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Bangkok spezie e smog

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È Suvarnabhumi, il tecnologico ed innovativo aeroporto di Bangkok ad accogliere il visitatore che per la prima volta arriva in Thailandia. Chilometri e chilometri di tapis roulant che collegano...

È Suvarnabhumi, il tecnologico ed innovativo aeroporto di Bangkok ad accogliere il visitatore che per la prima volta arriva in Thailandia. Chilometri e chilometri di tapis roulant che collegano gli innumerevoli gate di immissione alle piste. Una città nella città, che pulsa 24 ore su 24, come punto di arrivo, di partenza e di smistamento nel sud-est asiatico. L’impatto è forte, ma niente in confronto con quello che è l’incontro con la città vera e propria.
Frenesia, rumore, caos, disordine, traffico, smog; mille volti eppure uno solo. Descriverla non è semplice, perché sfugge ad una caratterizzazione precisa. La sensazione più immediata che colpisce è il senso di disorientamento e di grandezza.
Strade primarie e secondarie che si intersecano in una sorta di disordine primordiale; autostrade sopraelevate che senza un ordine apparente passano l’una sull’altra a riempire lo spazio e sembra non esserci un limite alla possibilità di costruire strade in altezza; un numero indefinito di grattacieli che fuori da ogni logica popolano il centro abitato insieme a baracche e costruzioni diroccate, gli uni a fianco agli altri in uno scambio reciproco che alimenta la grandezza degli uni e la miseria degli altri; e poi il traffico, senza regole, disordinato, folle, isterico.
I thailandesi si muovono con disinvoltura in questo ambiente, sono completamente a proprio agio. Vivono la città intensamente, anche se in una maniera che non ha nulla a che vedere con il modo tipico europeo. La strada è una via di percorrenza che collega una destinazione con un’altra, non viene tanto attraversata a piedi, quanto con le auto, i bus malandati, i taxi dai colori accesi fucsia e arancio oppure con i caratteristici tuk tuk, le ape carro adibite al trasporto di persone, soprattutto turisti.

 

Però la strada è anche il luogo nel quale si consumano i pasti. Il cibo viene cotto all’aperto nei tantissimi chioschetti che popolano i marciapiedi o sui carretti mobili che si spostano alla ricerca del cliente da sfamare. L’offerta, a qualsiasi ora del giorno e fino a tarda notte, è vastissima, si possono trovare le pietanze più impensabili dagli odori penetranti, impossibili da identificare. L’aria è come densa, satura di questi effluvi che si mescolano alla smog e alla forte umidità: una miscela esplosiva che la rende irrespirabile.
Odori, sapori, rumori e… mercatini. Bangkok è il regno dello shopping: grandi magazzini super specializzati, ma soprattutto mercatini e bancarelle dove comprare di tutto. Patpong, Chathuchak, Damnoen Saduak floating market sono solo i più famosi. Prendono vita di sera o il sabato e la domenica o durante la giornata e si animano di turisti alla ricerca dell’affare o semplicemente incuriositi da tanta animosità e confusione. I banchi sono assiepati, l’uno a fianco all’altro, l’uno di fronte all’altro e straripano di ogni sorta di merce e prodotto. È un procedere lento, quasi faticoso, fatto di calca, caldo, soste, richiami, offerte, contrattazioni. Una vera e propria aggressione ai sensi, una moltitudine di immagini, suoni, odori e sensazioni di forte impatto difficili da dimenticare.
Alla frenesia del traffico e dei mercati fa da contrasto la quiete dei sonnolenti canali immersi nel verde, le case in teak sui fiumi all’ombra di una lussureggiante vegetazione, le risaie sommerse dall’acqua che cingono tutto intorno Bangkok, la spiritualità dei templi buddisti dai tetti d’oro disseminati ovunque e che richiamano un’atmosfera di altri tempi e di immobilità o ancora i monaci in meditazione dalle vesti color zafferano. Immagini pittoresche che sembrano come rimaste immutate nel corso dei secoli.
Insomma una città affascinante, paradossale, dalle tinte forti, che colpisce anche il più distratto dei visitatori. Modernità e tradizione, futurismo e spiritualità antica, caldo e umidità, lussuria e gola, spezie e smog. Contrasti che si mescolano, che si sovrappongono, che si legano in un tutto armonico nel quale immergersi e dal quale lasciarsi conquistare.

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