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Turisti per fiction. In viaggio tra i set tv



Con questo articolo mi congedo per qualche settimana da voi lettori, amanti e appassionati di fiction, provando a offrirvi qualche consiglio di viaggio narrativo per il tempo delle vostre vacanze.
A questo punto vi starete chiedendo se non avete sbagliato rubrica. No. Tranquilli. Qui si scrive ancora di fiction. E si racconta ancora di mondi paralleli e realtà possibili. Però mi sembra opportuno segnalare un fenomeno abbastanza interessante, in voga da qualche anno, definito turismo da fiction o, anche, teleturismo. Questo viene a costituirsi come nuova tendenza di viaggio che sta andando a sostituire a poco a poco il valore reale dei luoghi. Senza dimenticare che l'immaginario collettivo oramai passa per la televisione e raramente per i libri; in tal modo la fiction viene a creare e produrre turismo.
Secondo l'indagine "In viaggio con la fiction" del 2007 realizzata dal BIT (Borsa Internazionale del Turismo) il 15% delle persone intervistate sul rapporto tra fiction e turismo ha visitato una particolare località solo dopo averla vista in un film. E circa il 72% di 300 viaggiatori provenienti dal Nord Europa (con Germania e Regno Unito in testa) e dagli Stati Uniti ha scelto di visitare il Bel Paese conoscendo abbastanza bene le opere cinematografiche nostrane. I dati raccolti dal Centro Studi Luoghi & Locations evidenziano anche il fatto che mentre il cinema spinge a visitare l'estero, le fiction televisive invogliano a viaggiare sul territorio nazionale.
Un turismo delle immagini già noto per il cinema e che, da qualche anno, ottiene una prima codificazione televisiva alla luce di quanto già accaduto, per esempio, al castello di Agliè in Piemonte (Elisa di Rivombrosa) o a Ragusa in Sicilia (Il commissario Montalbano). Nel primo caso, proprio il successo di Elisa portò più di mille visitatori al giorno al castello e quando si parlò di trasferimento a sud è stata la rivolta, con tanto di interrogazioni parlamentari e titoli sui giornali locali, "Giù le mani da Elisa!". E così dagli 8-10.000 visitatori all'anno si passò alle 92.000 presenze dopo la programmazione della prima serie. Nei due anni successivi i visitatori si assestarono sulle 58 mila presenze. L'effetto Elisa è durato fino a tutto il 2006-2007 ma nel 2008 i turisti hanno incominciato a diminuire fino ad assestarsi ai livelli precedenti la fiction.
La questione si è complicata un pò di più con i luoghi del Commissario Montalbano in quanto la Vigata della finzione letteraria è identificata, dallo stesso Camilleri, con Porto Empedocle e altri luoghi reali nell'agrigentino, nessuno dei quali, però, è stato utilizzato per la fiction. Pur ardui da scovare, i set ragusani hanno registrato un notevole e costante incremento turistico da quando la fiction è andata in onda (nel 2000 si è verificato il 15% di presenze in più rispetto all'anno precedente). Si pensi che il luogo più visitato (30 mila turisti solo nel mese di agosto 2008) risulta essere l'ufficio del Sindaco di Scicli, Bartolomeo Falla, occupato nel serial tv dal questore Bonetti Alderighi.
Città della Pieve in provincia di Perugia, set della prima serie della fiction Carabinieri, ha registrato nel 2002 un incremento di turisti del 20%.
Roma, quartiere della Garbatella, set della fiction I Cesaroni, viene ormai inserita nelle mete turistiche e nei luoghi da visitare della Capitale. Esiste un sito, http://www.ezrome.it/, che organizza visite guidate nel quartiere indicando in modo specifico quelli che sono i luoghi quotidiani frequentati nella serie televisiva (Casa Cesaroni, Casa Masetti, la scuola,ecc).
Una serie di casi che dimostrano come le fiction si pongono come fattore scatenante di interranti, dinamiche e creative iniziative imprenditoriali. Qualche mese fa alcuni politici di Vibo Valentia hanno rivolto un appello ai dirigenti Rai affinché non venissero spostate le riprese di Gente di Mare da Tropea all'Isola d'Elba. Il parlamentare europeo Gianni Pittella ha dichiarato che "l'immagine positiva che viene trasmessa in tutto il territorio nazionale ed in tanti paesi d'Europa e del mondo, grazie a Rai International ed alle televisioni di tanti paesi che ne hanno acquistato i diritti di messa in onda, di un'incantevole cornice naturalistica, culturale e artistica nella quale si svolgono le vicende seguitissime dei protagonisti della fiction non potrebbe costituire biglietto da visita migliore per l'attività turistica alla quale si affida il principale motore di riscatto sociale e economico della Calabria".
Polemiche a parte, il pubblico si accorge sempre più che esistono spiagge bellissime, paesi nascosti, luoghi attraenti, proprio attraverso le fiction che in modo indotto e indiretto fanno promozione al nostro paese. Pertanto, piuttosto che lasciare l'iniziativa a casi isolati o sporadici, si potrebbe pensare ad una intensa e proficua collaborazione tra produzioni cinetelevisive, tour operator specializzati e camere di commercio locali. Perché, ad esempio, non realizzare degli accordi tra le produzioni cinematografiche e gli enti territoriali già dalla fase di pre-produzione per la successiva promozione turistica dei luoghi utilizzati nelle riprese e l'inserimento delle location nei titoli di coda di tutte le fiction? Non si possono non cogliere i vantaggi di tale tendenza come la nascita di nuove attività economiche, sviluppo di marketing territoriale. Perché non provarci?

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