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Anche in Italia esistono pazienti di serie A e di serie B

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Passeggiando per Montesacro a Roma e soffermandomi a notare le targhette sui citofoni, per puro caso, mi accorgo di una scritta malmessa e scolorita con su inciso “Associazione nazionale volontari...

Passeggiando per Montesacro a Roma e soffermandomi a notare le targhette sui citofoni, per puro caso, mi accorgo di una scritta malmessa e scolorita con su inciso “Associazione nazionale volontari lotta contro i tumori”, completamente ignara dell’esistenza di una sede in quel posto, decido di entrare e di farmi raccontare quale tipo di lavoro viene svolto in un ufficio piccolo quanto un monolocale ma efficiente ed operoso. Ne parlo con il responsabile della sede romana, il signor Tumbarello.

Quando e perché nasce questa Associazione?
Circa ventitre anni fa alcuni medici dell’ospedale Niguarda di Milano diedero vita a questa associazione che si occupa di ricerca, assistenza, trasporto pubblico e gratuito, fornitura di macchinari ed apparati. È gestita dalla ONLUS, un’organizzazione che non può accumulare capitale per legge, è quindi tenuta a spenderlo per i servizi che propone.

Che tipo di servizi offre il vostro ufficio?
È un ufficio che offre un’assistenza immediata, ci occupiamo di sovvenzionare economicamente chi ne ha bisogno, anche nel giro di poche ore. Si analizza il problema e si contattano tramite noi medici di fama internazionale, i quali gratuitamente visitano ed assistono i pazienti da noi indirizzati.
Ricorderai forse la storia di Luca Picchi, un ragazzo ammalato di tumore con gravi difficoltà economiche; per alcune complicazioni doveva essere imminentemente operato: purtroppo avrebbe dovuto attendere una lunga lista d’attesa prima di risolvere il problema e con ciò avrebbe rischiato la morte.
Lo contattammo, facendolo trasferire a Milano, dove fu operato d’urgenza ed ebbe salva la vita. Ricordo benissimo che l’allora presidente della Regione Lazio Storace lo rimborsò perché fu grave l’immobilismo politico in una tale situazione.

Quali sono gli ostacoli che normalmente si possono incontrare quando si ha immediato bisogno d’aiuto?
Un tempo esisteva il certificato di povertà, che facilitava la tempestività del soccorso; non esistendo più, oggi, il processo per venire a conoscenza delle situazioni economiche dei vari pazienti o famiglie è più lungo e difficilmente attestabile; spesso sono venute a chiedere il nostro aiuto persone senza permesso di soggiorno che persino il medico della caritas rifiutava di visitare per tale motivo; e ancora è inutile negare che c’è una differenza abissale tra poveri e ricchi, ricevono cure diverse, chemioterapie diverse, assistenza post-operatoria diversa.

Crede quindi che esistano pazienti di serie A e di serie B?
È imbarazzante ammetterlo per il nostro paese ma spesso abbiamo dimostrato che la realtà è esattamente questa; chi ha un budget elevato può permettersi tempestività e prevenzione.

Squilla il telefono,il signor Tumbarello prende appuntamento per questo stesso pomeriggio con Cristina,una ragazza polacca a cui propone di incontrare una signora anziana che necessita di assistenza fissa.

Dunque non vi occupate soltanto di assistenza ai malati?
Esattamente. Poco fa mi ha contattato la figlia di questa signora anziana la cui badante è dovuta urgentemente tornare in patria.
Ho contattato così una delle volontarie all’assistenza domiciliare. Si incontreranno questo pomeriggio e spero giungeranno ad accordi.

Da dove e da chi arrivano i soldi per portare avanti tanti progetti?
Sono le persone che credono in noi e ci aiutano a far sì che quest’associazione continui il suo lavoro di qualità, non di quantità. Naturalmente non viviamo solo di offerte, ad esempio ogni anno il Ministero della sanità istituisce dei bandi di concorso per occasioni diverse (indicandomi un poster) vede, quest’anno il tema era la lotta al tabagismo, così abbiamo raccolto disegni di bambini bulgari e parte dei soldi vinti tramite concorso li usufruiamo per continuare la nostra attività, parte permetteranno a questi bambini di essere nostri ospiti a Roma per otto giorni, di incontrare il Papa, di visitare la camera dei deputati.

Non crede che in giro si sappia poco di voi?
La poca pubblicità è la nostra fortuna e la nostra speranza per continuare ad assistere i casi veramente più disperati, per garantire, come dicevo prima, più che la quantità, la qualità e la funzionalità del servizio.

Quanti sono e quale funzione svolgono i volontari?
Almeno in questo ufficio esistono tra i 30 e i 35 volontari; la cosa importante è che non sono persone desiderose semplicemente di rendersi utili per un’ora, un paio al massimo alla settimana, ma che dedicano la loro vita a questa professione. Il malato ha necessità di stringere un rapporto intimo e continuo con chi lo assiste e se i volontari si alternassero con troppa frequenza, questo non sarebbe possibile.

E lei signor Tumbarello, quando ha iniziato a dedicarsi a questa professione?
Io sono un capitano di navi in pensione; mio figlio si occupa di diritti umani ed io da sempre ho avuto la spinta ad occuparmi di chi ha bisogno, lo faccio per passione, certamente non per denaro.

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