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Curvature di Marco Giovenale e Francesca Vitale   
di Rivista O
Dalla raccolta Curvature (ed. La camera verde, Roma 2002) abbiamo scelto alcune immagini di Francesca Vitale (da Quindici decalkomanie, 2001) e tre testi di Marco Giovenale (da Raggi incidenti, agosto e ottobre 2000). Le opere sono seguite da un breve commento degli autori registrato in presa diretta in un incontro con loro.




VIII.

parlato da dove in alcune
case tra alberi si
sentiva sperato, accoglie le punte
e le puntiformi, enti, conseguenti
forme astri vuoto abeti che
règolano - tempo di macchie (regàlano)
sulle mani finché la più cortese
delle falci regie dà quel segno
che vuole essere andiamo




IX.

(ad Anna è stato scritto che c’è stata
gran disinfestazione del Verano:
gli insetti indivisibili facevano l’amore
poi le uova, larve e pupe
nelle bugie dei morti)




XIII.

classical form

lo svestirsi doppio
che ruota nelle cose
(insegna il cedro acceso
sulla pioggia) legge i suoi
lettori, ne persuade
arreso nelle chiare
coppie eco senza
fede





Doppie curvature

Francesca Vitale: La nostra collaborazione è iniziata con una mostra di immagini mie alla quale Marco ha portato dei suoi versi.

Marco Giovenale: Sì, avevo visto le sue foto e mi avevano colpito molto. Così sono nati due testi, le sono piaciuti e quindi abbiamo cominciato a pensare di avvicinare parole e immagini, naturalmente con l’intento di proporre qualcosa di opposto al tradizionale accostamento di fotografie e didascalie. E prima di tutto alla sua mostra io ho portato un’edizione numerata di quelle due poesie.

Francesca Vitale: In realtà abbiamo fatto diverse cose insieme... Marco ha scritto Due ossidiane per la mostra di immagini e installazioni mie La natura del mondo che era dell’ottobre del 2001.

Marco Giovenale: La nostra è una collaborazione nata naturalmente perché il legame tra noi esiste davvero ed è basato su una comune idea della percezione intesa già come immediatamente duplice. In effetti, la ricerca sull’immagine e sull’immaginare condotta dalle opere di Francesca insiste, con meticolosa e ossessiva (direi fruttuosa) passione di conoscenza, sullo statuto ambiguo e costantemente "doppio" delle percezioni. Di tutte le percezioni, anche le più semplici; fino alla complessità oscillante, opaca, dei ragguagli ottici immediati che ci tessono, delle impressioni.

Francesca Vitale: Le mie sono immagini sandwich (così si chiamano, sono tecnicamente delle sovrapposizioni tra due immagini), anche se preferisco usare il termine "decalkomanie", con il "k", come sbagliando scrissero nella traduzione cecoslovacca. Ho mantenuto e riuso questo errore perché anche solo osservarlo, innesta in me immediatamente il meccanismo del ricordo. E questo è importante in quello che faccio. Infatti le chiamo "decalkomanie" un po’ per un legame affettivo con le vecchie decalcomanie e quindi con un’attenzione al mondo dell’infanzia e alla memoria, e un po’ perché trasformo i miei appunti di viaggio fotografico, sovrapponendo altre immagini per rivisitarli e ripensarli. Non hanno la pretesa di una ricerca sul paesaggio, ma sono soprattutto un mio ripensamento soggettivo sull’immagine. Sovrapponendo due fotografie manualmente, senza usare il computer, cerco di ottenere un’idea di colore dominante che rifletta le emozioni del momento, il colore del momento.

Marco Giovenale: Per quanto mi riguarda comunque, a differenza di testi miei precedenti il 1998, i versi di Curvature problematizzano il fronte del linguaggio oltre ogni dualismo e (senza dubbio) oltre i realismi. Cercano di aprire il ventaglio dei limiti della voce – moltiplicandoli, variandoli: riprogrammandone le "funzioni". Forse Curvature ha in fondo l’ambizione di ripensare alcune forme di risalimento delle fonti delle parole; e architettare un’indagine – una passione di indagine – sulle molte linee (sul dolore multiforme) del percepire.




Marco Giovenale è nato a Roma, dove vive. Ha svolto diverse attività, tra cui quella di curatore di mostre. Lavora in una libreria antiquaria. È redattore de "Il Segnale" ("percorsi di ricerca letteraria") e di "Bookshow", pagina di recensioni di www.editricezona.it. Collabora con "Private" ("fotografia e scrittura in bianco e nero" – vedi anche www.private.it). Partecipa dal 2001 al progetto "Àkusma – forme della scrittura contemporanea". È presente in alcune antologie e opere collettive. Ha pubblicato le "prove" testuali Res (1996) e Wintertraum (Edizioni di Negativo, 1999; con un saggio di R.Bisso). Vari articoli, prose e versi sono usciti inoltre su riviste come "l’immaginazione", "Rendiconti", "Il Grandevetro", "Ossetia", "Mediterranean Review", "Hebenon", "Tratti", "Il Racconto", "Confini".

Francesca Vitale è nata a Venezia, si interessa di fotografia fin dagli anni ’80, considerando sempre anche gli aspetti teorici connessi alla cultura dell’immagine. Ha insegnato fotografia in alcuni licei romani e collaborato con riviste locali e nazionali, con immagini e testi critici. Ha ideato e realizzato per alcuni anni la rubrica Dentro l’immagine nel programma radiofonico Lampi, di Radiotre Rai. Per Radiotre Suite ha curato altri spazi d’arte come la rubrica L’anima e le forme. Ha svolto e organizzato numerose mostre collettive e personali: Centro culturale dell’immagine Il fotogramma (Roma 1989), Istituto di cultura italiano a Praga (1992), Caffè Notegen (Roma 1993), Galleria S. Arte contemporanea (Roma 1994), Centro culturale Luigi Di Sarro (Roma 1996), Al ferro di cavallo (Roma 2001). Ha curato l’inserto fotografico della rivista "AC - Antropologia culturale" e cura parte del programma espositivo della Libreria Odradek.

Scritto il 19.02.04 alle 22:14