- Le Olimpiadi a Roma non si fanno più...
- Già... niente candidatura per il 2020...
- Non mi sembri poi così dispiaciuto...
- No...
- Strano per un patito di sport come te...
- Che ti devo dire... un Olimpiade sotto casa la sognavo da quando ero bambino, e una decisione come questa è dolorosa per un appassionato come me... però ti devo confessare che sono anche tra quelli che vedevano inopportuna l'organizzazione di quest'evento in Italia in un momento come questo...
- Capisco... questa cavolo di crisi fa vedere tutto nero... però è anche vero che poteva essere una grande opportunità per un rilancio...
- E rilancio de che?
- Beh, per dare una immagine di efficienza del paese e per creare nuove infrastrutture a Roma... tutte le città che hanno ospitato l'Olimpiade ne hanno tratto benefici... l'organizzazione dei Giochi permette di modernizzarle, di riqualificare grandi aree, potenziare mezzi pubblici, migliorare la viabilità e via dicendo... e sappiamo tutti quanto la capitale avrebbe bisogno di certi interventi...
- E tu credi che a Roma, anzi in Italia in generale, succederebbe lo stesso?
- Ho capito... sei di quelli che pensa che in Italia non si possa fare nulla, perché tanto è il solito magna-magna e stereotipi simili...
- E perché... non è vero? Cosa dovrebbe farmi pensare che le cose tra qualche anno non debbano essere sempre le stesse? Guarda... credo che gli unici a piangere per la mancata candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 siano quelli che speravano di mettere le mani in pasta e già si stavano facendo il tornaconto personale...
- Forse hai ragione... però non si può essere solo pessimisti... il presidente del CONI , Giovanni Petrucci, dice che se associamo sempre l'organizzazione dei grandi eventi sportivi al malaffare non si va da nessuna parte... io la penso come lui...
- Ti giuro che piacerebbe anche a me pensarla come Petrucci... purtroppo però la realtà del nostro paese ci dice che a pensare al malaffare ci azzecchi sempre...
- Dai, non può essere sempre così...
- Ma porca miseria... guarda... senza che andiamo a rivangare i Mondiali di Calcio del 90 che sono stati una vergogna intergalattica in quanto a spreco di soldi per infrastrutture mai completate e stadi nati già vecchi costati alla fine il doppio del preventivo, ti faccio un esempio più recente: i campionati mondiali di nuoto a Roma del 2009 con il suo bello scandaletto per gli abusi edilizi. Ora fammi un calcolo: se un evento come i mondiali di nuoto la cui organizzazione muove qualche decina di milioni di €uro ti porta un malaffare di quella entità, di quanto sarebbe in proporzione il malaffare in un evento che stimavano avrebbe mosso circa 10 miliardi di €uro? Ecco... quando trovi il risultato capisci quale sarebbe stata l'immagine che l'Italia avrebbe dato di se grazie all'Olimpiade...
- Però è triste ragionare così... se pensi invece che proprio un Olimpiade, quella del 1960, aveva dato una immagine straordinaria di Roma e di tutto il paese...
- Vero... quelle Olimpiadi sono considerate tra le più belle della storia, l'Italia era nel pieno del miracolo economico, c'era entusiasmo e c'era grande capacità di realizzazione... a parte lo stadio Olimpico che già esisteva, gli impianti progettati e costruiti per quei giochi erano per l'epoca dei veri capolavori di architettura, e la maggior parte, come i due palazzi dello sport e lo stadio Flaminio, sono ancora funzionali adesso... peccato per il velodromo, anche quello era un capolavoro, ma l'hanno lasciato andare in malora e pochi anni fa l'hanno demolito...




- Comunque l'evento fu organizzato benissimo e poi la Roma dell'epoca era uno scenario di una suggestione unica al mondo...
- Vero... ma oltre che di suggestione fu un Olimpiade ricca anche di imprese sportive... mi viene in mente la grande vittoria di Livio Berruti nei 200 metri, con lo stadio Olimpico impazzito nel vedere l'italiano sfrecciare davanti a tutti...
- Lo stadio Olimpico poi impazzì anche per l'americana Wilma Rudolph, che incantò tutti vincendo 3 ori, nei 100 metri, i 200, e nella staffetta 4x100, fu soprannominata la gazzella nera...

- Lei era bellissima... fece innamorare tutti... si parlò anche di una sua love story proprio con Berruti...
- Beh...era l'Italia della dolce vita, e evidentemente anche sulle piste di atletica non ci si voleva far mancare chiacchiere...
- Già... comunque le immagini simbolo per l'atletica in quella olimpiade furono senza dubbio quelle della maratona, corsa in mezzo ai monumenti cittadini e vinta da uno sconosciuto etiope che correva scalzo: Abebe Bikila... le immagini di lui che taglia il traguardo sotto l'Arco di Costantino a piedi nudi rimangono tra le più suggestive nella storia dello sport... ...
- Roba da favola... tra l'altro Bikila fu il primo africano a vincere una medaglia d'oro alle olimpiadi, nel continente nero diventò subito leggenda, e la sua gara a piedi nudi fu presa a simbolo di libertà dal colonialismo europeo, vinse anche a Tokio 4 anni dopo, ma lì aveva le scarpe, e quella di Roma resta una impresa memorabile...
- Memorabile fu anche il torneo di pugilato, di grandissimo livello e che consacrò tanti grandi pugili... due per tutti: Cassius Clay, forse il più grande di tutti i tempi, e Nino Benvenuti, il più grande degli italiani...


