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Will Smith-Muccino-Gardner: “La ricerca della felicità”

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La felicità? Pare che passi da Feltrinelli, a giudicare dalla folla di giovani in attesa, già prima delle cinque del pomeriggio. In attesa di chi? Leggiamo la locandina: “Will Smith e Gabriele Muccino,

La felicità? Pare che passi da Feltrinelli, a giudicare dalla folla di giovani in attesa, già prima delle cinque del pomeriggio. In attesa di chi? Leggiamo la locandina: “Will Smith e Gabriele Muccino, con la partecipazione di Chris Gardner, incontrano il pubblico per parlare del loro nuovo film La ricerca della felicità venerdì 12 gennaio 2007 alle ore 18 presso la Feltrinelli Libri e Musica di Roma in viale Marconi. Modera Enrico Magrelli”.

Le vetrine sono invase dal libro nuovo fiammante, disseminato in vari punti anche all’interno: già in tanti lo hanno comprato e aspettano di avere l’opportunità di un autografo. E’ consolante pensare a tanti giovani appassionati di libri, seppure veicolati attraverso il cinema: altra nobile forma di espressione, di creatività, va bene.
Cerchiamo di conquistare un posto in prima fila, invano. I ragazzi spingono, fa caldo, i poliziotti gridano “fate un passo indietro” “rimaniamo calmi”. Ma è inutile, una indomabile marea: due passi indietro e subito tutti in avanti, accalcati, attaccati gli uni agli altri, in alto le fotocamere, i telefonini, le macchine fotografiche. Vedere per credere!

Si comincia a sudare, non c’è spazio per muoversi. All’improvviso un urlo, la folla che ondeggia: arrivano! Le ragazzine gridano: “Eccolooo” e poi quasi un coro: “Dio esiste! Uauu!!” ma di chi parlano? Di Muccino? Di Gardner? Macchè! Urlano e strepitano per Will Smith

che sorride, saluta con la mano e poi .. oohhh!!! fa addirittura il gesto di vittoria con due dita. E il pubblico femminile va in delirio e noi ripensiamo alla sera della finale dei mondiali, al Circo Massimo, a quel decisivo gol! Stesso rischio gomitate sul naso, stesso seguire il movimento della massa per non cadere a terra e finire schiacciati.

Ma un altro urlo, un boato. Will Smith se ne va. Ha detto solo poche parole, qualche battuta impossibile da percepire dalla nostra postazione, ma che poi cerchiamo di farci raccontare: «Questa città mi ha stregato. Sto anzi pensando di cercare casa da queste parti» dice Will, e poi, forse scherzando o forse no aggiunge «magari da dividere con Gabriele per poter stare sempre insieme».

Poi subito via. E via anche una bella fetta di fans, tanto che riusciamo a conquistare una buona posizione e ad accendere la telecamera, per qualche battuta tra regista e autore del libro, sorretti da una indispensabile interprete e da un cortese e professionale Magrelli.

Muccino lo conosciamo, di lui parlano i suoi film: (2006) La ricerca della felicità; (2003) Ricordati di me; (2001) L’ultimo bacio; (1999) Come te nessuno mai. Ogni parola in più sarebbe di troppo.
Gardner (http://www.chrisgardnermedia.com/), che dire, è un tipo fascinoso, bel completo gessato, gemelli luccicanti, faccia interessante.
La sua autobiografia, ormai ne parlano tutti, è l’avverarsi del sogno americano, dal ghetto nero di Milwaukee fino a Wall Street, passando attraverso miseria e sofferenza, con un figlio piccolo da mantenere in mezzo a mille problemi e difficoltà.
Oggi Chris Gardner è il direttore generale della Gardner Rich & Company, azienda di intermediazione finanziaria con sedi a New York, Chicago e San Francisco.
La storia che ci racconta è sì l’avverarsi del sogno americano, è sì una storia di amore paterno (è stato anche insignito del premio “Padre dell’anno” da parte della National Fatherhood Iniziative) ma, come dice lui stesso durante la sua intervista, è anche il sogno di ogni essere umano.
Anche se la biografia che ci propina è come le centinaia di altre storie che sanno tanto di sogno americano molto, ma molto in crisi. E di tali storie è stracolmo il panorama editoriale mondiale.
Ma ciononostante – e questo dovrebbe essere il messaggio del film – la cosa più importante è quella di “avere” un sogno. E poi portarlo avanti e fare di tutto per realizzarlo. E non credere mai a chi ti dice che non ce la farai, tu vai avanti lo stesso. E se per caso alla fine non ce la dovessi fare, sarà importante tutta la strada che avrai percorso per tentare di realizzarlo!
Beh, noi della Scuola Omero siamo dei luminari in questo campo, no?

(vedi trailer in lingua originale)

Il film è una storia a sé, Muccino e soprattutto Will Smith la rendono filmica, ma tutta questa improvvisa fama per un’autobiografia del genere, segna il passo dei nostri tempi in campo di gusti letterari! O non sarà che … forse anche loro, anche questi ragazzi accaldati che si arrampicano sugli scaffali e aspettano impazienti, forse non solo libri stanno cercando stasera. Forse anche loro cercano una risposta, la ricetta della felicità e forse è questo che riempie la sala, che affolla la strada, che ci fa aspettare più di un’ora in piedi, pigiati gli uni contro gli altri, speranzosi e sudati…

Ma forse è poco tutto ciò per farsi un’opinione di un autore? E magari Gardner sarà un nuovo Jerome David Salinger, e così dopo averci omaggiato di siffatta coinvolgente biografia si ritirerà nella sua torre dorata della felicità e del benessere tanto faticosamente conquistati? Non abbiamo potuto chiederglielo, ma ci sarebbe piaciuto. Alla prossima.

Per finire, ancora qualche spinta e un po’ di ressa per gli autografi, quello di Gardner in particolare, come portafortuna… non si sa mai!
Ve lo regaliamo, eccolo qua:

E vi proponiamo anche un pensiero del nostro Gabriele Muccino, che la dice lunga: “la felicità è il movimento, è il viaggio, è questo continuo alzare l’asticella per raggiungere e realizzare un qualcosa che noi chiamiamo felicità. Ma è un momento che dura poco. Una volta raggiunto quello stato, ci rimettiamo di nuovo in moto in ricerca di quell’attimo, con l’obiettivo di superare la sbarra a un’altezza sempre maggiore”.

Poi, alla fine, stanchi, provati, andiamo via.
Da Feltrinelli sta tornando la calma, tutto sfuma piano piano.
Che si cercava qui? La felicità?
O forse cercavamo la possibilità, o forse cercavamo un motivo in più per crederci, o forse cercavamo una rosa?

C’è un’ape che se posa
su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.

(Felicità – Trilussa)

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