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Una Costituzione da Strega

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Premio Strega speciale alla Costituzione Italiana. “E’ una di quelle stranezze belle”, così risponde Walter Veltroni alle provocazioni di un giornalista. Certo non è prassi ordinaria che un insieme di norme – seppur fondative di un paese – ricevano un riconoscimento letterario.

Premio Strega speciale alla Costituzione Italiana. “E’ una di quelle stranezze belle”, così risponde Walter Veltroni alle provocazioni di un giornalista. Certo non è prassi ordinaria che un insieme di norme – seppur fondative di un paese – ricevano un riconoscimento letterario. Sa bene il linguista Tullio De Mauro che Calamandrei o Dossetti avevano grandi aspettative per la propria creatura – prima fra tutte che giungesse in età matura senza troppi lifting -, ma che mai si sarebbero aspettati che venisse giudicata in quanto letteratura. “Quale ‘Bibbia laica’, secondo le recenti parole di Carlo Azeglio Ciampi – scrive lo studioso nella motivazione al premio -, essa è una fonte profonda di ispirazione per l’intera vita della società”. E, citando ancora De Mauro, non si può negare “la nitidezza senza equivoci di tali principi”, “frutto anche di un’alta tensione espressiva”. Tensione che “ha consentito e consente alla carta di parlare per tutte e a tutte le coscienze, come sanno fare le nostre opere più alte”. Questo il cuore della presentazione.
Così la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci ha voluto rendere onore alla carta costituzionale, prendendo anche spunto dal comune anniversario: il suo sessantesimo anno di attività e i sessant’anni dall’inizio dei lavori dell’Assemblea Costituente. Mercoledì 21 giugno, Piazza del Campidoglio, ore 20. A ritirare simbolicamente il premio Oscar Luigi Scalfaro, al tramonto di una lunga campagna referendaria che lo ha visto protagonista. Davvero non si è risparmiato in quest’ultimo anno l’ex-Presidente della Repubblica: fra talk-show e manifestazioni ha tentato in ogni modo di rendere chiaro perché è necessario bocciare le modifiche alla seconda parte della Costituzione, già approvate dalla precedente maggioranza. E la premiazione è anche una scusa per continuare a discutere del referendum confermativo che si vita in queste ore di lunedì 25 giugno, che dunque diventa la lente attraverso cui leggere l’iniziativa. D’altronde il riferimento a tale “importante consultazione” è reso del tutto esplicito fin dalla presentazione, in cui si sottolinea che “il Premio Strega intende favorire la diffusione e la conoscenza della Costituzione Italiana celebrando l’attualità dei principi che essa enuncia”. Il modo migliore per farlo era dare voce alle stesse norme per opera degli Amici della Domenica, come venivano chiamati i partecipanti alle riunioni domenicali a casa Bellonci che hanno poi dato vita al premio letterario, con il tempo diventati più di 400. Giornalisti, scrittori, intellettuali, coordinati da Marino Sinibaldi – celebre presentatore di Fahrenheit, trasmissione culturale del pomeriggio di radio tre – si sono susseguiti per mezz’ora sul palco che godeva del magnifico sfondo del Campidoglio. Furio Colombo, Dacia Maraini, Lucia Annunziata, Fulvio Abbate sono solo alcuni nomi. Seguendo una propria vocazione, affinità, passione, ognuno ha scelto e recitato un articolo della Costituzione che sentiva proprio di fronte al pubblico – non particolarmente numeroso a dire il vero, e la cui rappresentanza giovanile era più che ridotta all’osso.

Il gioco della scelta della lettura è risultato piuttosto divertente e utile per conoscere meglio la personalità del lettore. Non ha certo stupito l’appropriazione del tanto discusso art.11 da parte di Luciana Castellina, con l’accento posto tutto su quel ‘ripudia la guerra’ – con conseguente ovazione dei presenti. Né ha sorpreso l’importanza data all’art. 37, relativo ai diritti della donna lavoratrice, letto da Lidia Ravera. Irresistibile poi l’ironia rivolta a casa Savoia. ‘La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale’, recita l’art.139; “viste le cronache…”, commenta Mario Fortunato. Ancora, Corrado Augias sillaba lentamente con eleganza la disposizione XIV: ‘I titoli nobiliari non sono riconosciuti’. Quindi si ferma per godere dell’applauso. Ma chi ha avuto il merito di lasciare tutti di stucco è stata Giovanna Botteri. In un completo turchese raggiunge quasi di corsa la postazione davanti al microfono e urla letteralmente la disposizione XII: ‘E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista’. Investito da tanta grinta, il pubblico esita qualche secondo prima di applaudire, poi però ha difficoltà a smettere.
Chiamato infine sul palco per la premiazione, Tullio De Mauro è stato fin troppo conciso nello spiegare il perché di tale premio letterario. Per saperne di più occorre leggere la sua chiara introduzione all’edizione speciale della Costituzione Italiana pubblicata per l’occasione da Utet – che comprende anche una nota storica di Lucio Villari e in appendice la Costituzione della Repubblica Romana. Analizzando il testo, il linguista conta 9369 parole, molte delle quali appartenenti al vocabolario di base. Il risultato è che quasi il 90% della popolazione italiana è in grado di comprenderlo, anche se in parte con lettura assistita e spiegata. E’ senza dubbio un risultato sorprendente, considerando che si tratta pur sempre di norme giuridiche. Si comprende pienamente ora l’elogio a quella “nitidezza senza equivoci” sopra menzionata, caratteristica fondamentale perché una Costituzione possa assolvere il suo compito. Scalfaro, in rappresentanza dei ‘padri costituenti’, ha annunciato che non terrà per sé il premio, ma che che verrà donato a Napolitano, affinché venga appeso in una stanza del Quirinale. Come monito.
L’ex-Presidente della Repubblica lascia il palco con una battuta secca. “A proposito dell’art.21 sulla libera manifestazione del proprio pensiero- dice -, all’Assemblea Costituente non fummo così cattivi da aggiungere un ulteriore comma: è obbligatorio che ognuno abbia almeno un pensiero”.
A quanto pare, è rimasto facoltativo.

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