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Il soldato russo

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Siamo arrivati in un luogo segreto. Qui dovrebbe essere stato deposto il soldato di Tallin… Dasvidania compagno!!!

Siamo arrivati in un luogo segreto. Qui dovrebbe essere stato deposto il soldato di Tallin…
Dasvidania compagno!!!

Gentile signore può dirci come si chiama?
Mi chiamo Miskjn.

Come il principe?
Sono un omonimo, ma questo nome non mi ha giovato, glielo posso assicurare.

Perché?
Nel fascicolo del ministero della difesa, sotto il mio nome, c’è scritto “L’idiota”.

Brutta storia…
Le dico subito che chiamavano sempre me quando c’era da innalzare un altare dedicato al Soldato Sovietico. “Prendi l’idiota!”, questo dicevano i generali dell’Armata Rossa e poi si facevano delle belle risate alle mie spalle. E io stavo lì, in piedi, sul mio piedistallo in mezzo a gente che mi odiava.

Davvero?
Certo!!! A Kabul mi hanno distrutto un piede con una bomba rudimentale. A Grozny mi hanno massacrato un braccio. A Tiblisi mi hanno mozzato un orecchio. A Minsk mi hanno cavato gli occhi.

Non se la passa certo bene.
A Mosca la mia Nastasja non mi vuole più vedere. Le donne a volte possono essere molto crudeli.

E come mai è finito in Estonia?
Le dirò, mi sembrava un posto più tranquillo della Cecenia. Qui poi avevo partecipato anche ad un reality televisivo: “The Baltic big brother”. E avevo pure vinto una bella sommetta. La comunità russa mi amava, ma le invidie sono una brutta cosa, mi creda. Il mio grande sbaglio è stato baciare in diretta televisiva la più famosa attrice estone.

Come Richard Gere in India?
Esatto.

E ora?
Non lo so, non lo so… Quasi quasi vado al congresso dei comunisti italiani a Rimini. Lì, lo sento, c’è gente che mi ama. Perché a modo mio avrei bisogno di carezze anch’io…

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