durante i saldi o dalle bancarelle dell’usato; e) non bevono e non fumano (risparmio mensile di centinaia di euro destinati al tabacco e al fumo); f) individuano al supermercato tutti i prodotti in offerta e non rinunciano mai a confrontare i prezzi; g) conservano l’acqua calda della pasta per la lavare, in seguito, i piatti; h) vanno al cinema solo il mercoledì, quando costa meno.
Insomma le “fidanzate low cost” sono una vera fonte di risparmio in periodi di precarietà, vacche magre e austerity economica. Soprattutto nei periodi di ferie estive esse sono delle strenue sostenitrici delle vacanze fai-da-te. Aborrono i pacchetti villaggi turistici, i viaggi organizzati e i luoghi turistici super affollati dove i prezzi aumentano. Amano andare in campeggio, dormire in tenda e cucinare tristi, ma sane minestre sul fornelletto da campo. Un mistero resta comunque la imprevedibilità di durata di questi rapporti a basso costo: essi sembrano non differire da fidanzamenti più gravosi. Infatti il “low cost” non è inversamente proporzionale al successo di una storia amorosa. Non credete a quanti hanno teorie sulla durata temporale dell’amore. L’amore non è un parcometro. L’unica differenza, quando ci si separa da una “fidanzata low cost”, è che non si resta con le tasche vuote.

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