Io, premiata a un premio

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Quando si dice vincere un concorso letterario per esordienti, ai nostri allievi della Scuola Omero spesso succede. Roberta Angeloni ci racconta l’esperienza...

Quando si dice vincere un concorso letterario per esordienti, ai nostri allievi della Scuola Omero spesso succede. Roberta Angeloni ci racconta l’esperienza lievemente surreale di una vittoria e di una premiazione in un articolo breve e sintetico. Lo pubblichiamo il giorno di Natale come un augurio per tutti quelli che scrivono e vogliono sapere quanto valgono (nostri allievi e non).

Letto bando, scritto racconto, premiata.
Un gioco da ragazzi, per nulla complicato. Che ci vuole? Solo il disdicevole disturbo di preparare una piccola valigia e partire per Matera, una città del sud, financo isolata dal turbinio umano e tecnologico delle grandi città. Quei sassi, poi, che saranno mai, ne hanno fatto pure patrimonio mondiale dell’umanità. Dio, ancora prima di partire non vedo l’ora di tornare. D’altra parte per cortesia nei confronti dell’associazione culturale che ha promosso il premio Energheia, farò questo sforzo….
Non è vero.
Ragazzi, che emozione. Appena ricevuta la mail con l’avviso di “meritevole del premio telematico Domenico Bia, per i racconti di Energheia”, sono svenuta sulla tastiera del computer. Telefono subito a Paolo ed Enrico: parto per Matera, già, siamo contenti, ma a noi cosa interessa delle tue vacanze? Non avete capito, ho vinto un premio letterario! Bravissima, siamo felici quanto te, e soprattutto ci sentiamo molto orgogliosi della nostra “piccola“ allieva.
Altro che piccola, i partecipanti hanno tutti la metà dei miei anni, ma questo non costituisce un problema, ho la testa di una ventenne, e credo che non guarirò più. La cerimonia è ristretta ed elegante, siamo in cinquanta nel giardino del Museo Ridola. Mi chiamano per prima e ho il cuore che mi batte forte, al microfono non la finisco più di parlare, devo darmi un freno, ma voglio ribadire l’importanza di una scuola di scrittura creativa per aiutare i talenti in erba a trovare la loro “voce”. La mia scuola di scrittura creativa è “Omero”. La giuria sorride e annuisce con soddisfazione, loro vengono dalla scuola altrettanto famosa “Holden” di Torino.
E poi Matera è bellissima, credo sia una delle città più strepitose al mondo, sono attonita di fronte ai Sassi, ho il fiato corto e finalmente non parlo più, ubriacata da tanta meraviglia.

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