In passato Kaurismäki affermò: “Non sono interessato a raccontare storie sui ricchi”. In un momento in cui Trump ha bloccato l’ingresso negli Stati Uniti a qualsiasi immigrato siriano (oltre che chi proviene da Iran, Iraq, Yemen, Libia, Somalia e Sudan) sarà difficile non portare la politica sul tappeto rosso della Berlinale. Difficilmente Kaurismäki si tirerà indietro. Nel 2003 fu candidato agli Oscar per il migliore film straniero per The Man Without a Past. Decise di boicottare la serata perché gli Stati Uniti stavano per sferrare un attacco in Afghanistan: “Non viviamo nel momento più glamour della storia dell’uomo. Il governo USA sta preparando senza vergogna un crimine contro l’umanità solo per interessi economici”. Qualche mese prima aveva annullato la sua visita a New York perché al suo collega Abbas Kiarostami era stato negato la visa in quanto iraniano.
Le idee per fortuna, anche grazie alla potenza del cinema, non hanno bisogno di visti d’entrata. Che possano circolare ovunque. A Berlino come nel resto del mondo.
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