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Eggers e Baricco a Massenzio

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Il primo a salire sul palco è Alessandro Baricco. Dietro di lui ci sono due grandi schermi. Uno riflette lo scrittore, l’altro Nicola Tescari, il pianista che lo accompagna.

Il primo a salire sul palco è Alessandro Baricco. Dietro di lui ci sono due grandi schermi. Uno riflette lo scrittore, l’altro Nicola Tescari, il pianista che lo accompagna. Baricco legge un racconto sull’undici settembre dal titolo: West Coast September Eleven. A metà del racconto si blocca e racconta come sia nato. Glielo hanno commissionato. Un giornale: “La Repubblica”. Lui l’ha scritto con una tecnica che ha imparato col tempo. Una tecnica che non avevo all’inizio, ma che ho imparato con Senza sangue, dice.
La storia è quella di un grassone di nome Malone che vive l’attacco delle torri gemelle in un posto sperduto dell’America. Lo vive guardando la tv. Piano, piano se ne rende conto mentre discute con una ragazza. Ma il tono per tutto il racconto è quello di asciugamani sporchi, lavori notturni e gente che arriva a stento a sbarcare il lunario. Poi in sottofondo l’undici settembre.
Il cielo è sereno e sotto le tre volte della basilica tante persone ascoltano Alessandro Baricco e il pianoforte che l’accompagna. Quando finisce, dopo circa una trentina di minuti, prende tanti applausi. Anche chi è rimasto dietro qualche rovina e all’ombra dei riflettori applaude.
Il piazzale antistante la basilica effettivamente grande, non pare bastare a contenere tutti gli spettatori.
Dopo Baricco sale sul palco Eleonora Danco. Poggia un libro sul leggio e inizia a leggere un brano molto breve di David Eggers. Questa serata è anche e soprattutto per lui. È tratto dal suo romanzo: La struggente opera di un formidabile genio, pubblicato nel 2000.
Al momento Eggers è lo scrittore più popolare in America insieme a Stephen King. Tra le cose che lo hanno reso davvero celebre c’è una rivista a cui ha dato il nome di McSweeney’s. Il piano era quello di pubblicare chi non veniva pubblicato dalle riviste maggiori. Il progetto funzionò e McSweeney’s divenne in pochi anni la rivista di racconti più letta in America.
Dopo l’attrice sale lui. Ringrazia la città di Roma che lo ha accolto “ a braccia aperte”. Parla un italiano da film. Dice che si fermerà in Italia per tre settimane per girarla. Poi dice di voler leggere un suo racconto. La storia è quella di un bambino di nome Valentino che è cresciuto da qualche parte nel terzo mondo. È un piccolo momento di vita adolescente in un paese povero. Eggers inizia a leggere in americano e sullo schermo di sinistra dietro di lui passano i sottotitoli.
La platea ride in più di un occasione e il racconto sembra piacere. Questa volta la musica di sottofondo che l’accompagna è diversa da quella di Baricco. Più vivace!
Dopo circa una ventina di minuti finisce di leggere anche Eggers. Alessandro Baricco e la lettrice salgono sul palco e salutano tutti e tre insieme il pubblico.
Poi il teatro si svuota. Una massa di persone si ferma alle transenne, mentre Baricco dall’altra parte fa autografi. Su via dei Fori Imperiali la folla si divide in sottogruppi che si allontanano discutendo e per terra, proprio davanti all’uscita, rimane quell’insieme di cose che si vede allo stadio finita la partita: bottigliette, lattine e tanti, tanti fogli.

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