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Fantafestival 2001

a cura di Daniele Contavalli

 

Stupido è chi lo stupido fa,………così direbbe l’amico Forrest Gump e così credo di poter inquadrare il fatto di stare al fantafestival di quest’anno, per una evidente stolta partecipazione,o almeno così la vedo io,……………… perché essere uno che guarda Film Noir, Thriller, Horror, Fantasy, Splatter, B-Movie d’autore, Scary Movie, Gotic ecc. ecc. è straordinariamente salutare per mettere un po’ in aria la testa, dichiarare che il mondo e tutto quello che ci sta attorno è folle e così, in modo indefinito, va trattato.
Il Fantafestival dovrebbe essere come una zona franca, un abitacolo dove ogni possibilità di guado,di attraversamento con la zona reale è interdetta, dove ogni razza post-reganiana, neo-berlusconiana, neo- capitalista ecc.ecc. è resa off-limits………un luogo che dura cinque giorni, cinque pomeriggi e notti fatte per chiudersi nel ventre fradicio di paura di una sala cinematografica.
Quest’anno tocca al Savoy, via Bergamo, zona Porta Pia, Roma.
Il trionfo della morte e il suo trionfante festival ha inizio il giorno 17 di Giugno , anno del Signore 2001, ……..ma le cose non sono proprio così ad andare, il FV è un tantino un po’ più spiallatamente irreggimentato, con i suoi due prezzi pomeridiani e serali, con le sue faccette per bene, sempre agganciate a modalità trendy Horror, per cui se poi ti arrabbi con uno di questi finti duri man in black, se ti trovi a avere da ridire perché il posto dove sei seduto è tuo e non te ne andrai mai, si danno una calmata blanda e radicale, senza più mettere bocca altrimenti li pesti…..e pure di gusto.
I film visti per il primo day sono tre………La notte dei morti viventi, Strangeland, Versus.
Diciamo dunque che quest’anno vanno gli Zombies, almeno così sembrerebbe. L’anno passato quando la gestione era al Quattro fontane, andavano indemoniati e psicopatici vampiri(li preferisco, non fosse per altro che non sono antropofagi e con le pezze al culo come appare in una delle scene del primo film, rifacimento orrido del primo glorioso Romero, visto con tutti gli "erori" di una terribile prima stesura, di una prima improbabile ma vera sceneggiatura d’autore), in realtà chi dice Zombies dice ironia o comunque una visione deambulata e sguincia dello stare in piedi, molto appropriata per l’attuale nostro governo e per i suoi ministri, …….il cielo li benedica, io non ci riesco,………….dicevo gli Zombies o comunque i suoi affini, come quelli strani, resuscitati da un boschetto degli aranci giapponese, estenuante vermiglio happening di punk jacuza, una spremuta broda di sangue alla nipponica, e dunque indimenticabile 180 minuti e rotti dei japanesi di Versus, film splendidamente girato attorno ad un boschetto del Sol levante, dove la gente non muore mai, meglio muore e torna ancora per farsi ammazzare nei modi più truculenti ed efferati, pecorecciament e sbranati da katane e medragliadore ultramoderne, in continua attività fino alla fine dei tempi, senza alcun verso o morale, manco un pizzico buddista o shinto, o altro ancora di un che di spirituale,……………la gente si fa di gente ma la ragione resta ignota, quasi un meccanismo perfido che non è disinnescabile,………………da lì il tedio e lo sconforto nell’attesa di una parola fine che non arriva mai(alla fine, lo confesso, sono stato l’unico ad alzarsi di due o trecento persone, cercando di guadagnare il manto cremisi della tenda d’uscita,….ma poim all’improvviso è calato il sipario).
Tatuaggi e internet per Strangeland, quasi a dire che il thriller non ha niente più da dire se non per ribadire il suo bisogno di beffarda e scanzonata autocritica, una condizione di stasi sul genere che indica come potrebbe essere avanzato il suo stato di decomposta terminale obsolescenza,…….scherzo(forse), ma è un fatto che di emozioni forti non ce ne sono state; non ho visto nulla di quello che da questo genere attendo, lo "stolzo", ossia la paura che mi fa dubitare di chi ho accanto in sala, che mi fa vedere lo schermo come il sacello del panico, insomma della caga elevata a sistema nervoso,……meglio ancora quel tipo di spettacolare ribrezzo che mi dichiara la realtà ancora un pochettino migliore di quella che mi mostra lo schermo suddetto,…….già l’anno scorso lo dicevo: esami di maturità, posti di lavoro, congreghe umane di ogni tipo, coppie e famiglie, belle facce rubiconde sono molto più facilmente il loco del pugnale e del ghigno sinistro…….per cui pochi moralismi e viva il Terrore, viva la strizza come spettacolo e come fiction, forse la cosa più degna da osservare, quella cosa che segna il polso delle situazioni sotto il sole e dentro le nostre notti,…………perché la paura è sensazione emotiva globale di tutti, specchio del nostro essere al mondo.
Il Festival quest’anno pare sia in clima d’alta autoreferenzialità, e lo zombie lo permette, è il modo migliore per porsi in stato d’attesa, in una modalità di verifica sghemba e pericolosamente in bilico sul niente.