Onore ad Achille

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Strana cosa che è la scrittura. Uno quando scrive pensa. Anzi gli vengono in mente pensieri che non sa di avere.

Strana cosa che è la scrittura. Uno quando scrive pensa. Anzi gli vengono in mente pensieri che non sa di avere. Certe volte questi pensieri gli sembrano così nuovi come se fossero pensati da qualcun altro. Qualche volta lo sono davvero. Perché sono copiati – anche senza volerlo – da qualcosa che qualcuno ha già detto o ha già scritto. Qualche volta invece sono pensieri in anticipo. Cioè scrivendo tu pensi oggi quello che qualcun altro penserà domani. E’ come se ci fosse un immenso scatolone dei pensieri nel quale lo scrittore va a pescare i pensieri che sono già stati pensati, quelli che sono pensati nel momento in cui scrive e quelli che lo saranno in un qualunque futuro.

Noi di “O” un paio d’anni fa abbiamo pensato un pensiero che Alessandro Del Piero ha pensato ieri, in una conferenza stampa per i mondiali di Germania.
Il 17 aprile 2004 abbiamo pubblicato un SuperOmero in cui leggendo l’Iliade di Baricco a confronto con quella di Omero, abbiamo paragonato Ettore a Baggio e Achille a Del Piero. Ieri invece Del Piero si è paragonato lui stesso all’eroe omerico. Ha detto: “Sono come Achille: in certi momenti di attesa vado in collina e valuto, penso, mi concentro”.
I giornalisti presenti alla conferenza stampa prima si chiedono se Achille non sia qualche sconosciuto calciatore sudamericano, magari un brasiliano dal nome tipo Edmondo De Santos Pagapegno, detto Achille (del resto, non c’è già Adriano che si chiama come l’imperatore delle Memorie?), poi quando capiscono che proprio del guerriero greco si tratta, sono sconcertati e gli domandano: “Se tu sei Achille, allora chi è Ettore?”, “Achille, qual è il tuo tallone d’Achille?” Leggete per esempio questo commento di Marco Ansaldo della “Stampa”: “Pescando nell’epica e chissà come gli è venuto di ritagliarsi il paragone con Achille: magari l’ha ispirato il Brad Pitt di Troy”.

Ma no, semplicemente Del Piero ha pescato nel grande scatolone dei pensieri presenti, passati e futuri. E ci ha trovato, senza volerlo, qualche pensiero di quel vecchio articolo della rivista di Omero che lo prendeva un po’ in giro (forse perché già girava, tra i pensieri nello scatolone, anche il pensiero che Zeus telefonasse agli arbitri per aggiustare il risultato delle guerre di Troia in cui Alex si batteva).
E alla fine, pensata da lui o pescata nello scatolone, ecco che Del Piero dice la frase che ci piacerebbe pensasse qualunque giocatore: “Come per Achille non è importante il numero delle guerre ma come si combattono”.
Onore ad Achille, quindi, comunque vada a finire.

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