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Lei ha cuore, lei ha coraggio

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Ti prepari per un incontro. Vinci o perdi e il giorno dopo inizi a prepararti per un altro incontro. – La mia vita è sempre stata uno schifo e so...

Ti prepari per un incontro. Vinci o perdi e il giorno dopo inizi a prepararti per un altro incontro.
– La mia vita è sempre stata uno schifo e so che non ne potrò mai cavare qualcosa di buono. Ma ho le mie figlie e loro mi danno serenità se sono felici. Ho raggiunto la stabilità economica con la boxe e le ho tolte dalla strada. Abbiamo vissuto per due anni in un furgone sotto un albero. Poi ho iniziato a guadagnare. Quindi per me salire sul ring significa questo. O si è preda o predatori e io sul ring voglio mangiare…
Il giorno dopo l’incontro è già per strada alle sette di mattina. Le figlie ormai sono grandi, andranno a scuola da sole. C’è un bel sole sul lungo mare di Biloxi, Missisipi. Ann Wolfe si allena come se fosse un giorno qualunque.
– Mia madre è morta giovane e abbiamo vissuto per tanto tempo dentro una catapecchia lungo la statale. Ecco perché quando salgo sul ring sono così cattiva… perché non capiti anche alle mie figlie.
Finito per le strade entra in palestra e sale sul ring. Si mette il bendaggio e i guantoni. Inizia l’allenamento. L’allenatore apre le mani e le rivolge le palme. Lei punta la testa in basso e attacca a colpire, piano, piano.
Lui le canta una canzone. È un blues, lento e lei lo segue. Va a tempo, ma sempre piano, quasi in modo delicato, ma continuo e martellante.
– Ora riesco a pagare l’affitto e le bollette. La casa non è male. Ho anche una macchina. Ma ho dovuto raggiungere i campionati mondiali per avere tutto questo.
La sera prima l’incontro è stato memorabile.È durato due minuti e venti. Non c’è mai stata storia. Ann portava i colpi con una violenza esplosiva. Le due si sono studiate per poco e poi… L’arbitro ha interrotto l’incontro, la velocità di Ann era nettamente superiore. L’altra è caduta a terra per due volte… in due minuti e venti.
Ann Wolfe è la diciannovesima volta che difende il titolo mondiale. Nessuna sconfitta. Un solo pareggio. È cresciuta nella provincia di Teodosia, Louisiana.
– È dura, ma non puoi permetterti di sbagliare se vuoi mangiare.
Prima dell’incontro il prete è entrato nello spogliatoio. Ann faceva le ripetute davanti allo specchio e quando è entrato l’allenatore gli ha detto:
– Ann è ora!
Si sono messi seduti uno accanto all’altro a dire un Ave e Maria e un Padre Nostro. Poi la benedizione. Una faccenda più delicata di un Tyson che sale sul palco con stereo da seimila watt e gente che grida le sue lodi. Qui si sale sul palco in sordina, dopo aver pregato ed essersi fasciati le mani soli con le proprie paure.
L’incontro si è tenuto all’Isle of Capri Casino, a Biloxi.
Durante l’incontro, l’allenatore le ha urlato:
– Mettila subito all’angolo e chiudi l’incontro.
Ann non se l’è fatto ripetere e ha steso l’avversaria con un montante, mentre legavano.
– È l’unica cosa che so fare. Lottavo anche nella pancia di mia madre e ho lottato per restare a galla, prima per mia madre, poi per sbarcare il lunario e infine le mie figlie. Quando combatti con queste cose per la testa è tutto un altro discorso.
Oggi Ann Wolfe si sta preparando per un altro incontro e i suoi brutti ricordi se li porta scavati nella carne. Alla domanda se avesse paura ha risposto:
– No, non ho paura, non c’è niente che mi possa fare paura. Ho perso mia madre quando ero ragazzina e da grande non ho mai trovato un lavoro. Ho dovuto vivere nel peggiore dei modi. Quindi non c’è niente che mi possa fare paura… ho smesso di avere paura da tanto tempo.

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