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Un reality tra scherma e scrittura

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“E’ una sorta di reality dove l’umanità, le paure e il rapporto con il maestro possono essere descritti diventando testimonianza suggestiva dello sport”, così Michele Maffei, presidente del comitato organizzatore del concorso letterario

“E’ una sorta di reality dove l’umanità, le paure e il rapporto con il maestro possono essere descritti diventando testimonianza suggestiva dello sport”, così Michele Maffei, presidente del comitato organizzatore del concorso letterario “Sul filo di lama – Racconti di spada, fioretto e sciabola”, ha sottolineato l’originalità di questo concorso indetto dalla Federazione Italiana Scherma e dalla Scuola Omero tra gli altri, leggete qui per saperne di più) durante una conferenza stampa promossa dal Preside di Scienze della Comunicazione, Mario Morcellini.

Ha presentato l’evento il Presidente Federale della Scherma Italiana, Giorgio Scarso, che ha spiegato come il concorso si rivolga a tutti gli appassionati dello sport e della scrittura.

“L’attimo finale dell’epilogo di una storia somiglia al momento dell’ultima stoccata con la capacità di stordire il lettore”, ha detto Enrico Valenzi, “Se di norma la scherma è agonismo e la narrativa è arte, in questa occasione abbiamo voluto ribaltare la situazione e portare la competizione nella scrittura. Si tratta di un duello tra scrittore e lettore”.

Morcellini è intervenuto con una riflessione in merito ad alcuni aspetti della nostra società che riguardano la predominanza degli elementi visivi e uditivi nella comunicazione moderna, e come la nostra cultura sia di fatto caratterizzata soprattutto da ritmi “fast” rispetto a quelli “slow”, tipici della scrittura. “L’idea di affiancare alla cultura un sano agonismo ed alta competitività è un modo per rianimare la scrittura, ma soprattutto un saper chiamare le nuove generazioni a forme di comunicazione che stiamo perdendo”.

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