CONTEMPORANEAMENTE
3.
Idee e forme geniali (?) dal mondo
I
Blogger
nuovi
soggetti
in rete
di
Rosanna Domitilla Romano
Blog,
contrazione di web-log, sta per diario di bordo.
I
weblog non sono propriamente dei siti, ma strumenti che permettono di mandare in
rete in tempo reale e gratuitamente pensieri, emozioni, messaggi, insulti,
poesie, canzoni, immagini, video e chi più ne ha più ne metta.
Le forme dei blog sono varie e vanno dai diari personali alla selezione di notizie, per arrivare a forme più propriamente editoriali e di controinformazione.
Creare
un blog è un gioco da ragazzi, portali come http://www.clarence.com
o siti come http://www.splinder.it o anche
http://www.blog-it.net danno la possibilità
di costruire e aggiornare le proprie pagine in cinque minuti, con assoluta
facilità anche per chi non ha alcuna conoscenza del linguaggio HTML.
Ecco
perché la rete, negli ultimi tempi è invasa da blogger che si raccontano e ci
raccontano.

Claudio
Cazzola, animatore di Ipse blog http://www.ipse.com/blog
uno dei migliori blog in Italia per contenuti, sostiene che il
<<bello dei blog è che sanno creare, in modo spontaneo, una rete di
relazioni tra persone estranee, lontane le une dalle altre ma legate da qualche
interesse o curiosità in comune>>.
Ed è questo l’elemento alla base della creazione di un blog: condividere esperienze personali ed essere apprezzati pubblicamente. Il rischio è quello di ammalarsi di un eccessivo narcisismo.

Si
stima che la blogmania abbia contagiato in tutto il mondo qualcosa come mezzo
miliardo di cybernavigatori. Infatti gironzolando tra i blog si incontra di
tutto: dalle dissenterie di parole inutili, ai futili pettegolezzi telematici,
alle riviste fai-da-te, alle invettive politiche e risulta davvero difficile
selezionare notizie importanti e interessanti. Ma è anche vero che il blog può
essere, e, a volte lo è, un vero strumento di informazione, di scambio di
esperienze al servizio delle necessità degli utenti. Nasce per questo scopo Indymedia
– con la sua versione italiana: Independent Media center Italia –
http://italy.indymedia.org/ Indymedia
è formato da un team di giornalisti estremamente eterogeneo, sparsi per il
mondo e dotati di un computer portatile e di un cellulare satellitare (è facile
individuarli durante manifestazioni e eventi di una certa importanza) sono in
grado di aggiornare in tempo reale, proprio nel momento in cui le cose accadono,
il blog.
Più
aggressivi e militanti sono i blogger di Information Guerrilla www.informationguerrilla.org
) la cui rivendicazione è quella di essere gente indipendente contro
l’ipocrisia dei media. Raccontano questo mondo con l’orgoglio di non
sentirsene parte. Nel loro blog leggiamo temi e articoli sulle atomiche del
governo Sharon o sulle tante guerre dimenticate nel mondo o anche sulle
inchieste e controinchieste di Piazza Alimonda.
Con
un taglio più culturale nasce Rekombinant autorganizzazione della rete del
lavoro cognitivo www.rekombinant.org
un blog creato da Matteo
Pasquinelli e Franco “Bifo” Berardi che intende favorire uno scambio
culturale internazionale proponendo progetti, riflessioni come “linee di fuga
dal pensiero binario”.
In
questo mare magnum dei blog gli editori, attirati e minacciati insieme dalla
blogmania, non sono rimasti a guardare. Il primo a darsi da fare è stato
Marsilio dando alle stampe Diario
di una blogger di Francesca Mazzucato http://francescamazzuccato.splinder.it
mentre Hops Libri ha pubblicato Mondo
blog Storie vere di gente in rete di una
attiva e originalissima blogger, Eloisa “La
Pizia“ Di Rocco www.lapizia.net
. L’Einaudi Stile libero, invece è stata attirata dal collettivo Wu Ming
www.wumingfoundation.com
che con il sito, la newsletter Giap “che informa, pungola, trasforma la
comunità aperta che dà senso a quello che facciamo” e il blog,
è stato capace di creare uno stimolante dibattito su temi sociali
letterari e politici, che da pagine elettroniche si sono trasformate in pagine
cartacee sfociando appunto nell’iniziativa editoriale dell’Einaudi che si
chiamerà Giap! – Storie per attraversare il deserto. A cura di
Tommaso De Lorenzis
Un’ultima riflessione la dedichiamo ai “blog di guerra”. Se del primo conflitto in Iraq , quello del 1991, ricordiamo poche immagini tra cui quella del cielo notturno di Bagdad illuminato dai fuochi della contraerea irachena, l’ultimo conflitto sarà ricordato come il primo nell’era di Internet. In questa drammatica occasione il fenomeno dei blog è “esploso” in maniera incontrollata. ”Bombardamenti” di notizie e di immagini sia da parte irachena (ha fatto il giro del mondo il blog http://dear_read.blogspot.com di un giovane iracheno che si fa chiamare con il nome speranzoso di Salam Pax) che da parte americana (The Primary Main Objective.us). Diari privati di soldati che raccontano la loro vita al fronte, le loro paure, le loro speranze, i loro sentimenti a volte , però, con vette di cinico umorismo: <<Memo per Saddam: non preoccuparti per le bombe a Bagdad: è un progetto per ricostruire l’area>> (lt-smash.us). Per i militari americani comunicare via blog è semplice: sono tutti dotati di un accesso a Internet, unica limitazione: non descrivere mai il luogo dove si trovano e la missione che stanno svolgendo.
Per comprendere quanto la rete e soprattutto i warblog siano diventati una importante fonte di informazione sulla guerra, basti pensare che, secondo alcune statistiche, nei motori di ricerca la parola “war” ha superato la parola “sex”.
Un
fenomeno che spiazza e che mette in discussione il ruolo dei media tradizionali.
Tant’è che la Cnn ha “chiesto” al suo inviato in Iraq, Kevin Sites, di
interrompere il suo blog www.kevinsites.net
per paura che i suoi
aggiornamenti “privati” sottraessero energia al suo lavoro “vero” di
corrispondente della Cnn.
Ma
come, la rete… Internet… i blog non sono il luogo dove esercitare la libertà
di pensare e di dire ciò che si vuole?
23.6.2003
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La colifata