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Tre onesti ragazzi

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Vale la pena fare un certo tipo di cose. Anche se è solo per una serata e poi via. Comunque la vediate ne vale comunque la pena. Così venerdì sera...

Vale la pena fare un certo tipo di cose. Anche se è solo per una serata e poi via. Comunque la vediate ne vale comunque la pena. Così venerdì sera decidiamo che era una di quelle serate.
Ci incontriamo tutti sotto casa di Nicola. Avevamo comprato i biglietti per un incontro a Ostia. Durane il tragitto abbiamo cantato Santo & Johnny. La macchina aveva il condizionatore rotto e ogni tanto toccava aprire i finestrini per far entrare un po’ d’aria.
In macchina eravamo solo noi tre. Io, Nicola e Fabio.
Siamo arrivati che da poco erano iniziati i dilettanti. Abbiamo preso un tavolo in fondo alla sala e abbiamo ordinato. Al centro della sala stava il ring, intorno tanta gente che mangiava pizza e guardava il match. Affianco al nostro tavolo un’intera famiglia dei Casamonica.
Di Silvio fa l’esordio da professionista stasera. E Di Silvio è un Casamonica. Ma prima dei professionisti i dilettanti.
Ci sono un paio di categorie interessanti durante la serata. E in quella dei mediomassimi ci pare di vedere un buon pugile. Lo dico a Nicola e lui ferma uno dei Casamonica. Un grassone enorme, alto almeno due metri con al polso un Rolex d’oro. Era un po’ che lo vedevamo accettare puntate. Copriva fino a cinquanta euro.
– Vogliamo scommettere.
– Quanto… e su chi?
– Quello rosso, dieci euro!
Quello rosso fa un primo round e non succede niente. Poi fa il secondo e inizia a picchiare forte. Vinciamo. Il Casamonica perde e inizia a bestemmiare contro il pugile blu. Però ci paga e le ragazze, tutte sue figlie, iniziano a sorriderci e a parlarci. Hanno tutte i capelli lunghi e il viso scuro.
Arrivano le pizze e iniziamo a darci dentro con la cena. Sul ring si alternano le varie categorie e i Casamonica scommettono e urlano, noi mangiamo e poi ordiniamo altra pizza.
Verso le undici iniziano i professionisti. Il primo incontro è quello di Di Silvio.
I Casamonica saltano in piedi e urlano. Le donne con lunghi capelli invocano il suo nome. Di Silvio, detto il Puma, sembra un principe.
Quattro round e non c’è storia. Distrugge l’ungherese Attila. Ma niente k.o., vince ai punti e il locale viene giù. I zigani sono ovunque, anche sulla balconata. Vengono giù e sollevano il loro eroe.
– Sembra il loro re… – Ci fa Fabio, – Forse è anche il nostro.
Arrivano le altre pizza e nessuno di noi tre fiata per un po’. Il locale si svuota di tutti i Casamonica. Poi il secondo incontro della serata. Lo speaker lo annuncia e ha una benda sull’occhio.
– Guarda che tipo… sembra un pirata. – fa Nicola.
– Sicuramente è stato un pirata… che adesso no vede più… qualche battaglia da qualche parte. Scommetto quello che vuoi che sotto l’abito ha una bella gamba di legno. – Continua Nicola.
Il secondo incontro lo fa un mio amico. Danilo Valeri… pesi superleggeri. Combatte anche lui contro un ungherese.
I primi settanta secondi della prima ripresa i due si studiano. Gli altri centodieci secondi Danilo li passa a mettere per terra l’ungherese. Quasi alla fine della ripresa schiva un gancio e rientra con montante al fegato e gancio destro sulla mandibola. L’ungherese mette un ginocchio a terra e rimarrà così per il resto del conteggio.
– Hai visto che roba… mamma mia. Che cattiveria. Ma quanto prendono per questo incontro?
– Cinquecento euro.
– E ogni quanto li fanno? Dico per viverci.
– Ogni due mesi… tre… e non ci vivono.
– E allora come fanno… cazzo fanno il doppio lavoro?
– Danilo per dire… lavora di notte. Trasporta inchiostro per una ditta che rifornisce la carta stampata. Dalle nove alle quattro fa quello… Dalle quattro del pomeriggio alle otto invece fa il pugile professionista.
Lasciamo la sala che è ormai vuota. Giusto a un tavolo giù in fondo c’è l’ungherese vinto da Danilo. Beve dell’acqua e si tiene del ghiaccio sull’occhio che sembra un gran neo gonfio di sangue.

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