CONTEMPORANEAMENTE
4.
Idee e forme geniali (?) dal mondo
99
cents
only store
Il sogno americano più a buon mercato
di Angela Saliani
Scivoliamo
a 50 kilometri orari sulla East Road con la Cadillac bianca che abbiamo preso a
noleggio. Il sole sta tramontando e la nostra pancia ormai settata sulle
abitudini del luogo comincia a brontolare. Ci guardiamo intorno rassegnati a
scegliere fra i vari Mc’Donald’s, Wendy’s, Burger King’s per mettere sotto i denti qualcosa. All’improvviso veniamo distratti da una fila
di persone che si estende fino all’ultimo isolato che riusciamo
a scorgere in lontananza. Pensiamo a una manifestazione di pacifisti, ma notiamo
che non hanno cartelloni o scritte con slogan. Pensiamo a un concerto ma visto
il luogo, uno stradone a quattro corsie in mezzo a fast food e centri
commerciali, pensiamo che non sia possibile. E poi, guardando con più
attenzione le persone in fila, ci accorgiamo che alcune si stanno attrezzando
con dei sacchi a pelo, altri guardano delle tv portatili e addentano
distrattamente un panino. Non resistiamo più e ci avviciniamo. Salutiamo e con
la maggiore discrezione possibile per un italiano, chiediamo perché si trovano
lì.

Ci risponde una signora grassa con un paio di calzoncini che a mala pena le
coprono la metà delle cosce e con una maglietta extra extra large con su
stampato a caratteri cubitali UNITED WE STAND. Oh, non lo sapete? Domani alle
nove apre un nuovo 99 Cents Only Store. Chiediamo altre informazioni: di cosa si tratta, cosa si
vende, se si tratta di prodotti buoni. Scopriamo allora che negli Stati Uniti
dal 1982 esiste una catena di negozi di proprietà di David Gold, nominata
appunto 99 Cents Only Store. Vi si
vende di tutto e tutto a soli 99 centesimi di dollaro. E sottolineiamo tutto e
non qualche articolo come invece accade da noi in Italia, dove entri in un
negozio con tanto d’insegna Tutto Mille
e poi scopri che la maggior parte dei prodotti va da un euro in su.
La
curiosità ci prende la mano. Quindi passerete qui la notte?, chiediamo. Certo,
ci puoi giurare, amico!, ci dice un tipo nero con una bandana rossa in testa. Il
vecchio Dave domani vende un televisore a 99 centesimi. Un televisore? Sì, a
quanto pare è questa la tecnica di lancio dei negozi 99 Cents Only, a cui David Gold ricorre ormai da 21 anni.
Insistiamo. Ma siete sicuri? Sono prodotti difettosi? No, siete matti! Ed
ecco che qualche volenteroso che non ha ancora perso la pazienza con noi, ci
svela la brillante idea del vecchio Dave, come lo chiamano affettuosamente gli
americani: acquistare all’ingrosso tutte le rimanenze dei grandi centri
commerciali e rivendere il tutto a 99 centesimi di dollaro. Un affare che rende
visto che il patrimonio di Dave Gold ammonta a ben 650 milioni di dollari.
Siamo
tentati di accamparci lì anche noi, attirati oltre che dal televisore a 19
pollici anche dagli hot dog giganti che qualcuno in segno di ospitalità ci
offre. Restiamo. Addentiamo un hot dog con cipolla e ketchup e fra un boccone e
l’altro cerchiamo di seguire i racconti e i commenti delle persone in fila con
noi. E intanto il sole è tramontato, il cielo si è trasformato in un enorme
tetto scuro spruzzato di stelle. La stanchezza del giorno s’impossessa di noi
e dei nostri amici campeggiatori.
Sono le sette appena quando ci risvegliamo indolenziti per la notte trascorsa sul sedile dell’auto. Un tiepido sole ci accarezza e un gradevole profumo di caffè ci solletica il naso. Notiamo che c’è fermento: sono spariti i sacchi a pelo, le televisioni, le sdraio. Ormai solo due ore si separano dall’apertura del nuovo store. La curiosità e l’impazienza cominciano a prendere il sopravvento. Finalmente sono le nove. La fila si muove lenta, sinuosa come un lungo serpente. Lasciamo l’auto e ci uniamo al fiume umano. Alle dieci e quarantacinque dopo un’intera notte e più di tre ore di fila, raggiungiamo le vetrine del supermercato. Una grande insegna riporta 99 CENTS ONLY STORE e dai lati pendono grappoli di palloncini colorati. Entriamo e scopriamo che i nove televisori messi in offerta da Mr Dave sono spariti. Chissà perché rimaniamo sorpresi. Restano solo quattro dei novantanove monopattini in offerta. Anche se non sappiamo cosa farcene, ne prendiamo due e li infiliamo nel grande carrello verde scuro. Poi lentamente cominciamo a guardarci attorno. Lunghe corsie con scaffali pieni di merci ci invitano ad avvicinarci ben attenti a seguire le frecce che indicano la direzione da seguire per non intralciare il traffico degli acquirenti. Procediamo in modo automatico, quasi inconscio, come dei Marcovaldi presi dalla febbre dell’acquisto. Afferriamo l’ombrello e il paio di occhiali griffati e la cravatta o quant’altro ci sembra conveniente e quindi peccato lasciare. 99 dollars, esclama sorridente la signorina della cassa, mentre un’altra imbusta i nostri acquisti. Paghiamo e ci avviamo soddisfatti all’uscita consapevoli comunque che almeno la metà degli oggetti comprati sono superflui. Montiamo sulla Cadillac bianca e rientriamo in albergo.
Nonostante il sole e il cielo limpido dobbiamo buttarci sul letto stremati dall'aver rincorso uno dei tanti sogni americani. Di questi tempi quello al prezzo migliore.
12.7.2003
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La colifata