DELIKATESSEN
Come iniziare un racconto secondo
Abraham B. Yehoshua
a cura di Elena Dalla Massara
Limportanza dellincipit
E fondamentale che fin dalle prime
battute il racconto faccia emergere unidea forte, precisa, incisiva. Questidea
non deve necessariamente essere la trama della storia. Dalle frasi iniziali potrebbe
delinearsi unatmosfera, un personaggio, unazione, un pensiero,
unemozione. Quel che conta è che vi sia un elemento guida che determini da subito
il tono ed il clima del racconto. Se nel romanzo i tempi possono essere diluiti e più
rilassati, nella storia breve le armi dellintreccio e dellemozione vanno
sfoderate subito, nelle prime righe dattacco. E chiaro che poi le promesse
fatte allinizio devono essere mantenute e sviluppate con estrema coerenza. A maggior
ragione la scelta dellinizio di un racconto non devessere mai casuale o vaga,
ma sempre ben studiata e guidata dalla penna dello scrittore.
Yehoshua in questo dimostra una capacità di controllo e di impostazione notevoli.
Egli pone molta attenzione alle frasi dinizio, alla loro struttura, al ritmo, al
suono e al loro senso naturalmente. Così facendo riesce a catturare subito il lettore
nellimmaginario narrativo della sua storia e lo tiene incatenato fino alla
conclusione, senza alcuna occasione di fuga.
E lui il primo a sostenere che "il racconto breve esige una maggiore
concentrazione della frase, una sua maggiore espressività, che si ottiene con luso
preciso di aggettivi e predicati e attraverso una perfetta coesione di forma e
contenuto" (Da A.B. Yehoshua, Tutti i racconti, Einaudi, Torino 1999, trad. di
Alessandro Guetta e Alessandra Shomroni).
Notizia dolorosa
Capitò silenziosamente, mi colse
impreparato. Non feci in tempo a capire cosa e come, e già ero in ginocchio. Mi dibattei
convulsamente, ma era tardi. Il mio cuore pianse nelle vene scosse. Tutto era perduto.
Lannuncio sul giornale:
GALIA E DANI SI SPOSANO. UN AUTOBUS PARTIRA DALLA STAZIONE CENTRALE, ALLE TRE DEL
POMERIGGIO, DIRETTO A SUD, AL KIBBUTZ DI SDOT OR.
Erano quelle lettere a rendere il fatto
doloroso, non gli occhi profondi di Galia. Le lettere, agglutinate in modo definitivo,
decretavano il male, e la pagina bianca del giornale trasmetteva loro incessantemente una
verità infinita.
Le nozze di Galia, pag.63
Flashback
Pensavo che avrei dovuto scusarmi. Ma le
cose sono andate diversamente.
Il figlio di tre anni della donna amata mi è stato affidato negli ultimi giorni
delle vacanze, i primi giorni dautunno a Gerusalemme.
Allinizio avevo certe idee sul bambino, alla fine avrei voluto ammazzarlo. Devo
ancora esaminare i motivi che me lo hanno impedito. Il tempo e il luogo, comunque, si
sarebbero prestati.
Il tempo: una fine destate, venti caldi e pesanti soffiano sulla terra, un
miscuglio di nuvole e azzurro, unillusoria attesa di pioggia. Struggimenti e
tristezza di un nuovo anno.
Linizio delle vacanze era stato diverso. Voglio dire, si erano risvegliati dei
desideri. Pensavo addirittura che durante queste vacanze mi sarei sposato. Era stata Yael,
la mia compagna, ad accennare qualcosa in proposito. Poi ce ne eravamo dimenticati tutti e
due, sommersi dalla stanchezza.
Tre giorni e un bambino, pag.179
Il particolare racconta
"Due secchi carichi di cemento in un
mattino trascorso dalla pioggia. Due piccoli secchi con le maniglie storte e i bordi
sbocconcellati. Due secchi versati nel gran mare di cemento. Due secchi per la casa che si
sta costruendo.
Ogni volta di nuovo le mie mani si ritraggono irrigidite dal contatto col ferro
freddo e sporco di terra, ogni volta, rosse e doloranti, cercano inutilmente un pezzetto
di manico pulito. Perché le mie gambe mi portano velocemente nella pioggia battente,
avanti e indietro, dalla betoniera verso Lubrani, ritto sullimpalcatura grigia, che
prepara gli stampi del cemento."
