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David Lynch e l’ascensore della meditazione

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Immaginate David Lynch, un illuminato fisico quantistico che predica la pace nel mondo, un medico ambiguo che pretende di farvi un elettroencefalogramma di fronte a una platea gremita, un cantante folk inglese amico dei Beatles che inneggia al “volemose bene”.

Immaginate David Lynch, un illuminato fisico quantistico che predica la pace nel mondo, un medico ambiguo che pretende di farvi un elettroencefalogramma di fronte a una platea gremita, un cantante folk inglese amico dei Beatles che inneggia al “volemose bene”.
No, non è il seguito di “Mulholland Drive” bensì la conferenza “Creatività, Coscienza, Cervello” che ha avuto luogo sabato 8 settembre all’Auditorium di Roma e che ho seguito come inviato per conto di “A”: il tema trattato è la meditazione trascendentale che il cineasta americano pratica ormai dagli anni settanta.
Lynch viene accolto da applausi scroscianti e comincia subito a parlare.
“Durante la mia prima esperienza di meditazione trascendentale ho avuto la sensazione di trovarmi in ascensore, all’ultimo piano. E, improvvisamente, come se qualcuno avesse tagliato i cavi”.
Si ferma e ci guarda. Dopodichè sferra un pugno sul tavolo senza alcun preavviso e la gente trasalisce anche tra le file più lontane dal palco.
Ci spiega che la meditazione trascendentale aiuta a vivere la vita nel suo senso più profondo, a raggiungere la coscienza della felicità. Qualcuno gli chiede se la meditazione è una pratica per ricchi visto che chi si deve guadagnare da mangiare per sopravvivere forse non ha sempre il tempo da dedicare ad esercizi di questo tipo. Lynch risponde che la meditazione ha accompagnato l’uomo da sempre, che lui non ha mai saltato neanche una volta il suo doppio impegno quotidiano.
Ma allora se lui è così sereno perché i suoi personaggi invece vivono asfissiati dalle più cupe ansie?
“Le storie presentano sempre dei conflitti” dice.
“Occorre arrivare ai livelli più bassi per giungere alle vette più alte. Inoltre, chi racconta la sofferenza non necessariamente è sofferente”.
Dopodichè passa il testimone a John Hagelin, fisico quantistico e Direttore dell’Unione Globale degli Scienziati per la Pace .
Comincia spiegare la funzione della David Lynch Foundation, l’associazione che si assicura che chiunque negli Stati Uniti possa accedere alla disciplina di meditazione trascendentale. Proprio in questi giorni difatti, sostiene, la Fondazione organizzerà in sedici “Major Schools” americane corsi per studenti che soffrono di stress.
Gli ospiti si succedono senza sosta: arriva il turno di Fred Travis, un medico che ci mostrerà mediante un elettroencefalogramma e grazie a un coraggioso volontario di nome Michele le variazioni elettriche delle onde cerebrali durante una sessione di meditazione trascendentale. Michele è vestito elegante, una lunga barba incolta, sorriso vacuo stampato sul volto e lo sguardo fisso, tanto che il dubbio legittimo viene un po’ a tutti: quali onde cerebrali? Si siede al centro del palco, orientato verso la platea, una cuffia piena di elettrodi in testa e la gente trattiene a stento le risate.
All’improvviso compare una foto del film IL MAGO DI OZ, suscitando perplesse reazioni tra il pubblico. “Serve a stimolare reazioni emotive nel soggetto e farvi vedere come funziona il cervello umano” specifica Travis.
C’è tempo ancora per un gustoso intervento-lampo di John Hagelin che ci regala una straordinaria verità (“quando si esce da Harvard il Q.I. è più basso di quando ci si è entrati”).
La conferenza si chiude con una performance live del cantante Donovan, vecchio amico dei Beatles e grande meditatore. Quando si riaccendono le luci c’è tempo solo per assediare David Lynch per un autografo ma preferisco non partecipare a quella ressa per rispetto nei suoi (e nei miei) confronti.

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