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Valentina Lupi: “Sul palco del Primo maggio è stato come un colpo di fucile nel petto”

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Valentina Lupi è la nuova promessa della musica rock cantautoriale italiana. Classe 1981, dall’età di dieci anni studia canto lirico e pianoforte. Nel 2001 inizia il suo percorso live...

Valentina Lupi è la nuova promessa della musica rock cantautoriale italiana. Classe 1981, dall’età di dieci anni studia canto lirico e pianoforte. Nel 2001 inizia il suo percorso live nei locali romani; numerose sono le sue esibizioni a “Il Locale”, e al “Circolo Degli Artisti”. Nel 2002 apre il concerto dei Tinturia, partecipa al “Festival Rock In Corso” di Isernia con la Banbabardò e all’“Heineken Jammin Festival” nello spazio giovani emergenti. Nel 2005 apre il concerto di Moltheni e quello di Max Gazzè. Esce il suo disco d’esordio, “Non voglio restare cappuccetto rosso”, a marzo 2006. Tutto l’album, testi e musiche, sono completamente scritti da lei, ed il suo è un rock sanguigno; i testi che parlano d’amore, di esperienze vissute, ma anche di quella che è la vita di tutti i giorni, arrivano a chi ascolta tramite arrangiamenti forti e grintosi. Nella sua voce si sentono influenze jazz e blues, si potrebbe paragonarla facilmente a Carmen Consoli; “la cosa mi lusinga, ma credo che non sia così… la mia timbrica vocale forse ci si può avvicinare e anche i temi delle mie canzoni sono molto femminili e intimisti ma siamo totalmente diverse… e mi auguro un giorno di raggiungere la sua grandezza”.
Vince quest’anno la rassegna musicale per giovani emergenti “Primo Maggio Tutto L’Anno”, e sono le sue canzoni a caricare piazza San Giovanni, come possiamo vedere in questo video che si trova sul suo sito http://www.valentinalupi.it/. L’abbiamo intervistata.

Hanno scritto che nel tuo disco d’esordio c’è tutta l’artista dentro, che paradossalmente hai poco da crescere. Pensi che sia veramente così o pensi di essere solo all’inizio di un percorso di crescita artistica?
Credo che quello che hanno scritto in questo caso sia riferito in particolare al mio modo di cantare… ritenuto da molti già maturo e riconoscibile… io penso di avere tanta strada da fare ancora, le cose da imparare, da vivere sono ancora molte… da crescere c’è sempre… di certo è una bella sensazione sapere che qualcuno abbia questa percezione della mia musica… io ho 26 anni e suono fin da quando ero bambina… continuerò a farlo notando ogni giorno che passa le differenze che fanno parte del naturale e necessario processo di crescita… sono ancora alle prime armi, nonostante abbia già alle spalle dieci anni di palchi, sono molto esigente, cerco di sfidare sempre le mie possibilità e i miei limiti, tenendo costantemente presente sia “il rispetto” che ho per questa professione che è tutta la mia vita e sia “il rispetto” che ho nei confronti di chi ascolta la mia musica.

Cosa ha significato essere una dei due vincitori, tra 847 partecipanti iscritti da tutta Italia, della rassegna musicale primo maggio tutto l’anno?
È stata la vittoria più grande ottenuta fino ad ora, è stato meraviglioso per me e per la mia band con la quale condivido ogni emozione, tutte le fatiche, e tante soddisfazioni.

Quali sensazioni hai provato a cantare sul palco del 1 maggio?
Le emozioni non credo di poterle mai descrivere… sono state molto forti, molto estreme… è stato tutto molto veloce ed intenso… è stato come un colpo di fucile nel petto… io, che di solito sono sempre molto agitata prima di ogni live, non vedevo l’ora di salire su quel palco senza paura e farmi travolgere da tutte quelle sensazioni…

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto preparando il mio secondo album… sono soddisfatta di quello che sto scrivendo in questo nuovo lavoro… molto diverso dal primo (ecco… prova che sono cresciuta un pezzettino in più)… è molto meno introspettivo, in questo lavoro ho imparato in un certo senso ad osservare il mondo con gli occhi di altre donne che mi hanno raccontato il loro vissuto… e poi sto facendo diversi concerti… trascorrerò l’estate un po’ in studio di registrazione e un po’ in giro per tutta l’Italia a suonare il mio primo disco.

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