Laurent Elie Badessi Alla Galleria del Cortile a Roma (via del Babuino 51) a cura di Anita Gioia Laurent Elie Badessi nasce nel 1964 in Francia da una famiglia di fotografi da generazioni che lo avvantaggiano perciņ nella scoperta delle tecniche fotografiche. Nel 1988 vince la Fuji Color Adventure Grant con un progetto sulla fotografia a carattere etnologico. E l'interesse etno-antropologico per l'uomo, calato in uno scenario naturale primordiale, emerge nei suoi lavori il cui risultato č raccolto nel libro " Skin" (Edition Stemmle). Badessi, che ormai vive a New York, entrato in contatto con personaggi influenti nel panorama culturale internazionale, ha chiesto loro un commento per ognuna delle foto contenute nel libro. Scrive per esempio Philip Glass (compositore) a proposito della foto in copertina, intitolata Female on wrinkles 1: "We see unmistakable beauty of the organic in the inorganic. Both nature and naturally pure" ("Vediamo la bellezza inconfondibile dell'organico nell'inorganico. La natura e il naturalmente puro").
Una natura fatta di scogli e acqua, deserto e dune, rocce e pietre, animali e uomini, fatta di compenetrazione tra i contrasti del bianco e nero, di completamento sui toni del grigio.
Alla bellezza inafferrabile di corpi lucenti, all'astrattezza dell'esatto umano, l'artista alterna raffigurazioni a tema, come in Satyr with sea cucumber, in cui ravvisare l'incarnazione della tentazione diabolica; raffigurazioni in cui presagire la fine del mondo, dove la geometria diventa un teorema approssimativo; raffigurazioni di corpi che emergono dalla terra bianca (si tratta di sale).
Nella prefazione di Sondra Gilman (direttrice del Dipartimento di Fotografia del Whitney Museum of American Art) al catalogo, si aggiunge una presentazione del fotografo al proprio lavoro: "Head, hair, neck, shoulders, arm, wrist, belly, chest, torso, back, knees, legs, feet My eyes rest on the different parts of our body. The body is a beautiful machine. The symbiosis between body and spirit is extraordinary and fragile. To preserve it we must perpetuate this harmony between human beings and nature" ("Testa, capelli, collo, spalle, braccio, polso, addome, petto, torso, schiena, ginocchia, gambe, piedi ... I miei occhi si bloccano sulle diverse parti del corpo. ... Il corpo č una bellissima macchina. La simbiosi tra il corpo e lo spirito č straordinaria e fragile. Per preservarla dobbiamo perpetuare questa armonia tra gli esseri umani e la natura"). |