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La cerimonia del tè secondo il Signor Watanabe

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Metti insieme acqua bollita,una manciata di foglie secche accuratamente selezionate, mescola il tutto in senso orario da Oriente a Occidente insieme a secoli di sapienza e tradizione e otterrai la bevanda più inflazionata al mondo al pari del caffé e della cioccolata: il tè.

Metti insieme acqua bollita,una manciata di foglie secche accuratamente selezionate, mescola il tutto in senso orario da Oriente a Occidente insieme a secoli di sapienza e tradizione e otterrai la bevanda più inflazionata al mondo al pari del caffé e della cioccolata: il tè.
Ne scopro proprietà e varietà ricchissime dai compìti e maestri racconti del signor Watanabe, presidente della più antica fabbrica di tè Giapponese, la Ippodo di Kyoto che è fiero di percorrere insieme a noi un viaggio cominciato all’incirca 1000 anni fa per mano di un innocente e ignaro monaco buddista, che emigrato in Cina per motivi di studio, importò al suo ritorno in Giappone alcune piantine dell’ancora sconosciuto tè che cominciò a coltivare, convinto che avessero delle proprietà benefiche e officinali.
L’istinto del monaco, spiega il signor Watanabe, non si allontanò di molto dalla realtà, dal momento che sono riconosciute al giorno d’oggi, a questa bevanda, importanti principi antisettici, cardiotonici ed energizzanti.
In Giappone, dove la produzione di tè è molto sviluppata, esistono, contrariamente a quanto si possa immaginare, tre principali tipi di tè: quello fermentato (tè inglese), quello semi-fermentato (tè cinese) e tè non fermentato (tè verde Giapponese), i rispettivi nomi in lingua originale sono Sencha, Hojicha e Matcha.
Il tè che viene utilizzato nella pratica della “cerimonia” o “chanoyu” (letteralmente ”acqua per il tè”) proviene da piantine coltivate senza mai essere esposte alla luce del sole, dalle quali vengono estratte unicamente le foglie più giovani, che subiscono una cottura al vapore per poi essere polverizzate.
Naturalmente qualsiasi varietà di tè viene consumata senza zucchero o dolcificante per evitare di stravolgerne le fragranze o limitarne le proprietà terapeutiche.
Ma passiamo pure ai consigli pratici per gli amanti della nobile bevanda che non temono la sperimentazione.

Tale è la corretta preparazione del tè verde o MATCHA,il cui significato letterario è “schiuma di giada”:

• 1\2 cucchiai di matcha in polvere
• 60 ml d’ acqua
• Temperatura intorno agli 80°(attenzione a non esagerare)
• Procurarsi una frusta in bamboo che servirà per “shakerare” la miscela di polvere nell’acqua calda compiendo un movimento a “M”
• Il matcha è pronto,servirlo fino all’ultima goccia, che,come insiste Mister Watanabe è quella più carica di sapore.

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