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La ragazza del Secolo Scorso e quella del Secolo Corrente

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Questo è un articologame, quindi seguite i suoi link interni, se volete, oppure leggetelo tutto dall’inizio alla fine, o dal centro alla fine all’inizio, dalla fine all’inizio al centro, di lato di sotto di sopra, insomma come vi pare…

Questo è un articologame, quindi seguite i suoi link interni, se volete, oppure leggetelo tutto dall’inizio alla fine, o dal centro alla fine all’inizio, dalla fine all’inizio al centro, di lato di sotto di sopra, insomma come vi pare…

Rossana Rossanda e Giulia Carcasi: due cognomi che sembrano nascondere due errori di stampa. Rossana Rossanda e Giulia Carcasi: soprattutto, due ragazze: una del secolo scorso e una del secolo corrente. E noi, che adoriamo i refusi e ancorpiù le ragazze, non potevamo mancare. Ma. Ma con enorme dispiacere notammo che le presentazioni dei loro due libri, appena usciti, cadevano nella stessa data e alla stessa ora, ma in posti diversi. Quindi ci siamo fatti in due, solo per te lettore, e siamo andati separatamente a recensire le loro performance. E ora tu, lettore, come in un librogame, decidi quale ragazza vuoi affrontare:
se Rossana Rossanda vai alla sezione » SECOLO SCORSO
se Giulia Carcasi vai alla sezione » SECOLO CORRENTE

SECOLO SCORSO

Sala Bernini della Residenza di Ripetta, nella via ononima. Ore 18 del 31 gennaio. Rossana Rossanda presenterà in un finto colloquio con Alberto Asor Rosa e il proprio editor il libro La ragazza del secolo scorso, Einaudi, diciotto euro. Per chi non lo sapesse Rossana Rossanda e Alberto Asor Rosa, a dispetto dei nomi, non sono due protagonisti di quegli album da colorare per bambini ma due eroici reduci del secolo passato, da loro, sotto le insegne del comunismo. Di conseguenza, com’è naturale, ora sono entrambi in posizioni di potere: l’uno è un barone della Sapienza, l’altra si concede il frizzo di vendere centinaia di migliaia di copie con una frettolosa autobiografia (benchè senza permettersi il lusso di evitare le strategie di marketing per la scelta del titolo. A proposito, Bertinotti ha da poco licenziato un’intervista intitolata Il ragazzo dalla maglietta a righe. E poi stigmatizzano il lifting di Berlusconi). Il pubblico è composto per un buon settanta per cento da settantenni, coetanei dei dui coloriti comunisti e ora tutti in lizza come per un raduno degli alpini, con la lacrimuccia all’occhio per il passato che fortunatamente fu… Con questo libro io volevo parlare dei comunisti del novecento, e allora era logico che parlassi di me. A parte la dubbia liceità di quel “logico”, il significato di questa frase è forse rischiarato se messo in relazione con l’altra sua affermazione: Il comunismo è stato il sale del secolo scorso. Alla platea il compito di terminare il sillogismo aristotelico. E dati questi presupposti, suonano strane la numerose dichiarazioni di modestia che fa l’autrice durante la sua concione, a partire dalla “frettolosa” stesura del libro in quattro anni per arrivare al fatto che se lei nella sua carriera politica non capì tante cose è perché l’uomo è fatto per capire. Sibilline affermazioni che sono forse connaturate ad un certo tipo di iter politico, fatto di nascondimenti e compromessi, quale quello del comunismo al potere e con la pretesa di lavare con l’acqua sporca. Si pensa ovviamente a Togliatti, di cui la Rossanda fu una fiera sostenitrice e di cui ovviamente ora in quest’aula non si fa menzione, onde evitare inopportune associazioni di idee. Ma che palle non parliamo troppo di politica e torniamo subito a parlare di femmine. Altra femmina presente al colloquio-pubblicità, Nadia Fusini, altra professoressa della Sapienza, ha letto un bell’intervento in tono professoralissimo sullo sverginamento della Rossanda. Sì lettore, hai letto bene. Confesso che quando ho sentito tale parola anch’io son sussultato, è mi è pure scoppiato il pallone di bigbabol che avevo in bocca (che non era né rosso né rosa ma tropical). Però subito si è svelata la bufala: sverginamento sì, ma ad opera della coscienza di classe, che si sa è un travestito che gira di notte per violentare caste fanciulle borghesi. Intanto, continua Nadia, “galeotti” furono Marx e Lenin e pure Stalin, che sicuramente era uno stallone mi viene in mente a me. Ma questa Nadia Fusini corre ancora ancora più maliziosa dei miei pensieri e, come se non bastasse questa triste storia di defloramenti, rivela anche i retroscena della verginità (stavolta reale) della Rossanda, mettendola in parallelo con la Resistenza cui lei, a onor del vero va detto, partecipò. Mi viene in mente allora un’altra immagine, Rossana O’Hara che s’incammina per le langhe, con l’imene e il moschetto sulla spalla.
E così lasciamo la nostra eroina uscire di scena. Ma tu, cosa farai ora, lettore? Se vuoi affrontare anche la ragazza del secolo corrente, vai alla sezione » SECOLO CORRENTE. Ti avverto che se rifiuterai di affrontarla ti sarà preclusa un’emozionante ricompensa. Ma se proprio ti sei rotto i coglioni, vai pure alla sezione » FINE