- L'Italia finì addirittura prima nelle medaglie conquistate coi guantoni con 3 ori e 3 argenti...
- E ancora meglio fece nel ciclismo, vincendo 5 ori e un argento su sei gare.... alla fine con altre 2 medaglie d'oro nella scherma, una nell'equitazione con il grande Raimondo D'Inzeo, e quella del settebello della pallanuoto fu addirittura terza nel medagliere generale... credo il miglior risultato di sempre...
- Un Olimpide piena di soddisfazione per la nazione ospitante... peccato che non avremo occasione di riprovarci...
- Vero... a ripensare a quelle Olimpiadi un po' di nostalgia mi viene, e sarebbe stato bello tentare di ripetere quel successo organizzativo e sportivo... ma credo che adesso i tempi per il nostro paese siano cambiati profondamente... quelle di Roma del 1960 verranno ricordate come le Olimpiadi del boom economico e di un maratoneta scalzo, quelle del 2020 avrebbero rischiato di passare alla storia come quelle del crac e di un popolo in mutande...
- Dicono che se non vai in palestra sei brutto...
- Che cos'è... la tavanata del mese?
- No...è la pubblicità di un centro sportivo di Vicenza... c'è l'immagine di un ragazzo bruttarello e sdentato che dice "Io non ci vado", e a fianco una bella ragazza che fa le flessioni che risponde "E si vede!"...

- Mi pare un concetto un po' banale: io sono bello perché vado in palestra, tu sei brutto perché non ci vai...
- Già... comunque quello che ha suscitato polemica è il volto che hanno dato al brutto... non ha certo i tratti da italiano del nordest, ricorda molto di più un immigrato, così è stata accusata di essere una pubblicità razzista...
- Beh, visto da quale latitudine viene il messaggio, è facile pensare che ogni riferimento a cose o a persone non sia puramente casuale...
- E dà un tono sinistro a quel "Io non ci vado"...
- Già... fa pensare al cartello fuori dai Bar con disegnato un cagnolino che dice "Io non posso entrare"...
- L'agenzia pubblicitaria dice che non c'è nessun messaggio razzista, anzi è un messaggio ironico e che il personaggio identifica solo una persona che fa vita sregolata contrapposta a una che fa vita sana...
- Ah, ecco... sottile ironia... e a te fa ridere?
- No... mi stimola di più il mal di pancia... anche se alla fine più che grave lo trovo squallido, una vagonata di stupidi stereotipi... e spero che la palestra che ha avuto la brillante idea abbia la clientela che merita... io di certo non ci metterei piede, e mi fa piacere che un'altra palestra locale abbia subito risposto mettendo una pubblicità con il messaggio opposto...

- Decisamente apprezzabile... ma senti, sportivamente parlando... tu pensi che andare in palestra sia sinonimo di salute?
- Beh, certo che allenamento ed esercizio fanno bene, però penso che tutte le cose sono sane solo se si fanno senza fanatismo...
- Che intendi?
- Che c'è chi va in palestra per farsi la sua sana oretta di sudata, per buttare via qualche etto di ciccia e tenersi in forma, o anche per scaricare tensioni di lavoro e quant'altro e perché no, socializzare... questo mi piace... invece poi c'è chi va in palestra perché magari c'ha un mare di complessi che si porta appresso dall'infanzia e fa del rapporto col proprio fisico un ossessione...
- Tipo donne che sono state sempre grassocce o ometti che sono sempre stati mingherlini...
- Sì, e che scoprono che il miracolo di cambiare fisico è possibile e allora rischiano infarti a catena sottoponendosi a programmi da tortura fisica in palestra e da tortura psicologica fuori... pasteggiano con un pacchetto di cracker o una barretta di integratori, saltano su una pesa persone ogni dieci minuti e si specchiano nudi tre volte al giorno... e poi magari hanno crisi depressive ogni volta che passano davanti a una pasticceria...
- In effetti sembra tutto meno che salutare, soprattutto a livello mentale...
- Salute, salute... guarda, questi parlano tanto di salute... poi nelle palestre gira ogni sorta di steroidi anabolizzanti che gonfiano come canotti gli "atleti" che li prendono, e poi dopo che hanno fatto finta di faticare a qualche attrezzo vedi ‘sti "machos" lì che si toccano e si misurano a vicenda i bicipiti, i tricipiti, i quadricipiti e quanti altri cazzo di cipiti c'hanno... che ridicoli...
- Che poi prendere quelle cose oltre a danneggiare il cuore non fa certo bene alla virilità...
- Già, questi geni si gonfiano i muscoli ma si sgonfiano il batacchio... contenti loro... guarda, penso che le mie ore passate al pub siano più sane delle loro ore passate in palestra cosi...
- A proposito... ma tu ci sei mai andato in palestra?
- Mah... mi sono iscritto una volta, qualche anno fa, me lo aveva consigliato il mio cardiologo... ci andavo la sera, dopo il lavoro prima di cena... cavolo... rinunciavo all'aperitivo...
- Conoscendoti immagino il sacrificio... e ti dava benefici, cioè ti sentivi più in forma?
- Non saprei... non ho avuto il tempo di valutarne gli effetti ... ho smesso di andarci dopo un paio di settimane...
- Perché... troppa fatica?
- No... non è stato quello... io ci andavo leggero...
- E allora?
- Beh... è che le ragazze che c'erano mica erano tipo quella della pubblicità... e allora ho preferito riprendere l'abitudine all'aperitivo...


