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Devo in Concerto

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Sabato 30 Giugno 2007 – Fiera Della Musica di Azzano Decimo (Pordenone). Ore 21, sul palco di Azzano Decimo campeggiano 4 lettere, ognuna di un metro per due...

Ore 21, sul palco di Azzano Decimo campeggiano 4 lettere, ognuna di un metro per due, niente di eclatante. In perfetto orario sulla tabella di marcia va in scena la Devolution. Descritta così sembrerebbe una manifestazione di leghisti, invece è il concerto di una leggenda del Punk statunitense, i Devo. La strumentazione è disposta in maniera originale, con la batteria sulla sinistra, poi a sfilare gli amplificatori di basso e chitarre. Sulla destra, troneggiano almeno quattro fra sintetizzatori e Moog. Con le immagini di uno straniante Clip tratto dal loro film In The Beginning Was The End, si apre un live che verrà sicuramente ricordato dai circa tremila presenti. Il film introduce la De-Evolution, una teoria secondo cui l’ umanità moderna con la sua tecnologia è destinata a regredire all’età della pietra. Stiamo parlando del 1978. Ma i Devo non sono gruppo di intellettuali dediti al pessimismo. “We told you, you can’t trust technology “ dirà ridendo il bassista Jerry Casale dopo un inconveniente tecnico che interrompe lo show prima di un’infiammata versione di Peek A Boo. Vestono divise arancioni (solo nel finale sfoggeranno delle agghiaccianti tute aderenti!) e indossano il copricapo d’ ordinanza, praticamente un vaso rovesciato. L’occasione per creare nuovo discepoli alla De-evoluzione la dà l ‘ottava edizione della Fiera Della Musica Di Azzano Decimo, progetto dovuto anche alla passione della Radio Great Complotto di Pordenone. Oltre a diverse serate di buona musica, Jethro Tull ed Echo And The Bunnyman fra gli altri, la rassegna offre un palco laterale come teatro per un concorso di band emergenti. Avido di buone sorprese a dire il vero, se si eccettuano i Milky Way, autori di un Hard Rock cafone che improvvisamente si accende di tinte Prog e i Vertigine, trio che sfodera un gran pezzo di chiusura in stile Nirvana del primo album. Infine Stand di Etichette Indipendenti e rarità per i maniaci del vinile. In questo clima rilassato i Devo si scambiano gli strumenti e ballano le loro danze disarticolate, sorretti da un metronomico batterista che pesta i tamburi come posseduto da un demone. Mark Mothersbaurgh e soci suonano una scaletta da urlo. Solo i (piccoli) grandi classici del loro repertorio, che spazia dalla punk-wave nervosa degli esordi fino al Synth-Pop degli ultimi Lp. Nessuna improvvisazione, i brani rispettano gli arrangiamenti e il sound originale dei dischi. Non mancano le “ hit “ Mongoloid e Satisfaction. Come pure le bordate di Girl U Want e Uncontrollable Urge. Il primo bis Freedom Of Choice è scandito in coro da molti . E c’ è tempo per un beffardo finale . Mark si presenta agghindato dal suo folle alter-ego per l’ ultimo bis, Beautiful Word, cantandolo in urticante falsetto. Mi guardo intorno, alcuni ridono e altri ancora esitano perplessi. Il tipo accanto a me che si è visto tutto il concerto con la maschera antigas, invece, non so proprio che espressione avesse.

Ecco un video del concerto

Un altro video dei Divo ad Azzano

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