Condividi su facebook
Condividi su twitter

E lei sussurrò: “t.v.u.m.d.b.”

di

Data

La comodità sta nel fatto che si può fare anche al buio. E poi non c’è bisogno di portarsi dietro pesi ingombranti per avere qualche attimo di relax durante la giornata.

La comodità sta nel fatto che si può fare anche al buio. E poi non c’è bisogno di portarsi dietro pesi ingombranti per avere qualche attimo di relax durante la giornata. Forse potrebbe persino avere il merito di far appassionare di nuovo i giovani a questa pratica. Ma gli aspetti positivi finiscono qui; poi, comincia il business.
Il romanzo via cellulare è l’ultima moda nipponica che impone prepotentemente un nuovo modo di leggere. Milioni di ventenni giapponesi si sono già appassionati alle avventure inventate dalla loro coetanea Chaco che negli ultimi quattordici mesi ha scritto ben cinque romanzi scaricabili direttamente sul proprio cellulare per la modica cifra di $ 10 l’uno. Si parla persino di best seller per la sua ultima fatica, “What the angel gave me”, con un milione di copie vendute. In pratica funziona così: da siti che vendono anche altri accessori per telefoni portatili è possibile scaricare la “novel” dal titolo più attraente pagina per pagina, che si potrà dunque leggere sotto forma di sms. Uno dei primi portali a mettere a frutto questa idea è stato “Magic iLand” (http://ip.tosp.co.jp), da visitare solo per chi sa districarsi tra ideogrammi giapponesi. Ogni pagina di queste opere letterarie è formata da cinquecento caratteri, e in media arrivano a riempire dalle duecento alle cinquecento pagine. La bambina-prodigio Chaco afferma di scrivere sulla tastiera del computer quando ne ha uno a disposizione, ma il più delle volte preferisce utilizzare direttamente lo strumento da cui poi altri leggeranno ciò che la sua fantasia ha partorito perché, dice “posso schiacciare più rapidamente i tasti del cellulare che quelli della tastiera del pc”. Vuoi mettere? Un pollice al posto di due mani. Poi, si sa, futuro vuol dire rapidità; tutto ciò che è lento finirà per essere abbandonato. E la lentezza non riguarda solo l’esecuzione di un prodotto, ma anche la sua diffusione. Qui entra in gioco l’umana pigrizia. Si, certo, è bello passeggiare nelle librerie e accarezzare i probabili futuri acquisti, ma in quanti preferirebbero piuttosto avere all’istante e in qualunque luogo la lettura preferita del momento?
Un tale Yoshi, scrittore di fiction, è stato il primo a proporre sei anni fa un suo racconto in siti dove era possibile scaricare suonerie. Il titolo, “Deep Love”, induce istintivamente ad accostarlo alla serie di libri Harmony, e forse questo sospetto non porta tanto lontano dalla realtà. Fatto sta che quest’opera ha avuto talmente tanto successo da essere stato successivamente stampato per diventare un best seller prima e un film poi. L’idea lanciata da Yoshi era allettante soprattutto perché alla portata di tutti: chiunque poteva scrivere storie e sperare nella popolarità contando su uno strumento dalle infinite vie come Internet. A cui andava aggiunta anche la mania – più simile talvolta ad una malattia – dello scarico-tutto-ciò-che-mi-capita-di-scaricare sul telefonino che riguarda in particolar modo i giovani. Tant’è che la moda delle “mobil phone novels” è scoppiata definitivamente tra i ragazzi – anzi, le ragazze – delle scuole superiori che hanno cominciato a scrivere storie tratte da loro esperienze personali su portali, leggibili scaricandole sui cellulari. Le grandi aziende di telecomunicazioni giapponesi hanno già fiutato l’affare: la Ntt e la DoCoMo si sono affrettate ad organizzare il primo premio letterario del nuovo genere. Inoltre, entro la prossima estate, la “Magic iLand” – che è diventata una tra le community più autorevoli in materia – lancerà un software che aggiungerà suoni e immagini ai testi. Previste anche vibrazioni che accompagneranno le scene di sesso. Non è uno scherzo. “Tutto ciò permetterà ai giovani di accostarsi nuovamente alla lettura – sostiene il portavoce della “Magic iLand” Toshiaki Itou – e coinvolgerà soprattutto chi non aveva mai letto un romanzo in precedenza e chi non ha mai avuto intenzione di scriverne uno”. E un motivo ci sarà se non aveva mai considerato questa possibilità. Perché ciò che non viene mai detto esplicitamente, e che chi ci guadagna si guarda bene dal dire, è che forse andrebbe fatta una distinzione tra ciò che è letteratura e ciò che non potrà mai esserlo. In questi casi si può parlare più che altro di una sorta di catarsi collettiva. Fa bene al proprio ego credersi per un po’ scrittori di successo dando un’occhiata a quanti download della propria opera sono stati effettuati su Internet. Ma neanche il più originale dei critici potrà un giorno considerare letteratura un testo in cui lei sussurra all’orecchio di lui “t.v.u.m.d.b.”.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'