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Sotto lo sguardo di Marco Aurelio

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Nuova ala dei Musei Capitolini – Esedra del Marco Aurelio Le donne, i cavalieri e Marco Aurelio. Voci di donne e imprese di cavalieri. Performance di Lettura e Musica con Patrizia Zappa Mulas e Rita Marcotulli.

Nuova ala dei Musei Capitolini – Esedra del Marco Aurelio
Le donne, i cavalieri e Marco Aurelio. Voci di donne e imprese di cavalieri. Performance di Lettura e Musica con Patrizia Zappa Mulas e Rita Marcotulli.
È domenica pomeriggio. Dopo aver scalato il colle capitolino nonostante la febbre e quel caldo inaspettato e dopo aver girato come una trottola per trovare la porta giusta – che poi era si quella giusta ma non potevo oltrepassarla perché da maledetto idiota, per darmi un tono, mi ero portato lo zainetto da passeggiata col cane, fornito oltre che di pareo e buste di plastica nonché libri, blocco note e matita, anche di temperino e pertanto al metal-detector ho dovuto confessare in mezzo allo sguardo preoccupato e diffidente di centinaia di turisti anche loro accaldati che ero armato, praticamente un potenziale terrorista attentatore e lasciare il mio inseparabile coltello nelle mani della vigilanza, e poi di nuovo era la porta giusta ma non potevo ancora entrare perché “guardi che con gli zaini non si può entrare, vero Miriam che da Marco Aurelio non si può entrare con lo zaino? Eh si, signore, mi dispiace ma non può entrare con lo zaino, lo deve lasciare al guardaroba” allora mi dirigo al guardaroba e nel frattempo vedo che tutti gli altri entrano con dei fardelli di almeno venti litri di volume ma siccome non sono zainetti come il mio, che non contiene neanche la felpa che mi tocca tenere sulle spalle, loro passano lo stesso e va bene mi dico per la cultura questo e altro … – finalmente entro.

Presenti un centinaio di persone a rotazione, nel senso che ogni tanto qualcuno se ne va e qualcuno arriva, ma tra i presenti ci sono almeno una ventina di turisti stranieri che sono là per caso o a riposarsi sui gradini. La voce recitante ci introduce all’antica Roma e cita alcuni passaggi del personaggio storico che ospita l’evento, ovvero il Marco Aurelio cavaliere e filosofo.
Poi ci accompagna con dolce ironia al seguito di Don Chisciotte davanti alla locanda delle prostitute e continua divertita e divertendoci fino a re Artù.
Poi il tono cambia e comincia a salire con i versi di Kleist e i personaggi di Omero, viene fuori tutto l’ardore del campo di battaglia con l’esaltazione, la paura e l’angoscia per Achille e Pentesilea fin sotto le mura di Troia.
Il tono cambia ancora e sale nell’azione della gara equestre in Anna Karenina, trascinando il pubblico nella disastrosa e folle cavalcata del conte Vronskij, e ci scava dentro fino alle lacrime con lo sguardo fremente di Frou-Frou, l’eroica cavalla morente.
Peccato solo che sia lasciato all’incolpevole, struggente cavallino di Garcìa Lorca, il compito di chiudere, in tristezza.
In tutto questo, Rita Marcotulli, esegue con un pianoforte a mezza coda un egregio seppur non invadente commento musicale. Egregio, perché la sua musica dipinge le asettiche pareti dell’esedra con colori tenui ma distinguibili e riempie il grande vuoto circostante facendo al tempo stesso da schermo e filtro al turbinio di visitatori che si aggirano. Non invadente perché riesce, penso con grande e professionale sforzo, a garantire un’eccellente instancabile presenza senza rubare mai la scena all’attrice e alle parole che debbono pur rimanere protagoniste.
Sullo sfondo, l’inaspettata e piacevole presenza di Franca Valeri.

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