La Scrittura e l'Arte

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di corteggiare le ragazze

di Paolo Restuccia

 

Come predicava un certo bonzo, tutto quello che si fa,

si fa per conquistare le ragazze.

Anche scrivere.

L’arte di corteggiare le ragazze

è l’attività umana che più somiglia alla scrittura.

Anche le ragazze scrivono per conquistare i ragazzi.

Ogni scrittura rivela un corteggiamento

perlomeno al lettore, amante ritroso.

Anche chi si sente un genio


che dona perle ai porci,

sotto sotto non vede l’ora di rotolarsi

nel trogolo con i suini.

Il mondo delle scritture diverse

è una sinfonia dissonante

d’innamorati soddisfatti o delusi,

stizziti o patetici.

Anche chi scrive trattati di metafisica esoterica

o saggi per il recupero dello strutturalismo marxista

corteggia la sua ragazza

sia essa Dio, Irma La Dolce, o il Proletariato Organizzato

per strapparle un bacio.

  Il corteggiatore è infedele a chiunque,

per rimanere fedele a se stesso

e conquistare le ragazze che lo circondano.

Ogni corteggiamento comprende tutti gli altri.

Chi scrive, non scriverebbe senza quelli

che hanno scritto prima di lui.

Chi ha già scritto, è come se non avesse mai scritto,

se nessuno scrivesse più.

Il corteggiatore conosce la sua specialità.

In spiaggia, c’è chi si lancia col windsurf tra le bagnanti

e chi legge Céline accanto alla ragazza da corteggiare.

Chi non guarda verso il mare,

pensa che è noioso stare sdraiati

per ore sulla sabbia nudi

a compilare cruciverba

e mangiare panini ammolliti dal sole.

Ma chi guarda il mare, s’innamora.

Chi scrive del mare, lo corteggia.

Il corteggiatore distilla le essenze e

i filtri del corteggiamento,

come una fattucchiera.

Chi scrive, conosce il momento di spossatezza

che arriva subito dopo l’incantesimo.

Scriviamo, probabilmente al solo scopo

d’esercitare

l’antica arte di corteggiare le nostre ragazze.

 

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