Sex’n bossa – Antologia di narrativa erotica brasiliana

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Qualunque sia l’argomento da abbordare, per scelta o per mestiere, è d’obbligo rendere sexy la lettura, anche se si tratta di un articolo di finanza

Qualunque sia l’argomento da abbordare, per scelta o per mestiere, è d’obbligo rendere sexy la lettura, anche se si tratta di un articolo di finanza, di un programma elettorale o di una inchiesta su ecocatastrofi e gestione dei rifiuti tossici. Quindi, per chi scrive di sesso tout court, la strada è tutta in discesa? Chiaramente no. Ed è per questo che l’intensità della temperatura emotiva della raccolta di racconti Sex’n bossa – Antologia di narrativa erotica brasiliana (a cura di Patrizia Di Malta, Introduzione di Berbera & Hide, edizione Piccola Biblioteca Oscar Mondadori) rappresenta una felice eccezione. Le narrazioni raccolte in questo libro si distinguono anche perché non limitano gli intrecci, le storie, le avventure a carattere erotico in spazi anonimi, alla claustrofobia della segregazione. Il libro lascia la speranza che ci sia anche per il genere erotico, come per il noir, la possibilità di seguire i personaggi anche oltre la “scena del crimine”, per strada o al lavoro, combinare più dimensioni e più segreti, entrare ed uscire con chiavi e passepartout da stanze d’albergo, club, appartamenti e prigioni per affacciarsi agli ambienti e ai quartieri della città, al centro e alla periferia, su panorami che spostino a sorpresa il baricentro. I racconti spiano ruoli e aspetti dell’identità che si alternano e si contraddicono, creando conflitti e decisioni, storie, scelte, che sconquassano i programmi, disturbano la linearità degli eventi, ed obbligano a scrutare, indagare quello che c’è intorno, vederlo con occhi nuovi per potersi magari liberare di trappole, legacci, sacrifici. E si realizzano colpi di scena davvero erotici. Forse arriva anche per la letteratura erotica il tempo, come già per altri generi, di sperimentare commistioni e alternanze di piani, contaminazioni di genere, un’ampia varietà nell’uso di stili e registri linguistici.

Questo libro offre un ventaglio di risposte, suggerendo soluzioni molto creative. Molti dei racconti erotici che compongono l’antologia sono insieme racconti di denuncia sociale e di rappresentazione dell’attualità urbana, seppure con caratteristiche diverse di stile. La lettura di questo libro è appassionante e audace. Anche, ma non solo, per il linguaggio diretto, privo di censure e reticenze, ideologiche e sentimentali. Per lo più si tratta di letteratura urbana, secca, cruda, temeraria, asciutta. Storie di metropoli e di periferia, che risuonano con i ritmi, le asprezze della città. Una perdita di confidenza, di intimità, alleviata appena dal lampeggiamento rassicurante dello schermo tv. Insieme agli amplessi e ai desideri, raccontano di narcotraffico, sopraffazione, gerarchie di status o di malavita, violenza, rabbia, ingiustizia. Una perdità di intimità e di contatto autentico che aleggia in tutto il libro, come del resto nelle strade delle metropoli, nella musica dura, carica di disagio e ribellione che ci circonda. Insomma, si parla di sesso, di convulsi contatti e desideri ma soprattutto si ascolta la tensione che attraversa la città.

La raccolta, curata da Patrizia di Malta, seleziona e presenta con schede efficaci e approfondite, autori di singolare originalità, sottolineandone la personale cifra stilistica, volta per volta realistica, simbolica o surreale. L’emozione elettrica di tutto il libro è la tensione del disagio, della vitalità, della compressione urbana, del quotidiano violento e cieco. I più belli tra questi racconti intrecciano storie di sopraffazione e subalternità alla voglia di esistere, ai tentativi di rendersi meno invisibili, andare al di là dell’esigua definizione dei ruoli. Tentativi che spesso si materializzano nel sesso. Amplessi, passioni e fantasie che, in modi sempre sorprendenti e particolari, capovolgono e riproducono la subalternità e la dominanza, trasformandola in gioco. Contrasti e colpi di scena traghettano i protagonisti dalla definizione del ruolo sociale e dai recinti dell’individualità all’anarchia delle avventure e delle fantasie sessuali, al dissolvimento delle difese. Come nell’ironia e nelle emozioni autentiche dei personaggi anonimi, quasi stereotipati, del racconto L’adolescente mezzo hippy di André Sant’Anna. Come negli imprevedibili risvolti innocenti e disarmati di Ragazzo Indio, di Jõao Gilberto Noll, che sorprende una sensuale mansuetudine priva di sottomissione e di ricerca di contropartita, in un ambiente fatto di violenza cieca, prepotenze e spaccio di droga, di inevitabili fatalità.
Oppure nel potente e visionario Sangue del mio Sangue di Ronaldo Bressane, il più articolato e intenso dei racconti. Qui la ricerca di normalità, di una vita ordinata e organizzata, in fuga dalla malavita, da parte di un piccolo trafficante minacciato dagli ex compagni per uno sgarro commesso involontariamente, si alterna ad un lucido delirio che rimette le cose in ordine, ad un tirannico feticismo che fornisce una chiave di comprensione di un mondo impenetrabile. E’ la storia di una potente passione che diventa per il protagonista il modo per mantenere il contatto e il colloquio con il mondo intorno, per stabilire una vicinanza, un’adesione, penetrare nel corpo e nella mente degli altri. Un modo umano, stralunato ed incoerente di scaldare, con il tepore del sangue, un panorama quotidiano sempre più gelido, dal contorno duro e mai accogliente. Finché l’ossessione non dilaga in maniera assoluta, così come accade ai desideri nei sogni erotici.

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