SECOLO CORRENTE

Libreria Feltrinelli di viale Marconi. Ore 18 del 31 gennaio. L’idolo dei lettori settantasettini, Erri De Luca, presenta il libro rivelazione di Giula Carcasi, Ma le stelle quante sono, Feltrinelli, dieci euro. Da un po’ di tempo a questa parte De Luca si è re-inventato talent scout e ha già scoperto quattro o cinque scrittrici ventenni vogliose di dominare il mercato editoriale italiano. Un po’ di invidia mi spinge a non perdermi l’evento: la ragazza ha ventun’anni e ha pubblicato un libro che supera le centinaia di migliaia di copie vendute. Arrivo poco prima dell’inizio e la scena è già grottesca. In prima fila la madre con collana di perle visibilmente emozionata. In ultima il fratello maggiore che riprende tutto l’evento con telecamera digitale. Ci saranno venti persone e qualche curioso che si aggira tra il reparto cd e quello bambini. Erri De Luca parte in quarta: libro sorpresa, ecc ecc. La ragazza pare che abbia scritto una storia d’amore letteralmente a due facce. Rigirando il libro si può rileggere la storia dal punto di vista di “lui” o di “lei” a seconda con chi si è iniziato. Rivoluzionario. Il retro copertina tuona in duale: “due facce, due sessi, due voci”. La presentazione è appena iniziata e già si capisce che la scena è tutta di Erri. In posa dannunziana parla solo di se stesso. Noto che sul tavolo ci sono anche i suoi libri, probabilmente per gli autografi finali. Erri rievoca il suo passato di operaio, vaneggia sull’importanza delle metafore nella vita e dichiara di non essersi mai sentito inferiore ad alcuno scrittore (perché, in realtà, si ritiene un semplice e misero lettore). Insomma una serie di ammissioni di falsa modestia infilate una dietro l’altra. La ragazza è disorientata dalle domande del suo talent-scout. Un po’ mi scappo dal guinzaglio dice per definire il suo modo di scrivere ferino. Legge qualche brano melenso e pseudo-poetico. Poi si inizia a parlare di politica. Erri dichiara la sua nuova visione politica di stampo egoistico-fallimentare, ma sempre hegeliana. Carcasi rivela di essere una simpatizzante del manicheismo. Crede nella Verità. Erri, allora, la incalza: Credi in Dio?. Per poco la ragazza non vacilla, ma poi risponde che no, non si vuole complicare la vita, già troppo difficile. Erri chiosa: Dio è un utensile senza utilità. Ricordandomi di stare lì per lavoro (e che la finalità era questo articologame) le domando che cosa pensa del femminismo. La ragazza è dubbiosa e cauta: forse le donne stanno andando troppo in fretta, forse le quote rosa in parlamento sono cosa troppo prematura, forse l’aborto non ci deve sopraffare. La ragazza è di destra. Erri cerca di deviare cambiando completamente discorso, ma già vede la sua scommessa editoriale perdere il pubblico di sinistra. L’incontro si conclude con una ovazione generale. I fan si mettono in fila e la ragazza incomincia a costellare le prime pagine dei libri di frasi fatte. E questo te lo posso assicurare, lettore, perché mi sono avvicinato per farle le domande e ho sbirciato.
E ora lettore se vuoi terminare la lettura vai a » FINE, se invece vuoi sapere di più sulle nostre ragazze vai alla sezione » DOMANDE PICCANTI

DOMANDE PICCANTI

(giusto un paio. A te lettore il conturbante compito di indovinare a chi appartengano le risposte)

Qual è il tuo uomo ideale?
Clint Eastwood, ma l’ultimo, quello della ragazza da un milione di dollari.Vorrei che il mio uomo ideale fosse reale.

Qual è il tuo giudizio sulla letteratura pornografica?
La pornografia mi fa un po’ paura:
perché penso che il piacere non debba essere solo quello delle cellule
Non saprei, non ho mai avuto il tempo per leggerla,
se non quella del settecento.

FINE

Bè, fine.

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