Condividi su facebook
Condividi su twitter

La corsa di Giastar

di

Data

Due settimane fa, un amico, Mr Calamita, mi invia una mail. Suo cugino ha avuto una delle sue solite trovate.

Due settimane fa, un amico, Mr Calamita, mi invia una mail. Suo cugino ha avuto una delle sue solite trovate. Era a cena con dei suoi amici, e tra una chiacchiera e l’altra sono finiti a parlare dell’Heineken Jamin Festival. I suoi amici sostenevano che quest’anno si sarebbe tenuto a Venezia. Gianluca, il cugino del mio amico, diceva invece che si sarebbe svolto a Imola come tutte le passate edizioni.
Da qui, a tirarne fuori una scommessa il passo è stato breve.
Gianluca ha promesso che se avessero avuto ragione loro lui sarebbe partito. Imola-Venezia a piedi. Diciamo che sono circa 270 Km. E infatti i concerti quest’anno saranno proprio a Venezia. “C’è da dire che qualora arrivassi vivo alla fine, i signorini sopra citati mi pagheranno l’ingresso per tutti e quattro i giorni del festival; ovvero dal 14 al 17 (di giugno)”.
Decide per l’occasione di aprire un blog, “un vero e proprio diario di viaggio per descrivere con testi e filmati la mia esperienza on the road. Ogni giorno vi farò sapere la tappa del giorno successivo e vi racconterò le mie avventure. Se avete amici o parenti che vivono da quelle parti e che vogliono accettare tra le loro braccia un povero cristiano fatemi contattare dal blog”. http://blog.libero.it/Giastar/
Gianluca è partito con soli 250 euro in tasca, e con la speranza che la voce della sua impresa si spandesse il piu possibile per trovare qualcuno disposto a ospitarlo per la notte, a offrirgli qualcosa da mangiare o anche solo per fare qualche passo del suo percorso con lui.
Giastar è un ragazzo di 25 anni laureando in psicologia e prima di intraprendere questa “missione”, lui la chiama così, a febbraio ha partecipato alla Sahara Marathon nel deserto del Sahara occidentale.
Ha con se uno zaino da quaranta litri con dentro tutto quello che può servirgli; vestiti, crema anti zanzare, sacco a pelo, copertura super isolante di sopravvivenza, coltellino svizzero, mascherina da notte e tappi per le orecchie, borraccia, occhiali da sole e tanto altro ancora, compreso PC portatile, una macchina fotografica e una camera mini DV per filmare la sua corsa e rendere partecipi tutti i suoi sostenitori da casa.
Il percorso è riportato nel suo blog e dovrebbe arrivare a Venezia il 13 giugno.
Mentre scrivo è appena arrivato a Adria, Rosolina. Durante il suo percorso ha incontrato molte persone che lo hanno ospitato, come Salvatore, titolare di un ristorante tra Pietro in Casale e Poggio Renatico. A un tavolo del ristorante sono seduti 2 ragazzi; uno ben vestito, l’altro in tenuta da maratona. Uno è un giornalista, l’altro è naturalmente Gianluca. Incuriosito Salvatore si avvicina al tavolo e inizia a chiacchierare con loro. Gli raccontano della scommessa e del blog, così Salvatore offre a Giastar di tornare alla fine della tappa per una cena e per dormire a casa sua. Tanti lo hanno riconosciuto e c’è persino chi, come Giulio, studente di ingegneria edile e da poco istruttore di sci, non solo ha corso una tappa con lui, ma ha anche portato in spalla il suo pesante zaino.
Vale la pena seguire le avventure di Gianluca per sapere “come andrà a finire”, ma specialmente per i suoi divertentissimi video che insieme alle parole del blog accompagnano il suo percorso.
In bocca al lupo Giastar, aspettiamo la prossima tappa.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'