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Io odio Updike, ma noi no

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Era primo pomeriggio e stavo riposando sotto un albero fuori dall’università. Arriva Villa e mi chiede se vogliamo scrivere insieme questo pezzo. Quale pezzo faccio io? Lui mi spiega che c’è la lettura del libro di Giordano Tedoldi: Io Odio John Updike, Fazi Editore, 13 euro e 50 cents. Ci sarà anche Lagioia.

Era primo pomeriggio e stavo riposando sotto un albero fuori dall’università.
Arriva Villa e mi chiede se vogliamo scrivere insieme questo pezzo. Quale pezzo faccio io? Lui mi spiega che c’è la lettura del libro di Giordano Tedoldi: Io Odio John Updike, Fazi Editore, 13 euro e 50 cents. Ci sarà anche Lagioia.

La lettura era prevista in un caffè libreria di san Lorenzo: la libreria Giufà di via degli Aurunci,38.

Ma sì, faccio io, in fondo siamo grandi lettori degli americani e un tipetto venuto fuori dal nulla come Tedoldi ce lo mangiamo e risputiamo come ci pare. Certo, risponde Villa, siamo gente seria noialtri… che scrive solo per riviste di macchine sportive.

Quando diceva queste cose potevo anche amarlo.

Quello che segue è il resoconto della presentazione fatto a dialogo tra me e lui.

