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Immagini Quelle di Rosaria Schifani sorretta da un prete davanti a un microfono per dire parole di circostanza e di perdono.

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Quelle di Rosaria Schifani sorretta da un prete davanti a un microfono per dire parole di circostanza e di perdono. Si divincola piange vuole che gli assassini si inginocchino.
Non esistono parole sensate per l’immane tragedia di Capaci.

Parole
Quelle di Rosaria Schifani quidici anni dopo: ”Non tornerei a Palermo manco morta. A Palermo sento odore di mafia, l’arroganza del quartiere, della politica ridotta ad affare…Poteva cambiare tutto. Ma lo Stato si è fermato. I magistrati hanno ripreso a litigare fra loro. Divisi fra amici di Grasso e amici di Caselli. Ancora? Basta. Come ai tempi di Falcone… Lo Stato s’è fermato troppe volte. Perché lo Stato ha paura di guardarsi dentro…Sciolsero il Gruppo Stragi quando ancora stavano lavorando sui mandanti occulti di Capaci e via D’Amelio. E’ come se lo Stato avesse voluto interrompere quel lavoro. Quanti libri sono usciti su quelle ed altre inchieste. I magistrati diventano scrittori. Ma non ci dicono fino in fondo in quali misteri si sono impantanati. A cominciare dalla cassaforte vuota di Riina, dal databank di Falcone con la memoria cancellata, dalla borsa fatta sparire dalla macchina di Borsellino con l’agenda dentro. ..Per Provenzano e compagnia non create e non amplificate il mito. Abbiamo di fronte solo assassini.”

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Quelle dell’acido, sulle imposte, sulla porta dell’associazione dedicata a Peppino Impastato

Parole
Quelle di quanti non si riconoscono in questa vigliaccheria:
I volontari del Centro Impastato lavorano per costruire a Cinisi, e non solo, un´antimafia vera. Levano la voce per denunciare, come Peppino, la mafia che si vuol far Stato e padrona senza alcuna opposizione di imprenditori e politica. Chi cerca di ostacolare questo lavoro, con acido e altre vigliaccherie, non fa che confermare quanto il lavoro del Centro Impastato e dei volontari della Casa della memoria continua a infastidire chi crede di governare Cinisi e tutta la Sicilia. Ragazzi di Cinisi, siamo con Voi. (libera.it)

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Quelle dei germogli spezzati nelle viti delle terre confiscate alla mafia a Corleone.
Quelle dei volontari nei campi di lavoro sulle terre confiscate alla mafia.

Parole
Quelle di una ricetta, quelle che invitano a pasteggiare con un vino: “Per un consumo consapevole. Perché anche in questo modo è possibile sconfiggere la mafia”. (libera.it)

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Quelle del Presidente Pertini mentre accarezza una donna in nero tra i tavoli di un tribunale. Lui esterrefatto, lei in lacrime, condannata a portare fino alla morte un dolore grande, a vedere assolti per insufficienza di prove gli assassini di suo figlio. E’ la madre di Turi Carnevale. La mafia è argomento da conferenza. Non esiste.

Parole
Quelle dedicate a donne come lei, a Felicetta Impastato,quasi analfabeta ma capace di argomentare con giornalisti di tutto il mondo arrivati a Cinisi per conoscere la storia di suo figlio Peppino. Le Donne Ribelli del libro di Nando Dalla Chiesa. Ribelli alla famiglia e alla mafia, come Rita Adria, amica e confidente di Borsellino, come le donne dei Fasci siciliani, come Michela Buscemi parte civile al maxiprocesso.
“…le donne che si sono ribellate alla mafia, da Francesca Serio, dalle ‘parole di pietra’, a Rita Borsellino, capovolgono il cliché della verghiana ‘Santuzza’, dice che la speranza di riscatto, soprattutto in Sicilia, è riposta in loro.”
Vincenzo Consolo

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Quelle di Giovanni impastato, gli occhi tristi e spaventati dopo le intimidazioni. Gli stessi occhi, ora azzurri, di Lirio Abate, il cronista costretto a girare con la scorta perché minacciato.

E non ci sono parole

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