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Peter non c’è, è andato via…

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Io i Genesis li amo… li adoro… soprattutto i Genesis con Peter Gabriel… Selling England by the pound è un album che non mi stanca mai… lo ascolterei tutto il giorno…

Io i Genesis li amo… li adoro… soprattutto i Genesis con Peter Gabriel… Selling England by the pound è un album che non mi stanca mai… lo ascolterei tutto il giorno… e The cinema show è la canzone che più mi fa sentire bene… quando ho un po’ di depression (e può capitare) mi basta ascoltarne il crescendo degli ultimi minuti e passa la paura… mi piacciono molto anche i Genesis di A trick of the tail e Wind & Wuthering (quando c’era ancora Steve Hackett)… poi però sono rimasti in tre (Phil Collins, Tony Banks e Mike Rutherford)… lì la mia passione vacilla… scalcia… arranca… insomma non gliela fa’… sopporto il terzetto rimasto soltanto perché memore dell’immenso passato che si porta dietro… è il processo inverso a quello di Patrick Bateman, il mostro creato da Bret Easton Ellis in American Psyco, che amava invece i dischi commerciali di Phil Collins and company… e la cosa mi dà un certo sollievo… Ora il terzetto ritorna a Roma per il concerto al Circo Massimo… se fossi un purista mi ritirerei in campagna a suonare la cetra, mentre Phil Collins ruba lo scettro all’immenso genio di Peter Gabriel… ma io non sono un purista… Insomma sono al Circo Massimo… insieme al mio amico… malgrado l’ora abbastanza tarda arriviamo non molto lontano dal palco … qualcuno mostra al cielo la fotografia di Peter Gabriel con la scritta Wanted!!… lo capisco… il pubblico è eterogeneo… bambini con la maglietta degli Iron Maiden… ragazzi e ragazze… uomini e donne… donne incinta… vecchi… portatori di handicap… famiglie tedesche… famiglie francesi… la globalizzazione della musica… Il palco è immenso, sembra un’astronave… ai lati ci sono due megaschermi ovoidali… alle 21,15 ecco il terzetto più il batterista Chester Thompson e il chitarrista Daryl Stuermer… ho il depliant di presentazione del concerto che veniva distribuito per strada… sulle prime pagine c’è scritta la scaletta del primo concerto del tour 2007 che la band ha tenuto a Helsinki… ma Roma è un appuntamento formidabile… ci saranno sicuramente delle sorprese… a Helsinki hanno iniziato con Behind the lines, poi hanno fatto un medley con Duke’s End e Turn it on again… anche a Roma… ma qualcosa si inventeranno nel proseguo… se ci fosse Gabriel… sono comunque dei mostri di bravura… attaccano The Land of Confusion, l’unica canzone del terzetto che mi piace veramente… solforica, acida, indigesta… poco Phil Collins insomma… alla fine del pezzo Phil dice una marea di grazie mille… clowneggia come sempre… avverte che faranno delle canzoni d’annatta (complimenti per l’italiano!)… In the cage… magnifica… inquietante, dissociata… poco Phil Collins (infatti l’ha scritta Gabriel)… poi arriva The Cinema Show… fanno gli ultimi minuti… potrei già andarmene… ho sentito l’ambrosia nelle mie orecchie… per qualche istante tutti i miei cazzi mi hanno salutato e sono salpati per un viaggio alle Hawaii… ecco Duke’s Travels… bella, ma non c’è paragone con la precedente… e poi Afterglow… struggente, romantica… tutto Phil Collins…

Come sempre ai concerti in cui vado mi ritrovo una coppia davanti che si sbaciucchia a lingua di fuori… mi arrivano fin quasi sotto il mento… intanto sotto i miei occhi (e soprattutto i miei piedi) c’è la transumanza delle truppe cammellate… gente che fa avanti e indietro… che ti prende a sportellate… che ti sbrodola la birra sui vestiti… che ti fuma in faccia le sigarette o le canne… sembra di partecipare al Camel Trophy… Comunque il concerto continua… altre canzoni del terzetto… il più zuccheroso pezzo di Phil… Follow You, Follow me… meno male che a seguire c’è Firth of Fifth e poi I Know What I like… Tony Banks vola sulle tastiere… che Dio lo benedica sempre… troppo belle queste canzoni… mi spello le mani ad applaudire… è il momento di Mama… una canzone che scopiazza il Gabriel dei primi anni Ottanta… Shock the monkey per intenderci… il programma di Roma è tale e quale a quello di Helsinki… ma adesso ci sarà una sorpresa, ne sono sicuro… faranno tutti e ventidue i minuti di Supper’s Ready… neanche per sogno… ecco Ripples… poi Throwing It All Away… faccio ormai a spallate con le truppe cammellate… il mio Regno per uno sfollagente… Phil Collins presenta la canzone Domino… intrattiene la folla con cinque minuti di pura inconcludente clownerie… forse si crede comico… poi ritorna serio… fa un assolo di batteria insieme a Chester Thompson… magnifico, straordinario… poi attaccano Los Endos… che il progressive sia con voi… finiscono con Tonight, Tonight, Tonight e Invisibile Touch… emblema degli infimi anni Ottanta… accanto a me c’è un gruppo di strafattoni che balla… sembrano una versione rallentata dei Gatti di Vicolo Miracoli… i Genesis si ritirano… I bis di Roma saranno comunque diversi da quelli di Helsinki… nada de nada… tutto in regola… prima I Can’t dance… buon ritmo ma niente di più… e poi Carpet Crawlers… immaginifica, sognante… complicata nella sua semplicità… poco Phil Collins (indovinate chi l’ha scritta?)… il gruppo saluta e se ne va… io lascio scivolare le truppe cammellate… le coppie che si baciano con la lingua… i gruppi di strafattoni… e mi metto a muovere le dita come se suonassi una tastiera… gli ultimi momenti di The Cinema Show… Grazie Genesis… e grazie pure a te Phil… anche se non sei Peter…

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