Sonno diurno, pag.19
Visione in prima persona
Anche ieri è rientrato tardi, e non ha
fatto niente per non farsi sentire. Come se il mio sonno non avesse nessuna importanza. I
suoi passi hanno risuonato a lungo nella casa vuota, con tutte le luci del corridoio
accese, mentre lui continuava a frugare tra le sue carte. Poi il rumore è cessato. Ho
cercato di ritrovare il mio sonno di vecchio, un sonno leggero, fragile. Per di più, la
pioggia. Sono tre settimane che dal cielo si rovesciano e battono sui vetri senza tregua
cascate dacqua.
Dove andrà di notte? Non lo posso sapere. Una volta sono riuscito a seguirlo per
qualche isolato, ma un vecchio amico, uno scrittore cocciuto, mi ha visto a un incrocio, e
mi ha subito bloccato; intanto, il ragazzo era scomparso.
Quando piove, questa zona diventa un acquitrino, di asfalto, acqua e sabbia. A Tel
Aviv nel periodo delle piogge, senza scoli, senza spurghi, si formano laghi. E in
lontananza il mare ruggisce, scuro, sporco, come se si fosse ritirato dalla città
gigantesca e fosse diventato il suo sfondo.
Non sono ancora le cinque, e già si fa scuro alle finestre. Cosè successo? Mi
è comparso in sogno, stava chiaramente davanti a me, mi pare non lontano dalla spiaggia,
teneva nascosti in grembo degli uccelli scuri, e cercava di trattenerne il fremito. Il suo
sorriso mi sgomentava. Stava davanti a me, mi guardava e sorrideva debolmente.
Il poeta continua a tacere, pag.253
Terza persona frenetica
Questa notte si è svegliato prima
dellalba, come se qualcuno lo avesse spinto dal materasso sul tappeto, lo avesse
afferrato per una spalla e, dopo averlo sollevato dal pavimento, lo avesse messo a sedere
su una poltrona davanti allo schermo grigio della televisione che riverbera nel buio e sul
quale si intravede lombra distorta del suo viso. E lui, intontito dal sonno, morto
di stanchezza ma completamente sveglio, si è ficcato in bocca la pipa amara, desideroso
di dire qualcosa, pronto anche a tenere una breve conferenza.
Base missilistica 612, pag.401
Terza persona impressa nella prima
Un altro giorno di afa, pensa
allimprovviso nel sonno e il suo cuore si stringe dangoscia. Si gira, affonda
il viso nel cuscino, allarga le braccia e si trasforma in una croce inerte, senza vita.
Senza aprire gli occhi, e anche senza parlare, vorrebbe maledire il sole che traccia sulla
sua nuca un lungo solco di luce.
Le undici del mattino
Sua moglie è uscita alle sei. Ha preso il primo autobus per Gerusalemme, per
unaltra lunga giornata di studi alluniversità. E volata via come un
uccello silenzioso, senza lasciare tracce.
Il suo letto è in ordine, la camicia da notte ben ripiegata, non ricorda nemmeno di
averne sentito i passi.
Un giorno lungo e afoso, la sua
disperazione,
sua moglie e sua figlia, pag.295
Ricordando un altro inizio
Credo di dover analizzare ancora una
volta il momento in cui fui informato della sua morte.
Un mattino destate, il cielo pulito, giugno, gli ultimi giorni di scuola. Mi
alzo in ritardo, un po confuso, in pieno sole. Non accendo la radio, né guardo il
giornale. In un primo momento è come se avessi perso il senso del tempo.
Arrivo a scuola in ritardo, cerco inutilmente nellaria tersa unultima eco
della campanella. Comincio ad avanzare nel cortile vuoto, tra riquadri di luci e
dombra proiettati dalle finestre allineate; passo accanto alle porte bisbiglianti di
classi che stanno studiando. E allora mi accorgo, con sorpresa, che il direttore mi sta
inseguendo, da lontano mi chiama."
Allinizio dellestate del 1970,
pag.351
Abraham B. Yehoshua
è nato a Gerusalemme nel 1936 e vive a Haifa. Oltre alle storie raccolte in Tutti
i racconti (Einaudi 1999) ha scritto i romanzi Lamante (Einaudi, 1990), Cinque
stagioni (Einaudi 1993), Il signor Mani (Einaudi 1994), Un divorzio tardivo (Einaudi
1996), Ritorno dallIndia (Einaudi 1997), Viaggio alla fine del Millennio
(Einaudi 1998), ed il saggio Diario di una pace fredda. Israele: dalla strage di Hebron
alla vittoria di Netanyahu (Einaudi Contemporanea 1996). |