Max Vellucci: “Se un giudice avesse l’esperienza di un mentalista, smetterebbe di credere così tanto alla testimonianza umana”

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La voce vibra calda e sicura, gli occhi catturano gli sguardi per calamitare l’attenzione su di sè, le mani si muovono ad accompagnare le parole, il corpo riempie lo spazio...

La voce vibra calda e sicura, gli occhi catturano gli sguardi per calamitare l’attenzione su di sè, le mani si muovono ad accompagnare le parole, il corpo riempie lo spazio del palco che si fa piccolo piccolo. Max Vellucci, trentatre anni, romano, è un mentalista o, come ama definirsi, un “mind performer”, perché, sul palco o in ambito aziendale che sia, gioca con la mente delle persone. “In realtà non so come definirmi, ci sono varie anime dentro di me che convivono e si compenetrano. Sono appassionato di psicologia, mi occupo di formazione aziendale e comunicazione, faccio teatro e da circa due anni coordino la Compagnia delle Ombre che mette in scena gialli interattivi, e poi sono un mentalista”. In questa veste ha presentato alcuni esperimenti anche in diversi programmi televisivi locali e nazionali come “Porta a Porta”, “Cronache Marziane”, “Arcana” e “Geo & Geo”.

Che cosa è il mentalismo?
Pochi conoscono la definizione di mentalismo. È una forma di intrattenimento che si basa su tecniche quali l’alterazione della percezione, le illusioni mentali e la comunicazione persuasiva per creare fenomeni come la lettura del pensiero, la chiaroveggenza, la predizione e il controllo del comportamento umano. Il presupposto di partenza ruota intorno ad un concetto preciso: tutto ciò che noi guardiamo, percepiamo, vediamo non necessariamente è vero e può essere alterato e manipolato. Se un giudice avesse la stessa esperienza di un mentalista, smetterebbe di credere così tanto alla testimonianza umana.

Vuole dire che la mente umana, se influenzata, perde la capacità di “riconoscere” la realtà?
Quello che fa il mentalista è di alterare la percezione dello spettatore facendogli credere qualcosa che in realtà non esiste. Propone un intrattenimento combinato all’uso di tecniche psicologiche raffinate che mirano alla sospensione della credulità: lo spettatore che si trova di fronte a uno spettacolo di questo tipo, si pone il dubbio se quello che sta vedendo sia reale oppure no. E per definire la modalità di applicazione di queste tecniche parlo di SNL.

Che cosa significa SNL?
È un acronimo che sta per Suggestione Neuro Linguistica, un concetto che riprende la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) e che racchiude tutte le tecniche usate da un mentalista per influenzare con le parole e con i gesti la persona che ha di fronte. La suggestione è un fattore comune della nostra vita, la subiamo tutti i giorni, basti pensare alla suggestione mediatica, dei film o di un bravo oratore.

Come si diventa mentalisti?
Non c’è un modo definito. Personalmente ho cominciato, circa dieci anni fa, interessandomi di fenomeni paranormali. Ero affascinato da personaggi come Uri Geller che negli anni ’70 affermava di riuscire a piegare i cucchiaini con la forza della mente, spostare oggetti e leggere nel pensiero. Sulla scia di Geller ho cominciato anch’io ad occuparmi di fenomeni paranormali, coltivando ed assecondando questo interesse con un approccio razionale. Fin da subito il mio obiettivo è stato quello di studiare la fallacità umana, capire come la mente possa essere raggirata.

Quali sono le caratteristiche che deve possedere un mentalista?
Fondamentalmente deve essere un bravo comunicatore, saper catalizzare l’attenzione, avere capacità persuasive, suscitare emozioni e stupire. È importante la gestualità, il tono di voce, lo sguardo; tutto questo fa parte di quello che gli anglosassoni chiamano showmanship e che in Italia può essere reso come presenza scenica, ovvero capacità di catturare l’attenzione degli altri e far fare agli altri quello che non penserebbero di fare.

