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L’alternativa al telecomando? E’ il mouse

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Mouse contro telecomando. Questa è la sfida, questo il futuro. Perché futuro vuol dire cambiamento, evoluzione, e tutto ciò si sposa perfettamente con il concetto che è alla base di internet.

Mouse contro telecomando. Questa è la sfida, questo il futuro. Perché futuro vuol dire cambiamento, evoluzione, e tutto ciò si sposa perfettamente con il concetto che è alla base di internet. Che la rete abbia modificato in modo rilevante lo stile di vita di milioni di persone, è un dato assodato ormai da tempo. Come e più della televisione, non si è trattato solo di un salto in avanti della tecnologia; è anche un fenomeno da trattato di sociologia. E ora, la seconda innovazione più importante del secolo sul piano della comunicazione sfida la prima. Come? Cercando di inglobarla. E di sfruttare appieno tutte le potenzialità del proprio mezzo. Tv su internet; non è più solo un’idea, è già una realtà.
Il fenomeno “You Tube” ha fatto appena in tempo a raggiungere il suo apice di popolarità che già si prospettano interessanti sviluppi. Qui sotto potete clikkare uno dei nostri video di “O” (sull’Orchestra di Piazza Vittorio, con Nanni Moretti e Agostino Ferrente), ospitati proprio su “You Tube”.

Il sito appena citato è il più famoso contenitore di video del web, in cui è possibile trovare filmati di qualunque genere, amatoriali o raccolti per ogni dove. L’innovazione in atto in realtà è l’uovo di Colombo: si tratta di selezionare con un certo criterio alcuni dei video ammassati lì alla rinfusa, e racchiuderli in un nuovo sito, con una nuova veste, un preciso obiettivo. Ecco fatta una tv a misura personale. Con la speranza che quella misura vada bene anche per qualcun altro, il quale si avvarrebbe dunque del titolo di spettatore. Con tali parametri l’americano “RocketBoom” vanta circa 300mila utenti che quotidianamente si connettono al sito, il quale offre ogni giorno un diverso video che tratta davvero di tutto, dai temi sociali alla satira, e poi politica, interviste. I costi della realizzazione sono decisamente bassi, e gli ingredienti ridotti al minimo: una video-camera, un microfono, e una tale Joanne Colan che fa domande di qua e di là. Il filmato online in questo periodo di festa la vede impegnata a braccare newyorkesi frettolosi per farsi confessare i new year’s resolutions, i buoni propositi per l’anno che verrà. C’è da dire che gli americani in proposito non hanno proprio le idee chiare. Il tono è leggero e brioso; di un sito di intrattenimento si tratta, e infatti non pretende di essere qualcosa di più. Ma ci sono sfaccettature ben più interessanti della questione-web tv, che meritano di essere fortemente pubblicizzate.

“Alive in Baghdad” è una sorta di notiziario il cui fondamentale compito è mostrare la guerra dal punto di vista degli iracheni, puntando quindi l’attenzione laddove i media occidentali sono carenti, per non dire scadenti. La ferma volontà di dichiararsi aperti mentalmente a qualunque tipo di cultura a tratti fa sorridere, come nelle prime righe di presentazione, che recitano così: “happy holidays, merry Christmas, happy Hanukah, Eid Sa’eed, and whathever else you may celebrate”. Ma rende l’idea più di tante altre parole del mondo a cui si rivolge e del mondo a cui appartiene. I filmati che si possono trovare in questo sito dovrebbero essere considerati una ricchezza inestimabile per conoscere realmente, e non per supposizioni personali, il variegato mondo arabo. Più che interessante il video di due studenti di medicina che discutono sulla correttezza o meno del terrorismo come risposta all’invasione americana. Due minuti di video e tutti i salotti televisivi nostrani sull’argomento sembreranno insulsi e presuntuosi. Ecco il fulcro della questione: l’accesso in tempo reale a realtà editoriali e professionali che difficilmente troverebbero spazio nei normali palinsesti della tv italiana. Insomma, non un’alternativa, ma molte, moltissime alternative. E i vantaggi, quelli che renderebbero le web tv addirittura migliori della tv tradizionale – sono molteplici. Innanzi tutti, come già detto i costi sono facilmente abbordabili da chiunque volesse metter su un progetto di questo tipo. A ciò segue non solo una maggiore varietà di canali, ma anche una minore dipendenza da dittature varie di sponsor. E poi lo spettatore può avere vita attiva all’interno della tv, non solo commentando i video già presenti in rete, ma anche proponendo i propri. Insomma, l’idea di intrattenimento comincerebbe a giungere dal basso. Sarebbe curioso constatare se tale idea corrisponde effettivamente a quella dell’attuale concetto di intrattenimento che, dicono, piace alle masse.

Si vedrà se i risultati di questo nuovo modo di intendere la comunicazione e lo svago saranno apprezzati. Di certo, e questo vale per chi ha difficoltà ad adeguarsi alle novità, si può sperare nei benefici di una vera concorrenza. In una televisione come quella italiana in cui questo concetto è più simbolico che mai, forse la paura che qualcosa di nuovo si muova nel mercato costringerà qualcuno a svegliarsi da un lungo letargo.

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