Joan Fontcuberta mistificazione o menzogna? a cura di Pietro Antonini e Alessandro Torrelli
Il trascorrere del tempo si osserva nei segni che rimangono indelebili nella memoria e non solo, testimoni della storia naturale e delluomo. Ma spesso e volentieri questi possono risultare falsati soprattutto se ne sono artefici gli uomini. Primi fra tutti gli artisti, a seguire politici e religiosi. La fotografia è quello che si vede come un evento visibile
ai nostri occhi, e noi siamo sempre pronti a crederci perché essa è "oggettivamente
reale". Di seguito vedremo alcune immagini, dai primi anni del secolo ai giorni nostri, veri esempi di "segni" più o meno credibili che, dopo il primo impatto visivo, ci rimandano alla scelta del verdetto finale.
Vittima omicidio, fotografata dalla polizia tedesca nel 1929
In alto fotografia originale del 7/11/67, autografata
"E segno ogni cosa che possa essere assunto come un sostituto significante di qualcosa daltro.Questo qualcosa daltro non deve necessariamente esistere, né deve sussistere di fatto nel momento in cui il segno sta in luogo di esso" "tutto ciò che può essere usato per mentire. Se qualcosa non può essere usato per mentire, allora non può neppure essere usato per dire la verità: di fatto non può essere usato per dire nulla." ( Umberto Eco, Teoria della menzogna, dal Trattato di semiotica generale del 1975 Bompiani). In natura gli animali immaginari non si potrebbero fotografare, così come fantasmi e demoni. A cavallo tra lottocento e il novecento fiorivano i trucchi fotografici, ancora conosciuti a pochi, che ingannavano le masse dando credibilità e ricchezza ai medium, spiritisti e santoni di un tempo. Nelle foto a seguire, Joan Fontcuberta ripropone dei falsi scientifici che rappresentano animali inventati e collocati nella metà del secolo scorso.
Alopex Stultus, della
serie Fauna
Centaurus Neandentalentis, della serie Fauna
LAutore esegue raffinate manipolazioni collocate
in scenografie ironiche, parodie dei rituali della comunicazione scientifica. Creare
lillusione visiva è sempre stato lo scopo di ogni creatore dimmagini,
dalluomo delle caverne allartista greco, da Giotto a Leonardo, fino alla
nostra epoca. Una delle grandi conquiste della rivoluzione artistica del 900 è
stato il superamento del pregiudizio che leccellenza artistica coincida con la
fedeltà fotografica, cioè giudicare le rappresentazioni secondo il criterio della
fedeltà al vero. Proprio in questepoca le immagini visive si sono
moltiplicate, svalutate; è difficile risvegliare il senso di meraviglia di fronte alla
capacità di suscitare, attraverso dei segni, quei fantasmi della realtà visiva che
chiamiamo immagini. Nel leggere le immagini è sempre difficile distinguere ciò
che ci giunge dal di
Volo di un Ufo sui cieli di Roma (tratteggio
Autore sconosciuto. Fermo immagine
E ancora, la fotografia può essere una traccia irrefutabile di un frammento di realtà o per sua natura menzogna?
Allora ci sei?
Allora ci sei?
Ma come e con cosa comunicheremo se non ci sono i linguaggi per credere che il mondo esiste? Limmagine digitale è aperta alla menzogna per la mancanza di un supporto tecnico-materico, ossia "la prova di verità". Il carattere saliente non è la falsificabilità o meno dellimmagine, ma limmediatezza e la globalizzazione della sua diffusione. Il concetto di falsità non è nelle immagini, ma nellintento e nei mezzi per far credere vera linformazione data dallimmagine, in relazione ai contesti e alle intenzioni degli autori, non è insito nella tecnologia.
Una e tre seghe, 1965
Limmagine concettuale ci viene proposta come un rafforzamento della realtà, questo ci spinge di fronte a uno specchio virtuale, cosicché losservatore non ha scelta, deve accettare comunque questa realtà, anche se non sostanziale.
Mano con barca, 1970 Fonti: Ernst H. Gombrich, Arte e illusione, Torino, Einaudi, 1965
Fotografia, Cinema, Videotape Joan Fontcuberta (Barcellona 1955) nel mondo della fotografia è un vero e proprio factotum, da fotografo a docente e critico. Nel 1980 ha fondato e dirige una rivista fotografica "photovision",e la sua attività è intensa sia come promotore di manifestazioni internazionali e come espositore nei più grandi musei del mondo. Nel percorso della mostra, possiamo osservare delle serie, che sono anche delle pubblicazioni, come Herbarium (ed. G. Cili Barcellona 1984), e ancora Fauna (European Photografic, Gottingen 1987), L'artista e la fotografia (Mezzotta, Milano 1995) e Sputnik (Fond. Arte e Tecnologia, Madrid 1997). Lavandola Angustofolia, 1984 |