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Fuori tempo di Natale

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In mezzo alla nebbia di prima mattina, in mezzo a un parcheggio ci sono due roulotte. In una sta un cavallo bianco con una coperta sul dorso che sembra di un vecchio circo.

In mezzo alla nebbia di prima mattina, in mezzo a un parcheggio ci sono due roulotte. In una sta un cavallo bianco con una coperta sul dorso che sembra di un vecchio circo. Dall’altra roulotte esce fuori un uomo; si tira giù la zip e in mezzo alla nebbia di prima mattina e nel mezzo del parcheggio inizia a pisciare.
L’uomo è quasi obeso, ma è un acrobata. Poi rientra nella roulotte e si accende una sigaretta, dà la prima boccata e le rughe gli si distendono. Sua moglie Evelina guarda la tv e si fa fuori di prima mattina una busta di patatine. La nonna invece è ancora a letto con una tazza di cappuccino in mano e la bocca senza la dentiera.
– Ma porca puttana Evelina… quella roba fa venire il cancro a l’utero. Che cazzo pure di mattina. – Fa l’uomo obeso.
– Sta’ zitto cazzone… hai uno stomaco che sembri un porco schifoso… se tua figlia sapesse in che stato sei ridotto.
– E dai non mi parlare così!
L’uomo obeso ha preso un’abitudine, ogni mese manda alla figlia che lavora in un circo americano una serie di foto che ha scattato nel periodo d’oro della sua carriera. Foto che lo ritraggono mentre dominava tigri e cavalcava elefanti. Ora non riesce più nemmeno a fare l’amore con sua moglie e la figlia non gli parla più da un paio di anni.
L’uomo allora si veste e riesce. Dà un’occhiata al parcheggio, poi al tendone disteso a terra ricoperto da pali.
Da due settimane il comune locale non concede il permesso per mettere il piccolo tendone. Lo spettacolo di natale è molto semplice e il biglietto costa due lire. L’uomo obeso fa dei salti mortali che ancora gli riescono su un materassino; sua moglie Evelina cura un piccolo spettacolo di magia che non dura nemmeno dieci minuti; per finire lo spettacolo con il cavallo Flash. La nonna è la mamma dell’uomo obeso e lei rimane al letto quasi sempre senza dentiera.
L’uomo obeso apre l’altra roulotte e va da Flash. Lo guarda mangiare la biada rimasta e gli parla:
– Che cazzo vuoi pure te… soldi non ce ne sono. Domani dovrebbe venire la troupe televisiva. Quella stronza di Evelina ha mandato una lettera disperata ai telegiornali…
Il cavallo continua a mangiare fissando il pavimento della roulotte.
– Lo sai no per come ti fanno passare quelli…
Poi urlano dall’altra roulotte:
– Coglione tua madre ha bisogno di te!
L’uomo finisce di parlare con il cavallo e va verso l’altra roulotte. Quando entra si accende un’altra sigaretta, ma questa volta le rughe non si distendono. La moglie non lo guarda. Allora lui va nella camera da letto dove ormai da un anno dormono in tre. Accanto alla madre c’è un piccolo albero di natale con la punta spezzata.
– Che c’è ma’?
Evelina urla dall’altra parte:
– Deve andare in bagno… cosa pensi che voglia.
La madre guarda un attimo il figlio, poi manda giù uno gnocco di saliva. Il figlio la prende in braccio con tutte le coperte e la porta in bagno. Poi la mette seduta sulla tazza.
– Ce la fai ma’?
La madre fa segno di sì con la testa e chiude la porta. L’uomo obeso torna in cucina dalla moglie.
– Senti hai dovuto proprio farlo?
La moglie continua a guardare la tv che passa una telenovelas sudamericana.
– Cazzo Evelina… parlo con te. Che centrano i telegiornali ora?
– Perché che cosa avrei dovuto fare sentiamo.
– Senti non lo capisci che io così ci faccio la figura del fesso?
– Tu sei un fesso.
– Dimmelo con più disprezzo!
– Tu sei un fesso.
– Chi cazzo pensi che verrà? Ci fai fare la figura dei pezzenti.
Evelina esce dalla roulotte, l’uomo obeso prova a fermarla ma lei strattona via la spalla. In quel momento la madre bussa alla porta del bagno.
L’uomo obeso prende la madre con tutte le coperte dalla tazza e la riporta a letto.
– Ti serve altro ma’?
La madre lo guarda con due piccoli occhi dolci. L’uomo obeso pensa per un attimo qualcosa poi esce.
Fuori c’è ancora un po’ di nebbia, ma qui e lì si intravede il cielo. Non sarà una buona giornata.
L’uomo si mette dietro la roulotte dove ci sono due materassini sdraiati a terra. Si toglie la giacca e inizia a provare qualche salto così a freddo.
Il primo non gli riesce e finisce con il culo sull’asfalto. Si rialza e poi pensa:
“sai le risate che si sarebbe fatta Evelina. Be’ ma senza riscaldamento… il prossimo andrà meglio.”
Poi si ferma un attimo e si accorge che anche ieri alla stessa ora ha pensato la stessa cosa.

Questa storia è accaduta veramente il giorno ventitré di dicembre dalle parti di Bologna. La dedico a Jajaman Villa\ae e Krusty il Clown… perché in fondo è così che ci andrà.

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