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Laforzadellamore

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Ore 11, tribunale, sala separazione e divorzi, stanza del presidente. – Sì signore, è una separazione consensuale. Lei si starà chiedendo, allora, perché sono entrato nella sua stanza con questo revolver.

Ore 11, tribunale, sala separazione e divorzi, stanza del presidente.
– Sì signore, è una separazione consensuale. Lei si starà chiedendo, allora, perché sono entrato nella sua stanza con questo revolver. La verità è che volevo approfittare per spiegarle bene la situazione e parlare ancora un poco con mia moglie. Come?….Ha ragione, dovrei dire ex”.
Il presidente, il segretario, lui e lei. Trenta secondi di silenzio che sembrano tre secoli di mutismo assoluto sulla faccia del pianeta; un silenzio quieto e opprimente, che pare voler spaccare i muri e liberarsi per uscire, finalmente anarchico, e mischiarsi alle parole che si perdono in strada.
– Ho capito, tocca a me, Avete ragione, quello con la pistola sono io. Caro tesoro mio, volevo dirti che mi dispiace. Te lo dico dinanzi al presidente; non avrei voluto farti sentire la solitudine e negarti tutte quelle risposte che non ti ho dato la notte, prima di addormentarci. E’ pure vero che il tuo modo di chiedere per me era difficile da decifrare, sembravamo quelli della canzone. “You said poteto, I said potato…”. Perchè uomini e donne sembrano sempre sintonizzati su due diverse modulazioni di frequenza?
Mi dispiace anche per Spike, quel fottuto mezzo lupo; anche a lui volevo bene, pure se mi mangiava sempre la sella della moto. E avrei voluto colmare quel tuo bisogno d’amore e non credere che non lo capivo che ne volevi tanto. Se ricordi quando ci incontrammo ti dissi che non ero capace, ma tu insistevi, e così arriva laforzadellamore ed everythingisgonnabeallright.
Non guardarmi con quegli occhi spaventati amore mio….che vuol dire perché ho il revolver?! Lossaianchetu che stamattina se non lo portavo manco mi stavi a sentire. Le ultime volte che ci siamo visti hai parlato per ore manco fossi caricata a Duracell…mi hai sbattuto in faccia tanta rabbia….eppure adesso mi ricordo solo di te che ridi.
Sì…sì signor presidente, mi scusi, la sto tirando un po’ troppo per le lunghe, ma vede, di essere lasciato non ne avevo proprio voglia; volevo fare la parte del marito civile, mastamattinaprestomisonosvegliatoincazzatonero, e mi frullava in testa sempre la stessa idea, che io questa separazione non la meritavo, ed allora prima di uscire mi sono messo il revolver in tasca.
A me piace, il revolver: è una cosa di cui ti puoi fidare; sei colpi nel tamburo e non si inceppa. Se lo immagina se arrivavo qui con una semiautomatica che non funzionava: facevo la figura de cretino, e tutti a sghignazzare: “la moglie lo lascia e lui ha pure il pistolino inceppato…” No, no signor presidente, sono proprio brutte figure.
Okkei, ora ho finito. Che volevo dire con tuttostocasino? Che amo mia moglie…okkei, la mia ex moglie. E basta. E non mi piace il fatto che vada via…. Che vuol dire “Non ci posso fare nulla?”. Vabbè, se la prende così, signor presidente, il primo colpo è per lei e scusiselemacchioquellabellacamiciabiancainamidatachechissàsuamogliequantociavràmesso. Ed il secondo è per te, amore, che mi hai dato molto, ed a modo mio ho fatto altrettanto. A modo mio, che non vuol dire il modo giusto, ma se ci si vuol bene, perché non si trova una strada comune e si corre sempre a due velocità? Mi dispiace un poco di far finire la nostra storia così, perché adesso tu sei la vittima ed andrai in paradiso, ed io all’inferno: in fondo in fondo non è una cosa che mi inquieta: non è quello il posto giusto per gli uomini che non sanno amare?

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