Cosa fare una domenica di aprile quando dopo due giorni di pioggia torrenziale si rivede il sole? Ve lo dico io: si va alle Fosse Ardeatine, tanto perché la contentezza di uscire senza ombrello è tanta, e ci si deve auto flagellare in qualche modo. A parte gli scherzi visitare questo monumento mette in gioco anche la memoria che non si ha. Sarà perché certe sensazioni ti sconvolgono l'intimo, e così riesci a vedere persone che arrivano quel 24 marzo 1944 come fosse oggi. Poi dentro provi emozioni come davanti al sacro. Riesci a vedere dove avevano accumulato le vittime. Il versetto di un bambino però ti ricorda che sei vivo, sei qui e se ci sei è anche per tramandare quella memoria. Poi quando sei immerso in questa atmosfera, incazzati perché il sollevatore che deve portarti all'ultima sala, è rotto.
Il luogo è noto a tutti come Sacrario, perché qui furono sacrificate 335 persone dai nazisti in risposta alla legittima azione di guerra di Via Rasella avvenuta solo il 23 marzo, un giorno prima, quando partigiani del Gruppo di Azione Patriottica fecero saltare il plotone delle SS in transito. Questa semplificazione è per raccontare l'atmosfera irreale e di assoluta partecipazione che si prova all'interno del Museo.
In verità poi la primavera ti ricorda che la democrazia è una gran cosa. Davvero? Si si. A smentire i tuoi sogni a occhi aperti ci sono gli amici, che belli gli amici che nello stesso giorno t'invitano a vedere Diaz al cinema. Film di Daniele Vicari che sparirà presto, racconta di 11 anni fa, di quella notte del luglio 2001 durante la quale vennero picchiate selvaggiamente e senza motivi, persone che dormivano nella scuola Diaz a Genova dove la polizia ha fatto irruzione. Persone, ragazzi che pacificamente manifestavano quei giorni durante il G8. Anche questa è memoria da tramandare.
Dopo una domenica così non resta che attaccarsi a una boccia di vino.
Scritto il 19.04.12 alle 05:05