Chi sono stati i suoi modelli?
Esistono molti professionisti ai quali mi ispiro come, ad esempio, Banachek, anche se colui che mi ha influenzato maggiormente è sicuramente Derren Brown, un inglese, che ha creato un nuovo modo di fare mentalismo. Fin da subito ha dichiarato di non possedere poteri paranormali, ma di utilizzare una serie di tecniche quali l’alterazione della percezione, la comunicazione persuasiva e le illusioni mentali per dare l’impressione di essere in possesso dei particolari poteri della mente.

Intrattenimento, ma non solo?
Tutto questo discorso può uscire dall’intrattenimento ed entrare in altri ambiti, che possono essere quelli della comunicazione e della negoziazione, propri sia delle realtà aziendali che delle relazioni interpersonali. Si parte quindi dall’intrattenimento fino ad arrivare ad agire sulla vita reale delle persone.

Quando si può parlare di manipolazione psicologica?
Diventa manipolazione nel momento in cui utilizzo una tecnica per far fare ad una persona quello che non farebbe spontaneamente. Il mentalista prende in prestito tutte le tecniche di comunicazione persuasiva, quelle di base dell’illusionismo come il depistaggio dell’attenzione (misdirection – porre l’attenzione su qualcosa di poco importante mentre qualcosa di importante sta avvenendo e tu non te ne accorgi), prende in prestito un discorso di illusioni mentali relative all’alterazione della percezione e con queste tecniche crea effetti, ad esempio, per far compiere alle persone scelte che credono di aver fatto liberamente, mentre sono previste in anticipo.

Qual è il segreto per raggirare la mente umana, se può dirlo, naturalmente?
La mente umana è estremamente complessa, articolata, efficiente, ma solo in certe situazioni. In altre, la percezione della realtà può essere alterata. Alcuni degli errori più grandi della percezione sono rappresentati dalle illusioni ottiche e dalla possibilità di generare falsi ricordi: errori che la mente compie dando per scontati alcuni passaggi mentali.

Per farmi capire il concetto mi sottopone ad un esperimento di percezione semplice, di come si possa generare un falso ricordo. È un gioco con le mani, fatto di movimenti progressivi, elementari che devo compiere seguendo le sue parole e che lui esegue con me. Eppure al termine della sequenza io rimango con le mani incrociate, mentre lui ha le mani perfettamente libere. Inspiegabile? No, mi ha generato un falso ricordo. E me lo spiega chiedendomi di ripetere ad alta voce la sequenza delle azioni. Solo rielaborando i gesti mi rendo conto che ha ragione.
Come lo racconti è impossibile che venga. Il ricordo ti sembra chiaro e credi che sia la realtà. Invece gli occhi hanno visto qualcosa che il cervello ha eliminato, perché il cervello semplifica. Ho compiuto un gesto ininfluente per il cervello, che pur se osservato, non viene ricordato. Non ci sono trucchi, ma solo l’uso di diversi tipi di tecniche che portano ad una percezione alterata di cosa stia avvenendo. E la persona ha la percezione che le venga letto il pensiero, ha la consapevolezza di compiere delle scelte libere che in realtà non sono scelte volontarie.

Dove porterà le sue abilità?
In questo periodo sto lavorando ad uno spettacolo che metterò in scena ad aprile prossimo. Uno spettacolo interrativo, costruito intorno al continuo contatto con le persone, che saliranno sul palco e giocheranno con me senza che nessuno venga messo in ridicolo. In seguito lo porterò anche in azienda perché mi piace trasferire queste conoscenze nell’attività di consulente aziendale che svolgo nell’ambito della comunicazione e della formazione. Il mondo aziendale resta un campo di azione al quale mi rivolgo sempre di più. Le conoscenze proprie del mentalismo trovano applicazione nell’ambito formativo sul tema della negoziazione, della comunicazione persuasiva, del public speaking. Ho già diverse esperienze nell’organizzazione di eventi, meeting e nella progettazione e realizzazione di corsi di formazione.

E poi?
Poi continuerò a studiare per creare nuovi modi di rappresentare questa arte.

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