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Lo strano caso del Dr. Kinder e di Mr. Spiderman

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Se qualcuno, tra i quasi sempre inutili pacchetti delle feste appena passate, ha ricevuto in regalo il DVD di Spiderman 2, sappia che si ritrova tra le mani un fortunato reperto...

Se qualcuno, tra i quasi sempre inutili pacchetti delle feste appena passate, ha ricevuto in regalo il DVD di Spiderman 2, sappia che si ritrova tra le mani un fortunato reperto che testimonia dell’influenza della buona scrittura creativa sul mondo dello spettacolo, oltre a un buon film che qui trovate recensito (e che contiene l’insuperabile scena di un supereroe che non riesce a consegnare le pizze in tempo e quindi viene licenziato dal suo lavoro di Speedy boy, il che è la dimostrazione di come nella società liberale degli States sia davvero impossibile mantenere un impiego, per quanto precario, anche con i superpoteri).

Spiderman 2 ha tra i suoi sceneggiatori un certo Michael Chabon. Ebbene, Chabon non è un qualunque strapagato autore di sceneggiature di successo, ma è l’autore di Wonder boys, un romanzo poi diventato il soggetto di un film (con Michael Douglas), che racconta le avventure di un insegnante di scrittura creativa alle prese con i suoi studenti, la sua vita strampalata come quella di tutti e un romanzo fiume che non finisce mai di scrivere. Ma non si tratta di un insegnante qualsiasi, magari inventato, il protagonista è ispirato proprio al suo professore di scrittura, quello vero. Che è anche lui uno scrittore. Che era l’amico di Raymond Carver. Che poi questo lunghissimo romanzo l’ha pubblicato, ridotto da un editor clemente e spietato a una misura più decente, con il titolo Lune di miele. Che noi di Omero abbiamo agganciato qualche tempo fa, portandolo a incontrarsi con centinaia di studenti all’Università La Sapienza di Roma (e qui si può leggere l’intervista che venne realizzata in quell’incontro). Che pensiamo possa ritenersi un nostro amico di penna e un piccolo monumento della narrativa migliore degli Usa. Che si chiama Chuck Kinder.

Insomma Chabon, che passa disinvoltamente dal Dr. Kinder a Mr. Spiderman, è la prova vivente di come possa funzionare a tutto tondo l’insegnamento della creative writing dando vita a narratori di talento e a sceneggiatori per Hollywood (del resto anche in Italia, alcuni degli scrittori più interessanti scrivono sceneggiature per campare meglio, anche se si tratta spesso di film con l’etichetta di opera impegnata o socialmente utile). Però tutto questo con la disinvoltura tipica della cultura americana, che invece di cianciare troppo di commistione tra alto e basso solo per quanto riguarda il trash televisivo – come si fa da noi – ci fa sopra film come Kill Bill di Tarantino e consente a un giovane autore di narrare la vita di un compagno di scrittura e di amori di Carver, forse il più celebrato autore di racconti del nostro tempo, ma poi di passare senza arrossire a scrivere le avventure di un fumetto leggerissimo per adolescenti.

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