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Michele Calabrese: “Poesia, a qualunque costo”

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Le più belle poesie si scrivono sopra le pietre coi ginocchi piagati e le menti aguzzate dal mistero (…) (Alda Merini – da La Terra Santa) Ci sono dei sogni...

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero (…)
(Alda Merini – da La Terra Santa)

Ci sono dei sogni che scalpitano e non ne vogliono proprio sapere di rimanere chiusi in un cassetto. E così può succedere che un giovane Autore decida che il momento è giunto e dia fiato e volo libero a uno di quei sogni, cominciando a mandare in visione le proprie poesie, finchè un giorno accade: una Casa Editrice, in questo caso “Il Filo” http://www.ilfiloonline.it (il cui Presidente Onorario è Alda Merini), ne cura la pubblicazione e la presentazione.
Ma perchè scrivere poesie? Cosa porta a questa scelta?
Abbiamo intervistato Michele Calabrese, solo qualche domanda, per conoscerlo un po’.

Scrivere significa affidare alle parole un messaggio: qual è il messaggio che tu affidi ai tuoi versi?
La mia poesia vuole essere un veicolo di profonda introspezione ed analisi di ciò che riguarda l’uomo nella sua interiorità. Quindi le sue emozioni, i suoi sentimenti, il mettere a nudo la sua fragilità, sono tutti aspetti che inevitabilmente condizionano la vita di un uomo, e lo pongono di fronte a quesiti esistenziali, che l’uomo cerca di dirimere in tutte le sue sfaccettature.

Il desiderio della scrittura può nascere dal bisogno di comunicare sentimenti e sensazioni, di emergere dall’anonimato, di trovare una strada “alternativa” al lavoro quotidiano… Qual è il tuo bisogno, cosa ti spinge a scrivere?
Nelle mie poesie cerco di comunicare un vissuto personale e renderlo comune, per condividere sensazioni, emozioni, altrimenti destinate ad un mero consumo egoistico. L’emozione di sapere che altre persone si riconoscano in quello che tu scrivi e che proponi come strumento di analisi interiore, è per me autore, il fine principe di tutta la mia poesia.

Ci sono poeti, autori a cui ti sei ispirato o che ami in modo particolare?
La mia ispirazione è dettata dall’esperienza di un vissuto interiorizzato ed elaborato in versi poetici. Non c’è un particolare autore, al quale mi ispiri. Come scrittori apprezzo molto, nei contenuti e nello stile espositivo, gli autori russi come Dostoevskij, Tolstoj, Cechov, Turgenev.

Bene, forse è il momento di regalarci una tua poesia, che dici?

Inquietudine

Il ricordo brusco
racchiuso
nella nicchia di una memoria
logorata dal tempo,
affiora
con tutto l’impeto
di uno sforzo mai placato del tutto,
per tormentarci
fino allo sfinimento di una Ragione,
mai paga dei suoi rassicuranti percorsi.

Siamo un po’ curiosi… e visto che non hai voluto essere più preciso sui tuoi gusti in fatto di componimenti altrui, ti chiediamo un parere su due poesie che piacciono a noi: la prima è di Alda Merini

Prima di venire
portami tre rose rosse
prima di venire
portami un grosso ditale
perchè debbo ricucirmi il cuore
e portami una lunga pazienza
grande come un telo d’amore
prima di venire
dai un calcio al muro di fronte
perchè lì dentro c’è la spia
che ha guardato in faccia il mio amore
prima di venire
socchiudi piano la porta
e se io sto piangendo
chiama i violini migliori
prima di venire
dimmi che sei già andato via
perchè io mi spaventerei
e prima di andare via
smetti di salutarmi
perchè io non vivrò a lungo

La poesia di Alda Merini si distingue per il suo spiccato senso melodico soggetto a profonde oscillazioni poetiche. L’autrice rinnova il suo canto melodioso per l’amore che verrà, e immagina questa sorta di unione idilliaca nei vari aspetti passionali, intravedendo ora un amore gentile e benigno, ora un amore ingannevole e crudele, ora un amore comprensivo e pacato, ora un amore protettivo e sicuro, ora un amore consolante e appagante. L’autrice termina il suo canto poetico con il triste ed inevitabile distacco dalla persona amata, rappresentando così la caducità dell’esperienza umana.

l’altra di Charles Bukowski:

Rimpatriata

Il gatto m’ha spruzzato
il computer
e lo ha messo
KO
così rieccomi
alla mia vecchia
macchina da scrivere.
È più
resistente.
Sopporta
piscio di gatto,
birra vino
rovesciati,
cenere di sigaro
e sigaretta,
praticamente ogni cazzo
di cosa.
Mi ricorda
me stesso.
Bentornata
vecchia mia,
dal vecchio
tuo.

In questi versi l’autore manifesta una sorta di insofferenza per i cambiamenti generazionali, ai quali bisogna adattarsi per forza di cose, soprattutto se nel loro genere incutono un senso di smarrimento e rimpianto dei tempi andati. L’autore non nasconde il suo desiderio ad un ripristino di ciò che è stato, e che ha influenzato la sua giovinezza, ritenendo quei tempi rigogliosi e meno formali, regalandogli ricordi impressi nella memoria. Al loro riaffiorare trae la conclusione di essere anch’egli fuori dai tempi attuali, consolandosi al ricordo del tempo che fu.

Ora una domanda in stile Scuola Omero: la strada della scrittura è dura e impervia, richiede tenacia e tanto coraggio. Pubblicare un libro è anche una grande incognita: sinceramente, come pensi che reagiresti se dovessi ricevere critiche negative? Se il tuo messaggio non dovesse essere compreso?
Credo che le critiche debbano aiutare l’autore a prendere coscienza del suo operato, e questo con l’intento di migliorare il suo pensiero e renderlo più vicino ad un sentire comune delle cose e degli avvenimenti. Ma credo anche che l’autore debba attenersi ad una irreprensibile onestà intellettuale soprattutto verso la propria visione del mondo e degli eventi che lo caratterizzano. Le critiche se negative senz’altro indurrebbero il sottoscritto, per quel che ho esposto in precedenza, a rivedere il proprio filosofico orientamento, cercando sempre di rispettare il convincimento intellettuale personale.

Vogliamo concludere con un commento a un’altra poesia, sempre di Alda Merini?

Torna amore
vela delicata e libera
che occupi
il pensiero della mia terra
sto morendo sulla grandiosità di un fiume
che è rosso di desiderio
e vorrebbe
travolgere il tuo amore.

Con tutto il dovuto rispetto per la grande Poetessa, accosterei questa poesia ad una delle mie:

Passione

Prigioniero della tua inviolata dolcezza,
mi lego eternamente ai furori dei tuoi sensi,
fino a cogliere l’essenza nuda della tua anima.

Ci viene in mente un noto spot pubblicitario:
un sogno realizzato? Non ha prezzo.

Tanti auguri, Michele Calabrese.

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