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Hey, mister Dj

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Sono nella penombra di casa mia a ripassarmi l’enciclopedia del Rock. Gli album più importanti della storia della musica leggera. Beatles… Li so! Led Zeppelin… Li so! Pink Floyd… Li so!

Sono nella penombra di casa mia a ripassarmi l’enciclopedia del Rock. Gli album più importanti della storia della musica leggera. Beatles… Li so! Led Zeppelin… Li so! Pink Floyd… Li so! Faccio esercizi di tai-chi per acquistare quella forza interiore che a volte mi lascia un biglietto per dirmi che è andata al mare. Sono pronto… Pronto per le preselezioni da Dj di RadioRock, la mia emittente radiofonica preferita. L’unica radio in cui riesco ancora a sentire, per esempio, The cinema show dei Genesis o 21th century schizoidman dei King Crimson. Le preselezioni si svolgono al Qube, la megadiscoteca di Via Portonaccio. Dalle 16,00 alle 18,00. Esco alle 15,50 da casa mia… abito lì vicino. Arrivo alle 16,00 al Qube… No! Una fila… che non è una fila… un serpentone… un boa conscripctor… un immenso t-rex umano che arriva fino all’Acqua Bullicante. Ma tutta sta’ gente perché non se ne va al mare? Che ci sta a fare in città? Fa caldo, è estate… su belli de’ casa. E invece si sono radunate qui le brigate Alaxa del Rock. Giovani, giovanissimi, attempati, attempatissimi (con l’orecchino ben in evidenza), neonati, affini… tutti a cercare il loro momento di celebrità… scuoto la testa scorato… la mia forza interiore è andata dal notaio a fare testamento… Mi metto in fila e cerco di non fare amicizia con nessuno… devo stare concentrato… ogni diversivo può essere fatale… il sole del pomeriggio somiglia a quello della mattina… cuoce che è una bellezza… la mia maglietta con sopra scritto I love Prague è ormai una pozza di sudore… mi sono pure scordato gli occhiali da sole… devo stare concentrato… penso al tai-chi, allo zen, all’arte della manutenzione della motocicletta… niente da fare… la mia forza interiore ha comprato un biglietto aereo per Bali… lo sapevo che non c’era da fidarsi… il sudore mi entra da tutte le parti… la gente sbuffa, ride, parla… Io no… fermo, concentrato… mi ripeto a mente tutta la scaletta di The dark side of the moon… Delle ragazze si sono rifornite di birra e bevono a garganella… Al solo pensiero il mio stomaco appende il cartello CHIUSO PER FERIE… Qualcuno ha comprato delle bottiglie d’acqua… l’afa non da tregua… chiedono in giro se qualcuno ha sete… Io no, sono un monaco del Rock… arriverò consunto alla selezione, ma non voglio nessun aiuto… la mia forza interiore si sta imbarcando all’aeroporto di Roma Fiumicino… Dietro di me un brusio continuo… due quarantenni che non ce la fanno proprio a tenere la bocca chiusa… uno sembra uscito da un film coatto di Verdone… ha una maglietta mimetica con le maniche tagliate… l’orecchino, sì certo… un eloquio non di primo livello… ma che musica gli può piacere a questo?… bah!… l’altro è calvo… ha una barbetta bionda… gli occhi spiritati… continua a chiedere a tutti quelli della fila se alle 18,00 in punto quelli di RadioRock chiudono le selezioni… dice che è un po’ vecchierello (e allora che ci sei venuto a fare, a rubare il lavoro ai giovani?)… aggiunge che deve andare a casa per la poppata delle sue due gemelline, appena nate (e stai qui a fare sta’ fila, ma non ti vergogni?)… io non parlo… zitto come una tomba… passo due ore con questi due dietro di me che assomigliano sempre di più a delle scimmie dispettose… per ritrovare un po’ di serenità penso addirittura al Dhalai Lama… non l’ho mai fatto prima… il padre delle due gemelline si è messo a parlare addirittura di politica… destra e sinistra… sarà il caldo, l’afa… ma io sogno ad occhi aperti Kurt Cobain che mi regala il suo fucile… all’improvviso arriva il mio turno… entro dentro il Qube… mi fanno riempire un foglio… faccio un’altra fila… ci sono una diecina di tavoli con un Dj che esamina tre persone per volta… consegno il foglio… dopo qualche minuto vengo chiamato… tavolo numero 4… c’è una ragazza che mi esaminerà… la raggiungo… mi dice di aspettare che arrivino le altre due persone… mi volto ed ecco la tragedia… i due quarantenni in andropausa si siedono accanto a me… fanno gli uomini vissuti… il clone rock di Lando Fiorini chiede alla Dj come si chiama… Valentina, dice lei… è come se uscissi in missione nella foresta vietnamita assieme a Luca Giurato e Pupo… la morte certa… Cerco di balbettare qualcosa di fronte al fragore indistinto dei miei compagni d’arme… Dico a Valentina che sono vent’anni che ascolto Radio rock, che mi piacerebbe far parte di questa emittente… mi piace tutta la musica a parte l’heavy metal… ma gli altri due mi stanno scavando la fossa… dicono che a loro piace proprio tutta la musica… mamma mia, peggio di Verdone che nel film Borotalco cita Debbussi… la mia forza interiore è ormai in sciopero, insieme ai controllori di volo… il padre delle due gemelline si impappina sulla disponibilità per quanto riguarda gli orari… non si ricorda le poppate delle figlie… io faccio il numero di un mio amico sul cellulare… un coltello da cucina può andare benissimo per finire questi due… Valentina dà una manata sulla spalla del padre di famiglia e ci congeda… i due se ne vanno contenti, quasi abbracciandosi… Esco fuori dal Qube alle 19,00… Vado a casa, ordino su internet una katana e aspetto… Aspetto che quei due mi ricapitino a tiro.

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