Omero era cieco, ma aveva le visioni.
Noi, piccoli antenati arruffati,
abbiamo gli occhi per sbirciare,
il cuore allenato per mandare in tilt la nostra coscienza.
Corriamo nella rete in cerca
di scampoli di letterature,
nuove generazioni di ingordi di
sillabe che ci fanno impazzire,
vaneggiare senza l'oppio.
Col cinema abbiamo un buon rapporto
e la televisione,
perversa per sua natura,
la facciamo girare in senso contrario per parlare a Manitù.
La radio la veneriamo, la musica la teniamo come sottofondo.
Resta solo una cosa di cui parlare, non il teatro: il sesso.
Il sesso, avete presente? Il cardine su cui poggiano tutti gli artisti. L'amara voglia di piacere che aveva il senile Brentani: possedere la bella Angiolina, con o senza i consigli del Balli. Il burro che condiva le dita di Brando dirette da Bertolucci: ansimanti come un Moravia annoiato. Renzo, Lucia e Don Rodrigo, che ogni volta ci fanno pensare a quel triangolo amoroso e barzotto: che non ha saputo osare. Leonardo, che si vestiva da donna, ammiccava al mecenate, e poi si faceva l'autoritratto. L'Histoire d'O e Tokio Decadence. Manara e Crepax. Amanda Lear e Patty Pravo. Heather Parisi e la Cuccarini, che non son state capaci di osare come la Martinez, che ha stregato Lelouch. Le visioni, il sesso, Freud, l'amore. Le perversioni, Kraft-Ebing, i piedi smaltati, Lolita e Kubrick. Non prendiamoci in giro, lo abbiamo capito tutti perché Tom Cruise e Nicole Kidman si sono lasciati. Nevvero, Stanley?
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