TALONE: Le mattonelle! Forse siamo qui per una partita a scacchi? Ho perso di vista il nodo della situazione. Ce l’avevo in pugno fino a un minuto fa, ma adesso non mi ricordo niente. Che diavolo ci facciamo qui? E chi è questa gente?
VILLA: Non ti preoccupare non è così importante per la rivista che ci ha ordinato il pezzo. Ma comunque presto lo saprai, l’oroscopo diceva che avresti avuto una forte visione di rivelazione oggi pomeriggio. Ricordi?
TALONE: Visione, qui? Oddio. Dio del cielo non credo di farcela. Ma di certo potrei farcela con quella tizia. Quella con la collana. Cavolo è bellissima. Non permetterò a nessuno di portarmela via. Fino ad ora è la cosa migliore che mi sia capitata nella giornata.
VILLA: Attento: è la ragazza di Lagioia!
TALONE: Non mi dire queste cose. Non ora almeno. Dobbiamo ristabilire i ruoli e far capire a questi zoticoni chi sta sopra.
VILLA: Bravo Talone. Ristabilizza le giuste gerarchie. Senti piantiamola un po’ di cazzeggiare. Mi sono informato, Tedoldi è fatalmente questo tizietto seduto qui accanto a pochi centimetri da noi.
TALONE: Chi ha parlato di fato? Maledetto crucco, lo sai che sono sensibile a questo tema, soprattutto in una giornata come questa. Una volta sono rimasto traumatizzato. Una mia vicina di casa è rimasta incinta e andava a dire in giro che fosse stato il destino. Ma io sapevo bene che era stato il ragazzo. Quell’uomo ha un fallo enorme. Dio ce ne scampi!
VILLA: Ciao Lagioia. Stiamo scrivendo un pezzo di giornalismo paraculo per la rivista “O”. Ti va di inserirti?
LAGIOIA: Ma di che state parlando?
TALONE: Del fato che ha messo incinta una mia amica di sedici anni.
LAGIOIA: Ma non capisco…
LAGIOIA: Forse, era soltanto l’arcangelo Gabriele. Del resto tutti i pittori tardo rinascimentali sono stati ossessionati dal suo fallo.
(Lagioia si alza e se ne va)
VILLA: Con questo faremo un figurone. Con questo le porte per la fama sono spalancate. Lagioia che ci aiuta a scrivere il pezzo con una citazione colta. Talone, ma dove vai?
TALONE: Vado al cesso.
VILLA: Proprio adesso che inizia il reading. Vabbè meglio smettere di parlare sennò mi prendono per pazzo. Meglio registrare un po’ di annotazioni. Annotazioni: questo posto è tipicamente arredato in stile pop. La ragazza con la collana, di cui s’è innamorato Talone, mette musica ambient-elettronica che sembra quella dei cellulari polifonici ultima generazione. C’è anche Elena Stancanelli che legge, suadente, con una collana di bulloni e rondelle da tre centimetri… sembra una Mercedes.
(Rientra Talone visibilmente sconvolto. Ora ci mettiamo quasi sotto il tavolino a sussurare)
TALONE: Ma questo cavolo di Tedoldi come diavolo legge. È un attore o forse sta tentando di rimorchiarsi la ragazza con la collana. Oddio povero amore mio. Sodomizzata da uno che non ha avuto il dono della fantasia. Questo si crede la reincarnazione del povero Cèlin. Senti ha una parola d’odio per tutto e tutti.
VILLA: Sei tornato. Ma quanto ci hai messo?
TALONE: Sono rimasto incastrato nel cesso. C’era un drago enorme che mi voleva staccare l’uccello a morsi. Dio onnipotente quel coso verde ce l’aveva proprio con il mio faggio. Ma vedo che qui non te la passi meglio. Forse dovevo rimanermene in bagno. In fondo quello era un drago, baby, come non ce ne sono più.
VILLA: Guarda a occhio e croce direi che il più ispirato è Lagioia. Legge con un ghigno tardo rinascimentale. Invece questo Tedoldi si palleggia sulle gambe come un boxer.
TALONE: Ma che cavolo queste serate sono piene di belle ragazzette. Guarda che roba… tutte in ghingheri per l’occasione. Cavolo scriverei un libro solo per vedermele scodinzolare intorno. Purché lo fanno. Queste scodinzolano alla grande, ti basta guardarti in giro amico mio.
VILLA: Che cazzo di libro che siamo venuti a sentire. Hai proprio ragione sembra una cattiveria del tutto affettata questa di Tedoldi. Per la miseria a fatica riesco a tenere le fila del discorso.
TALONE: Gardner l’avrebbe definito “lo stile antipolianna”. Sai che vuol dire? Gardner definisce antipolianna quello stile che suona come: “Io voglio uccidere tutti. Credetemi, perché la verità è solo questa: il mondo è un grande cesso e voi ci siete dentro”. Capisci che intendo? Proprio come il nostro Tedoldi. Io odio tutti e soprattutto odio me stesso.
VILLA: E’ pure un feticista delle macchine. Per ogni pagina ne tira fuori otto. Poi tutte discrete: Ferrari, Mercedes, Maserati, Bmw… Lo sai che se ti compri una Ferrari ti insegnano a guidarla a Maranello. Me lo ha detto un carrozziere. È difficilissimo guidare una Rossa.
TALONE: Questo non è mai uscito dalla sua camera secondo me e magari la battaglia più grande che abbia mai fatto è stata quella dire a papà che avrebbe fatto Lettere e non Economia e Commercio.
VILLA: Signori e signori qui si vuole fare avanguardia nel duemilasei. La Ferrari Maranello assettata giallo zafferano è più bella della Venere di Milo. Venghino, venghino siori e siore più gente entra, più bestie si vedono.
TALONE: Questa scrittura pseudo-cattiva mi sta facendo venire un mal di testa. Ci vuole la pasticchetta. Con una bella dose di paracetamolo passa tutto.
VILLA: Insisto. Il più ispirato è Lagioia. Mi sono informato. Il racconto che stanno leggendo si chiama DB9. Un vero racconto postmoderno.
TALONE: Villa non ci sto capendo un cavolo. Anni e anni di brillante carriera accademica negli studi filologici per non capire un racconto dei miei giorni. Voglio un Moment! Non ti seguirò più. Vaffanculo tu e le tue presentazioni…dobbiamo uscire al più presto o ci lobotomizzeranno. Avessi almeno uno Xanaz, manderei giù questa roba come se non fosse mai esistita. Ma diavolo invece c’è. Esiste… e diventa sempre più forte.
VILLA: Stai calmo. Rimani calmo. Respira profondamente. Guarda com’è concentrato il pubblico. Se ti alzi troppo bruscamente questi possono anche farti la pelle. Questo Tedoldi. Dio del cielo questo racconto è pieno di cazzate. Ma poi di che parla… che sta dicendo… gite notturne in macchina dentro i Parioli, gente ricca annoiata, sentenze su sentenze sull’impossibilità dell’amore e della felicità. Questa roba ci farà un gran bene vedrai.
TALONE: Mi sento male. Neanche più la visione della ragazza con la collana che mette la musica mi consola. Ma forse hai ragione, devo resistere. A forza di cazzate ci verranno gli anticorpi contro questo cancro e allora sarà Hemingway ad amarci.
VILLA: Ben detto! “Per essere grandi bisogna salire sul ring con i grandi. ”Chi l’ha detto? London forse. Il caro London. Questo cavolo di Tedoldi è salito sul ring con Baricco e Melissa p. Guarda poi come si pavoneggia. Ha questo modo di palleggiarsi di continuo che fa molto artista. Poi con quel vestito… direi che è sicuramente un artista. Hai visto quando siamo arrivati com’era seduto?
TALONE: Un vero modì. Uno così lo porti a Parigi e sai quanti soldi alzi per sera. Giusto quei galli del cavolo si possono bere tante stronzate. Ecco perché se ne vanno tutti lassù. Questa è tutta gente ispirata da parole come: sangue, morte, cervello, ho visto a largo il mondo com’è e ho pianto ect…
VILLA: Dobbiamo resistere fino alle ventuno poi salteremo in aria con tutto questo circo del cavolo. Loro ancora non sanno niente. Guardali continuano a leggere come se tutto fosse tranquillo e le frasi di Tedoldi fossero taglienti come rasoi.
TALONE: Guarda che questo pubblico, a giudicare da come ascoltano, crede che le frasi di Tedoldi siano lame rotanti che svelino il vero senso della vita e di questa società…così…così…come direbbe qualcuno di questi tonti: capitalista. Andiamo via!
VILLA: Poi questo fatto che odia Updike. Ma che cazzo vuol dire. Io nemmeno so chi sia Updike.
TALONE: Non è importante che tu sappia chi sia…l’importante è la memoria. Quando lo leggerai ricordati di amarlo come se fosse la più bella delle donne. Allora potrai dire addio a Parigi e a tutte queste stronzate da bohemien. Questo Tedoldi abiterà ai Parioli da quello che scrive. Hai visto ha messo la parola “pariolino” una decina di volte per riga. Quindi sarà venuto fin qui con la sua Porsche Carrera. Forse dopo aver spalato sufficientemente merda riusciremo a farcela anche noi una Porsche.
VILLA: Ma io non la voglio.
TALONE: Già povero scemo che sei. Tu sei convinto di poter salvare il mondo. Quindi con quei soldi che ci farai? Li mandi in Africa? Be’ a me non frega niente del mondo!
VILLA: Usciamo subito di qui. Basta andiamo via.
TALONE: Perché?
VILLA: Perché hai iniziato a parlare come Tedoldi!

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