William Klein
a cura di Alessandro Torrelli William Klein nasce a New
York nel 1928. Alla fine della seconda guerra mondiale si ritrova a Parigi in
distacco militare. E a Parigi intraprende la strada della pittura. Lo troviamo dapprima
accanto a Fernand Leger e in seguito insieme ad alcuni architetti italiani a dipingere
murales.
Nel 1954 torna a N.Y., dove due
anni dopo realizza il primo libro fotografico dedicato proprio alla grande mela. Il libro
si rivela una grande opera di reportage e diventa un punto di riferimento per tutta la
cultura emergente underground.
N.Y. è soltanto la prima di
una serie di opere dedicate alle grandi metropoli. Ricordiamo infatti: Roma del '56, Mosca
del '61 e Tokio del '62, fino a Torino '90. Nel frattempo Klein lavora costantemente per Vogue.
William Klein rimane unico nel suo genere e riesce a sfuggire a varie etichette e movimenti artistici.
L'intervento grafico sul bordo della fotografia, isola ancora di più il momento dello scatto mettendo in risalto lo sguardo e gli animi delle persone. Sicuramente le inquadrature e le sequenze ricordano lo stile cinematografico: i soggetti diventano attori e con le pose "spontanee", recitano al di là dello scatto. Tutto ciò è aiutato anche dal buon uso della tecnica dell'open flash dove la luce ambiente si mescola con quella del lampeggiatore e crea altresì un effetto pittorico impressionistico.
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